Bergamo in lockdown: gli scatti di Giacomo Albo

“Bergamo. Paesaggio latente”

Trentadue immagini del fotografo Giacomo Albo esposte dal 6 al 30 giugno alla ex-Chiesa della Maddalena a Bergamo.

Si intitola “Bergamo. Paesaggio latente” la mostra fotografica allestita dal 6 al 30 giugno alla ex-Chiesa della Maddalena (via S. Alessandro, 39) a Bergamo. 

Promossa dall’agenzia di comunicazione Welcome, la mostra documenta il paesaggio urbano di Bergamo nei giorni del lockdown totale, ad aprile 2020. È un documento straniante ed inedito della città, muta e immobile, priva dell’abituale presenza dell’elemento umano. Ma, attraverso l’obiettivo di Giacomo Albo, è possibile leggere le tracce dell’ingegno e della creatività di secoli di storia dell’uomo nei monumenti che caratterizzano le vie e le piazze di Bergamo, oltre che nelle infrastrutture di accesso alla città. Una presenza “assente”, dunque, in una scenografia che risalta come protagonista.

La mostra ospita 32 immagini a grandi dimensioni che richiamano il percorso compiuto in quei giorni dal fotografo: una sintesi che trova poi nelle 70 foto presenti nel catalogo una più ampia narrazione.

L’esposizione – a ingresso libero, orari dal martedì al giovedì dalle 15 alle 19, dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 – può contare sul patrocinio di Comune di Bergamo, ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Fondazione Comunità Bergamasca, ANCE Bergamo, Fondazione Architetti Bergamo e Ordine Architetti Bergamo. Gold sponsor è l’agenzia Generali Assicurazioni di Piazza Libertà; sponsor Framar, LP Grafica e Lab80.

Il catalogo (96 pagine – formato 22 x 22 con sopraccoperta) è in vendita a 25 €: il 20% del ricavato dalla vendita sarà destinato al progetto “Giorni muti, notti banche. Il tempo della cura”, promosso del Personale Sanitario del Centro di Emergenza ad Alta Specialità dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

All’interno del catalogo un ampio saggio di Maria Tosca Finazzi.

Inaugurazione: lunedì 6 giugno – ore 18

Introduzione

Con il progetto espositivo “Bergamo. Paesaggio latente”, l’agenzia di comunicazione Welcome intende offrire una visione assolutamente inedita della città di Bergamo attraverso la campagna realizzata dal fotografo e architetto Giacomo Albo in una fase particolarmente drammatica della vita della città, ovvero nei giorni del lockdown totale determinato dall’improvvisa e violenta esplosione del Covid. 

Una città muta e deserta, un paesaggio assolutamente straniante e immobile, paradossale nel suo mostrarsi completamente privo di ogni elemento riferibile all’attività e alla presenza quotidiana dell’uomo si apre, in questo contesto, davanti all’obiettivo di Giacomo Albo: lo spazio urbano, disegnato e costruito dall’ingegno umano in secoli di storia, si riappropria del ruolo di solitario protagonista, offrendo una lettura di sé totalmente inusuale. 

Le immagini diventano ritratti di una città che si presenta come un capolavoro, una scultura che ha attraversato il tempo e che giace eccezionalmente in silenzio, quasi priva della sua stessa anima.

L’itinerario condotto in quei giorni da Giacomo Albo è lineare: dalle arterie stradali di grande scorrimento, conduce alle infrastrutture del centro, alle architetture iconiche, proseguendo fino a Città Alta. Strade, piazze, parchi: luoghi consolidati nella memoria collettiva della Città dei Mille. È un patrimonio storico che si palesa in tutto il suo realismo. Bergamo non appare ferita: anzi, le architetture si mostrano orgogliose al sole primaverile che illumina un palcoscenico urbano dai tratti metafisici.
La luce invade le piazze, i fronti degli edifici, le mura.  Ma il silenzio è pesante, disorienta. E l’occhio ricerca un brano di vita quotidiana che riallinei il tempo e lo spazio, che aiuti a ricomporre i frammenti di un paesaggio sospeso.

Questo scenario urbano, infatti, appare improvvisamente muto, immobile. E, proprio per questo incompiuto, perché su questo palcoscenico si avverte la mancanza di uno dei protagonisti: l’uomo. Se la fotografia di architettura spesso predilige inquadrature prive di presenza umana per esaltare la lettura architettonica, è altrettanto vero che la misura di questa latenza prolungata nel tempo, in tutte le ore del giorno, acuisce un’assenza. Questa mostra vuole dunque essere, prima ancora che un’occasione per ricordare, un’opportunità per scoprire – o riscoprire – paesaggi urbani noti ma colti in un inedito sguardo. “Bergamo. Paesaggio latente” si rivolge in primo luogo alla comunità bergamasca nel suo insieme; ma non manca anche di suscitare l’interesse di un pubblico più specialistico, attento ad un’analisi degli aspetti architettonici, urbanistici e sociologici della città.

Giacomo Albo

Nato a Lecco nel 1975, si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 2002. Durante gli studi universitari si specializza in fotografia d’architettura e collabora con privati, aziende e istituzioni per la comunicazione di progetti di architettura e interior design.

Giacomo AlboDal 2013 è cultore della materia ai laboratori di progettazione architettonica presso il Politecnico di Milano, sviluppando approfondimenti sulla lettura del territorio mediante la fotografia e la videoproduzione. In questo ambito si ricordano, tra le altre, le collaborazioni alle pubblicazioni di M. Ghilotti per Maggioli editore, di cui cura l’intero contributo fotografico a corredo: Esercizi in Corso (2017), Paesaggi di Carta (2015), Spazi Elementari (2017), Progetti in Equilibrio (2020), Il mercato e la città (2022).

Nel 2015 è autore fotografico della pubblicazione a cura di M.Moscatelli Archibook for Expo 2015, realizzata dall’agenzia Welcome ed edita da Bellavite Editore, presentata presso Padiglione Italia a ExpoMilano 2015.

È autore e curatore dell’exhibition Expo Landscapes: architetture, testimonianze e tracce di un’esposizione universale, percorso fotografico allestito presso gli spazi espositivi del sistema museale lecchese.

Ha realizzato la documentazione fotografica a supporto di alcuni progetti esposti in Arcipelago Italia, presso la 16ma Mostra Internazionale di Architettura di Venezia (2018), a cura della Direzione generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane.

È stato co-autore fotografico dell’exhibition Fragile Landscapes nell’ambito della International Summer School 2019 presso la Facoltà di architettura del Politecnico di Milano, sede di Piacenza.

Nel 2020 ha curato la regia e la fotografia del cortometraggio Spazi Illuminati, selezionato in diverse rassegne cinematografiche tra cui Milano Design Film Festival.

Nel 2021, insieme a Marco Introini, ha realizzato per Correlazioni l’exhibition Di roccia e d’acciaio presso la Torre viscontea di Lecco.