Archivi Aperti, bilancio positivo per la VI Edizione

VI edizione di Archivi Aperti

Anomalie / Trasformazioni

Narrazioni contemporanee e nuovi sguardi

La VI Edizione di Archivi Aperti, promossa da Rete Fotografia, chiude quest’anno con un bilancio molto positivo: la nuova formula, la diffusione su tutto il territorio, moltissime le novità.

70 appuntamenti, gran parte online, in dieci giorni da 40 archivi fotografici di enti e studi di professionisti hanno animato la manifestazione.

Fondamentali nel dibattito sono state le 2 tavole rotonde di approfondimento e 37 incontri, tutti in live streaming. La modalità di fruizione online, seppur dettata dall’emergenza, ha permesso di progettare una proposta innovativa per vivere Archivi Aperti ed ha consentito ai relatori di collegarsi ad un pubblico molto ampio che ha potuto così conoscere il patrimonio fotografico, spesso inedito, conservato dagli enti, attraverso video, contenuti digitali, le iniziative in corso e i progetti futuri.

Si sono raggiunti esiti inaspettati con oltre 60mila minuti di visualizzazione dei video che hanno coinvolto circa 10mila utenti, tra cui molti giovani tra i 24 e i 35 anni.

Le dirette sono state seguite su tutto il territorio nazionale – principalmente a Milano e in Lombardia, ma anche in Lazio, Campania, Piemonte, Liguria, Toscana, Puglia, Sicilia– e all’estero raggiungendo Regno Unito, Francia, Svizzera, Spagna, Germania e Stati Uniti.

Le visite guidate in sede, circa 30, hanno registrato il tutto esaurito grazie alla proposta delle aperture straordinarie e gratuite di collezioni fotografiche con la guida di conservatori, curatori o degli stessi autori delle fotografie.

I diversi social network di Rete Fotografia, Facebook, YouTube, Linkedin e il recente profilo Instagram, insieme al sito, hanno registrato ampi scambi di informazioni, creando coinvolgimento degli appassionati e del pubblico; continua in questi giorni la comunicazione per l’interesse dimostrato dal pubblico, interesse che certamente continuerà nelle prossime settimane anche grazie alla disponibilità di tutte le dirette per chi non le avesse seguite.

Grande successo per le due tavole rotonde di approfondimento in diretta streaming con 11mila minuti di visualizzazione. L a prima tavola rotonda di apertura, moderata da Daniela Aleggiani, Vicepresidente di Rete Fotografia, ha affrontato il tema che dà titolo alla manifestazione. Sono intervenuti Luca Andreoni, fotografo, docente all’Accademia di Belle Arti “G. Carrara” di Bergamo e alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano; Cristina Baldacci, storica dell’arte e ricercatrice all’Università Ca’ Foscari; Maurizio Guerri, docente di Filosofia Contemporanea e Storia della Comunicazione Sociale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera; Silvia Paoli, Conservatore del Civico Archivio Fotografico di Milano e Presidente di Rete Fotografia. La seconda, di chiusura – moderata da Roberto Tomesani con Mariateresa Cerretelli – ha visto partecipare Elena Givone, Valentina Tamborra, Andrea Frazzetta e il collettivo Terraproject, coinvolgendo così fotografi autori impegnati in progetti internazionali di carattere sociale.

Archivi Aperti è la manifestazione che meglio rappresenta Rete Fotografia, associazione no profit formata da realtà pubbliche e private che operano nel settore della fotografia con il compito di diffondere, in modo gratuito, la cultura fotografica a un pubblico sempre più vasto, anche di non addetti ai lavori.

Gli archivi fotografici fanno parte del nostro patrimonio culturale, uno dei più preziosi e per questo a volte meno evidenti tesori; conservano materiali di grande valore storico e artistico che in questo particolare periodo possono essere fondamentali per comprendere il presente, le trasformazioni in corso e aiutarci ad affrontare il nostro futuro.

A partire dalla vastità e dalla diversa natura dei fondi fotografici conservati, gli incontri hanno raccontato i cambiamenti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese a partire dal secolo scorso toccando ambiti molto diversi: dal lavoro, all’industria, al design e all’architettura, alla città e alle sue periferie, alle comunità contadine, al viaggio.

