Il Festival F4 / un’idea di Fotografia, che si terrà  dal 3 luglio al 16 agosto 2015, tra Treviso e Pieve di Soligo, promosso da Fondazione Fabbri,  propone una serie di mostre che analizzano il tema della paesaggio attraverso l’opera di vari autori contemporanei. 

Ad aprire la manifestazione il 3 luglio al Foyer del Sant’Artemio a Treviso sono le mostre bi-personali dedicate ai vincitori della XVI del Premio “AldoNascimben”, Gianluca Perrone con settecentocinquantanove e Luca Massaro con Leggere Parole – Light Words.

A Villa Brandolini a Pieve di Soligo il percorso inizia con la mostra Omaggio a Gabriele Basilico. Ricognizioni sulla Terraferma dedicata ad uno dei più grandi fotografi internazionali del dopoguerra, acuto interprete della città contemporanea e delle sue contraddizioni. Dagli straordinari scatti in bianco e nero emerge una Venezia “di terraferma”, lontanissima dall’immagine stereotipata “da cartolina”, che per oltre un secolo ha dominato l’iconografia fotografica. Con il suo obiettivo Basilico si concentra sui luoghi minori, cogliendo i segni di quella modernità di cemento che è la vera anima di Mestre, scandagliando le arterie viarie della terraferma che conducono fino a Treviso.

Una città esplorata come se, per usare le sue parole, «fosse un labirinto e lo sguardo vi cercasse un preciso punto di penetrazione».

A innescare un confronto ideale con il maestro e aggiornare alcuni nodi del problema sarà l’esposizione Progetto Nord-Est. Un paesaggio di contraddizione e conflitti, curata da Carlo Sala, che propone il lavoro di alcuni fra i migliori fotografi del panorama emergente italiano. In anteprima Padania Classics di Filippo Minelli, che ripercorre i simboli della Macroregione, propri di un paesaggio padano votato al guadagno e dimentico della propria cultura. Indians, del collettivo The Cool Couple e Alberto Sinigaglia, svela con ironia i segni delle costruzioni ideologiche nascoste nei paesaggi quotidiani. Dello stesso collettivo, Approximation to the West, che si articola su un duplice livello: da un lato l’analisi di un paesaggio culturale (quello della Comunità Montana della Carnia in Friuli), dall’altro gli eventi storici che lo hanno interessato durante la seconda guerra mondiale. Se Stefano Graziani con Palma veneta ragiona in modo metaforico sulla mutevolezza e fallacia dell’identità, Magredi di Marco Citron evidenzia i segni della politica internazionale in un paesaggio locale. I suicidi degli imprenditori veneti sono il tema dell’installazione Black Flag Revival di Ryts Monet, mentre Habitat, intervento site-specific di Francesco Nonino, coglie micro-dettagli salienti del quotidiano attraverso autentiche “scansioni” del terreno.

Completa il percorso attorno al tema del paesaggio Sono stato lì, mostra dei cinquanta dummy prodotti per la call nazionale di progetti fotografici di esplorazione del paesaggio contemporaneo italiano promossa dalla SIU, IUAV, Fondazione Fabbri e Linea di Confine.

Sarà un percorso articolato che, attraverso vari modi di concepire la fotografia – dalle indagini di realtà alla finzione, dalla ricerca d’archivio all’ international style – sonda le complessità di un paesaggio-specchio critico dei cambiamenti sociali, culturali e identitari che lo stanno attraversando.

 

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