L’Associazione dei fotografi professionisti più importante e dinamica d’Italia, il FIOF, ed il primo sistema di qualificazione italiano in fotografia QIP sono nati a poca distanza l’una dall’altro, condividendo da sempre gli stessi scopi: aiutare la crescita di qualità professionale e dare una maggiore visibilità e dignità alla figura del fotografo professionista.

Il FIOF persegue questo scopo attraverso molteplici attività che si sono aggiunte negli anni, ma, di tutte quante, la Qualificazione Italiana professionale resta la più significativa, quella che racchiude l’essenza di ciò che vorremmo essere, del nostro sogno e della nostra mission.

Diventare fotografi QIP significa ottenere un riconoscimento importante da una commissione esperta di colleghi a loro volta già qualificati QIP e QEP, un percorso di per sé eccezionale in un panorama di professionisti tradizionalmente poco propensi alla comunicazione, allo scambio, ed ancor meno alla gratificazione reciproca, almeno così era prima del FIOF.

La vera svolta di questo percorso è, sorprendentemente, il primo passo: il fotografo che accetta di essere valutato nel proprio lavoro ha già messo in moto il processo più importante per la sua crescita, quello della consapevolezza di pregi e difetti, di punti di forza e debolezza delle sue immagini.

Ha speso tempo ed energie nella selezione e nella preparazione del suo “pannello” – non è certo facile sintetizzare una professione in sole 12 fotografie – ma ha acquisito un nuovo punto di vista sui propri lavori e una maggiore motivazione a crescere in qualità.

La diversità nei fotografi spesso è la loro peculiarità, ma coloro che hanno iniziato il percorso QIP hanno dimostrato una nota comune.

Credo che sia proprio il “vedersi allo specchio” e poi confrontare la propria visione con quella espressa dai giudici che accomuna i fotografi che hanno conseguito la qualificazione a quelli che ancora non hanno dimostrato appieno le loro capacità; sono comunque speciali, perché tutti hanno avuto la forza di mettersi in discussione e la grande volontà di emergere.

Licia Papini

Presidente FIOF

Aggiornamento continuo e qualificazione costante caratterizzano il fotografo del terzo millennio.

Diversi sono i mezzi che oggi il professionista dello scatto utilizza con disinvoltura sia nel video che nella fotografia digitale per orientarsi verso la sfera virtuale che sempre più caratterizza l’identità della fotografia odierna, posta come è al confine fra trasformazioni tecnologiche, espressioni artistiche e documentazioni del quotidiano.

Il grande fascino che su molti esercita il mestiere autorizza però fin troppe improvvisazioni, se è vero, come dicono gli esperti, che i fotografi professionisti, in Italia, attualmente sono circa 5.000. sensibilmente di più che in altre nazioni come Francia o Germania.

Il fatto è che la seduzione di una attività che fa dello sguardo lo strumento principale di lavoro si inscrive in uno scenario del tutto deregolamentato, dove chiunque, armato di macchina e buona volontà, può riuscire a ritagliarsi una sua fetta di mercato.

Nel diluvio di immagini corrente, difficile è infatti individuare il filo di Arianna a cui si può aggrappare l’incauto consumatore. Per un fotografo serio la qualificazione, se non un obbligo, è dunque, a conti fatti, certamente un buon passaporto per farsi valere e andare incontro alle esigenze di chi sta dall’altra parte della macchina.

E’ per far fronte a questa che ormai è una vera e propria necessità e per promuovere la fotografia a tutto campo che nel 2004 si è costituito, FIOF sostenuto  da AIF – Associazione Italiana Foto e Digital Imaging nel lungo percorso formativo.

I numeri parlano chiaro: 1.280 sono i soci che lo sostengono, assieme a numerose aziende professionali e di settore. E oggi FIOF è strutturato come una realtà molto articolata e presente a livello internazionale attraverso numerose attività. Con sezioni di lavoro permanente e con il rilascio delle qualifiche professionali QIP (Qualified Italian Photographers) riconosciute da tutte le associazioni di categoria, con attestati atti a certificare competenze “dimostrate” per conferire a chi le riceve una indiscussa credibilità professionale.

L’esame delle fotografie dei candidati che ambiscono al QIP è infatti svolto da una giuria nazionale che raduna tutti fotografi già qualificati a livello europeo e perciò a loro volta valutati idonei a svolgere la professione.

FIOF, va da sé, non ha però i colori grigi della burocrazia ma è un organismo vivo, che si alimenta dall’interscambio fra i diversi professionisti del settore, chiamati periodicamente a confrontarsi (e, se è il caso, a mettersi in discussione) in incontri, seminari didattici, conferenze, concorsi e mostre che sono anche  il punto di contatto fra i professionisti e il pubblico.

E’ con questo spirito che FIOF si alimenta, con questi presupposti i soci  possono scambiare le proprie esperienze con colleghi dall’alto valore internazionale.

“A.I.F, Associazione Italiana Foto & Digital Imaging sostiene FIOF per la sua capacità di intraprendere significative e meritorie iniziative finalizzate alla crescita professionale dei fotografi, alla valorizzazione del linguaggio fotografico e alla sua espressione artistica.

La mission di AIF va oltre i meri aspetti tecnologici e commerciali della fotografia, per abbracciare anche la sfera culturale e sociale. Per la nostra Associazione l’innovazione nel campo della fotografia non è rappresentata soltanto dal progresso tecnologico, ma è anche fortemente legata alla sperimentazione dell’uomo, alla sua creatività e alla sua capacità di immaginare utilizzando il linguaggio visivo.

Per questo AIF crede che la figura del fotografo occupi un ruolo centrale e si impegna a supportare tutte quelle attività e iniziative che hanno come obiettivo la crescita della sua professionalità e la ricerca di sempre nuove forme espressive.”

Il Presidente AIF

Dott. Alberto Raviolo, 2011

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