La manifestazione ogni anno ha il merito di rivelare al pubblico nuove realtà spesso conosciute solo dagli specialisti, cui hanno contribuito notevolmente le associazioni, socie di Rete Fotografia, AFIP International – Associazione Fotografi Professionisti, GRIN – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale e Tau Visual – Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.

Tra i nuovi archivi, è stato presentato l’Archivio fotografico di Emilia Zinzi (conservato presso l’Università della Calabria) storica dell’arte, scomparsa nel 2004, a cui si devono molte battaglie in difesa del patrimonio artistico calabrese. La diretta online ad essa dedicata ha raggiunto oltre 3000 visualizzazioni.

Tra le novità di quest’anno citiamo inoltre il Museo delle Storie di Bergamo e il Centro di documentazione Citroën a Sinalunga in provincia di Siena, che hanno offerto visite guidate presso le proprie sedi; il Centro Cinema della Città di Cesena e la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste con dirette online; l’Associazione Italia Russia che ha partecipato in modalità mista, con visita in sede e online; lo Studio Chippendale, con la presentazione del proprio archivio di libri fotografici autoprodotti.

Numerose le partecipazioni dei fotografi professionisti, con i loro archivi, tra cui le dirette dagli archivi di Gabriele Basilico, di Lelli e Masotti, di Enrico Cattaneo, nella nuova sede, dagli studi e archivi di Giovanni Hänninen, Laila Pozzo, Donata Pizzi, Giancarlo Gardin, Giancolombo, Roger Corona, Piero Gemelli, Pio Tarantini. Il panorama sulla fotografia musicale si è ampliato, includendo, oltre a Lelli e Masotti, antesignani in questo campo, il fotografo Giovanni Canitano in una diretta con il giornalista e conduttore Carlo Massarini.

Notevole, come già nelle precedenti edizioni, il contributo degli enti ed archivi che conservano ingenti patrimoni fotografici. Alcuni incontri online hanno mostrato come il lavoro di conservazione e catalogazione possa dare esito a mostre temporanee di particolare interesse. Ad esempio, la rassegna dedicata a Cesare Colombo dal Civico Archivio Fotografico di Milano al Castello Sforzesco, Istituto che ha poi mostrato online un’ampia panoramica delle proprie collezioni, anche con l’aiuto di alcune collaboratrici ,e la mostra dedicata dalla Fondazione 3M ad Alberto Sordi, inaugurata il 20 ottobre a Casa del Cinema di Roma, con immagini dei backstage di molti suoi film.

Hanno partecipato: AESS – Archivio Etnografia e Storia Sociale di Regione Lombardia, che attraverso un racconto corale, frutto della partecipazione di diversi collaboratori, ha raccontato le tematiche relative alle proprie collezioni e il proprio lavoro in rapporto alle diverse comunità di riferimento; Mufoco – Museo di fotografia contemporanea, che ha presentato le proprie collezioni e nuovi progetti; il grande archivio storico ASP Golgi Redaelli; gli archivi di Fondazione Fiera, delle
grandi realtà aziendali come Fondazione Dalmine, Fondazione AEM; la Fondazione ISEC, l’archivio del Touring Club Italiano, l’archivio della Biblioteca del progetto di Fondazione La Triennale di Milano, lo storico archivio del Museo Martinitt e Stelline, quello del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”; l’archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo, con la sua più che millenaria storia; l’archivio della rivista e gruppo editoriale “Domus”, con il suo ricco patrimonio; la storica Fototeca Ando Gilardi; il centro e scuola Bauer – Afol metropolitana; l’Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano – nord; Il Centro Apice dell’Università degli Studi di Milano che ha presentato il progetto di mostra itinerante sulla cronaca della città di Milano dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, attraverso novanta immagini selezionate tra 400mila negativi dell’archivio fotografico de “La Notte”; l’Archivio Storico Intesa Sanpaolo che ha illustrato sia l’archivio fotografico bancario sia le fotografie dei bombardamenti di Milano dell’agosto 1943 provenienti dall‘Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo, cui è dedicata la mostra allestita alle Gallerie d’Italia di Milano.