Spazio Kryptos | Milano

dal 19 aprile al 4 maggio 2018

L’Associazione Culturale Obiettivo Camera e Spazio Kryptos presentano Alessandro Risuleo, con un progetto visivo che si concentra su particolari e dettagli del corpo, “contaminati” da pennellate frastagliate e ruvide della vernice utilizzata e applicata per evidenziare linee, forme e fisionomie.

Allestimento in realtà aumentata, a disposizione di smartphone e devices del pubblico… protagonista.

Vernissage mercoledì 18 aprile, dalle 18.30

Dal 19 aprile al 4 maggio 2018

Spazio Kryptos, via Panfilo Castaldi 26, Milano

(lunedì – venerdì, 15.30 – 19.00)

Delle due, entrambe. Da una parte, il corpo -nel senso di “figura”- è una delle più prolifiche fonti di ricerca e indagine della fotografia… in ogni propria possibile raffigurazione. Dall’altra, ciascun autore indirizza le proprie analisi e considerazioni, svolgendo di volta in volta capitoli autonomi, per quanto riconducibili a un medesimo filone, a una stessa matrice. È il caso di queste Contaminazioni del corpo, che aggiungono un capitolo autonomo al particolare e concentrato percorso espressivo che il bravo e attento Alessandro Risuleo sta conducendo da tempo. Al medesimo momento, fedele al proprio passo, le stesse Contaminazioni del corpo ribadiscono, confermandolo, quel convincente passo autoriale con il quale la fotografia si accompagna ad altre arti e viene condotta con ulteriori linguaggi espressivi.

Nello specifico, qui, l’autore racconta la figura umana con una visione pienamente originale, che si concentra su particolari e dettagli (del corpo), “contaminati” dalle pennellate frastagliate e ruvide della vernice utilizzata e applicata per evidenziare linee, forme e fisionomie. Così che, questo eloquente capitolo di Alessandro Risuleo si allontana da quei canoni della visione contemporanea che scandiscono la standardizzazione di una sorta di perfezione, per risolvere, invece, una concentrazione differente, in quanto… migliore.

Per quanto realizzate con una applicazione tecnica fortemente condensata (oltre che perfettamente finalizzata), queste Contaminazioni del corpo escludono di riferirsi soltanto a questo, soprattutto a questo (alla “forma” di propria realizzazione), per allungarsi al “contenuto”: così che, il messaggio si eleva a protagonista, in un insieme nel quale l’osservatore/spettatore partecipa attivamente al risultato. È questa la chiave di lettura che, a propria volta e con la propria intensità, definisce la continuità visiva sulla quale è stato edificato un legame intimo di visualizzazione, attivo e non passivo: in realtà aumentata [con una App per iOS e Android (ARtScan, appositamente creata, scaricabile da smartphone e altri devices)], una volta inquadrate con il proprio smartphone, queste opere di Alessandro Risuleo prendono vita e diventano parte di un’animazione video che racconta altro da quello che si vede a occhio nudo, trasformando lo spettatore in protagonista.

Attenzione, a questo punto: con questo passo non si intendono celebrare asetticamente e pedissequamente nuove frontiere tecnologiche, e neppure si solennizza un effetto scenico. Più concretamente, si interagisce con l’osservatore, accendendo ed esaltando la sua stessa percezione visiva. Da cui, una significativa nota critica di Giancarla Frare, la cui decodifica di contenuti è a dir poco esemplare. Testuale.

«È il corpo il tema che ossessivamente compare come protagonista nelle immagini di Alessandro Risuleo. Un corpo perfetto, una sorta di prototipo, un modello estetico, di forma e proporzioni stabilite. Assimilabile, per certi aspetti, al canone classico del corpo ideale. Rappresentato, per lo più, in una condizione astratta, raramente collocato in ambienti riconoscibili e reali, il corpo è opulento, si muove o si espone a luce, che ne accentua la propria assolutezza, forma che non racconta di qualche fragilità. Proprio su quel corpo assoluto, Alessandro Risuleo inscrive materie altre: quel corpo mima esseri di bronzo o di ferro. Oppure, allude a una colonna antica, di marmo chiarissimo. Si fa materia “altra”, annullando totalmente la carne di cui è fatto. Fino ad alludere a un organismo perfetto, a metà tra Uomo e Macchina: dimenticare del tutto il corpo, per annullare il Tempo che lo rende relativo. In queste opere, Alessandro Risuleo pare non trovi attorno a sé elementi armonici da inscrivere sui suoi corpi. Spesso non più solitari, raccontati in abbracci e contatti con altri corpi, portano sulla propria pelle le tracce di contaminazioni altre. Frammenti di magma cromatico, di materia esplosa, illeggibile nella sua vera sostanza, contaminano il corpo “primo”, la sua purezza e perfezione originaria. Dicono, forse, dei disastri di questo nostro Tempo e dell’impossibilità di pensare il mondo come ambito perfetto».

Per l’appunto… contaminazioni.

Maurizio Rebuzzini

Alessandro Risuleo (Roma, 1971), si è subito appassionato ai sistemi di comunicazione visiva. Dopo oltre ventanni di esperienza come Art Director e pubblicitario, ha trovato nella fotografia un mezzo di espressione artistica che gli permette di evadere e di esprimere liberamente la sua creatività.

Ogni sua opera contiene un messaggio implicito e preciso, che soltanto l’attenta osservazione può svelare. Le sue fotografie si muovono tra lastratto, il pittorico e liperrealismo. Nei suoi lavori si possono trovare racconti lineari o storie appena accennate, oltre a molteplici rimandi alla storia dellarte: dalla scultura classica ai grandi artisti del Rinascimento, fino alla Pop Art e alla più contemporanea Street Art.

Emergono nei suoi progetti alcuni temi ricorrenti: lattenzione allo studio dell’espressività del corpo nudo e un gioco continuo di rimandi tra opera, autore e osservatore. È lo spettatore a diventare protagonista assoluto con la sua personale chiave interpretativa. Una tecnica fotografica portata al massimo delle potenzialità espressive, un uso magistrale della luce e delle ombre, una grande padronanza delle tecniche digitali e lapertura alle nuove tecnologie sono gli ingredienti che rendono originale ed incisiva la sua opera, che è stata già stata esposta con successo in diversi contesti: dal 16° China International Photographic Art Exhibition alla Biennale della Fotografia 2015 a cura di Vittorio Sgarbi, al MIA Photo Fair del 2014 e del 2015, nel 2016 nella fiera internazionale ABIDAD a San Paolo – Brasile, sempre nel 2016 nella esposizione personale a ROMA nella galleria darte contemporanea NUMEN e a Novembre 2017 al Queens Museum di New York.

La mostra fa parte del circuito espositivo Photofestival 2018

Alessandro Risuleo. Contaminazioni del corpo

a cura di Filippo Rebuzzini

Spazio Kryptos, via Panfilo Castaldi 26, 20124 Milano

02 91705085 | 338 2733248

www.kryptosmateria.it | spazio@kryptosmateria.it

Vernissage mercoledì 18 aprile, dalle 18.30

Dal 19 aprile al 4 maggio 2018 | lunedì – venerdì, 15.30 – 19.00

LINK

www.alessandrorisuleo.com

www.visual.it

Post correlati