Cinzia Naticchioni Rojas in mostra a Firenze e a Barcellona

Cinzia Naticchioni Rojas

Perimetri di Ghiaccio

8 aprile – 14 maggio 2022

“Spesso si dice che la fotografia congela l’attimo, lo rende eterno: stampando su ghiaccio, io ho cercato di fare il contrario, di lavorare con una immagine fotografica che nasce, prende forma e si consuma, lasciando allo spettatore che assiste dal vivo al procedimento, il ricordo di una immagine viva, vicina nella sua essenza alla natura vitale e caduca che appartiene a noi umani.” Così Cinzia Naticchioni Rojas, artista e fotografa italo-messicana, ci introduce al lavoro che porta dall’8 aprile al 14 maggio 2022 alla Crumb Gallery a Firenze. La mostra, dal titolo Perimetri di Ghiaccio, espone 37 scatti elaborati dalla Rojas sul tema dell’impermanenza e della fragilità della condizione umana.

Le opere che vedremo alla Crumb Gallery appartengono a quattro serie diverse: Narciso Autoritratto, Narciso Autoritratto figura intera, Si sciolgono i ghiacciai e Racconti Brevi. L’approccio della Rojas alla fotografia è sperimentale e innovativo: tratta il ghiaccio con un’emulsione fotosensibile e poi lo espone alla luce come si faceva con la fotografia analogica, lasciando che l’immagine si trasformi di conseguenza, vista la natura del supporto. L’artista documenta poi i diversi momenti di questo processo attraverso dei video o altre immagini stampate.

Con le sue impressioni manuali sul ghiaccio mette in discussione la convinzione che l’immagine sia, per sua natura, fissa e statica, uguale nel tempo, anzi, come e con il ghiaccio, si assiste a un suo progressivo mutamento fino a che si dissolve totalmente e cessa di esistere. Una metafora della vita e della morte.  

Si sciolgono i ghiacciai e “Narciso” sono tra i primi lavori che appartengono a questa ricerca. Se il primo si ispira più propriamente al cambiamento climatico globale del pianeta, il soggetto di “Narciso” è più intimo, parte da un autoritratto della Rojas e, come per il personaggio mitologico, l’elemento acqua diventa il mezzo per svelare l’immagine ma allo stesso tempo ciò che ne causerà la sua fine.

La serie Racconti Brevi, più recente, è formata da istantanee che documentano l’evoluzione di una stampa manuale su ghiaccio a partire da foto di antiche statue di donne romane. Le statue sono impassibili, statiche, non cambiano nel tempo proprio come le foto, hanno una durata che potremmo considerare eterna rispetto a quella umana. La stampa su ghiaccio, al contrario, è viva, e, a differenza delle sculture, si trasforma nel tempo. Con lo sciogliersi del ghiaccio, la stampa si sviluppa e poi si dissolve, rendendo effimera un’immagine che consideravamo duratura.  C’è qui, inoltre, un uso multiplo della fotografia: la foto della statua, il suo negativo, la stampa su ghiaccio e la foto del ghiaccio che si scioglie. 

La mostra Perimetri di Ghiaccio è accompagnata un catalogo, Collana NoLines, con testi di Rory Cappelli.

Su Narciso e Racconti Brevi

“Il mio interesse verso la fotografia, dagli inizi fino ad ora, mi ha portato ad approfondire le varie tecniche spesso con un approccio sperimentale.

In queste serie, ispirate anche al cambiamento climatico globale -per ricordarci quanto il nostro destino sia vincolato alle sorti del pianeta in cui viviamo- l’intento è quello di portare la fotografia oltre i limiti del medium. In questo caso, come già in passato, ho lavorato con una fotografia eccezionale, che rappresenta cioè una eccezione alla fotografia tradizionale. L’immagine fotografica è per sua natura fissa e statica, destinata a rimanere uguale a se stessa durante il tempo. In questo lavoro viene sfidata questa caratteristica base della fotografia, arrivando ad avere una immagine fotografica che cambia nel tempo senza l’utilizzo di tecniche digitali.

Insieme all’opera Si sciolgono i ghiacciai, Narciso è il primo lavoro appartenente a questa ricerca.

L’opera parte dalla stampa fotografica manuale di un autoritratto, in cui il supporto utilizzato è il ghiaccio e non la carta.

Con lo sciogliersi del ghiaccio, la fotografia inizialmente si sviluppa e poi si dissolve. In questa immagine che mentre lotta per nascere si avvicina alla fine della sua esistenza, c’è il rimando alla lotta tra la vita e la morte, tra l’essere e il non essere. 

In questo caso estremo, l’acqua è la conditio sine qua non per la nascita dell’immagine, ma è contemporaneamente l’elemento che la porterà verso la dissoluzione. 

Come nel mito di Narciso, anche qui l’acqua svela l’immagine ma al contempo ne causa la fine. 

Il lavoro mostra la capacità della materia di far evolvere le forme in autonomia, in modo che l’opera sia creata in collaborazione con il non umano. È lasciato ampio margine all’azione del caso. Eccezionalmente qui l’immagine fotografica non è più statica, ma prende vita e si trasforma liberamente e nel tempo, ed è viva per se stessa e non in funzione del referente. 

Gli scatti finali che presento documentano le diverse fasi di vita dell’opera divenendo opera essi stessi.

In Racconti Brevi, successivo a Narciso, ogni racconto è formato da istantanee che documentano l’evoluzione di una stampa manuale su ghiaccio a partire da foto di antiche statue di donne romane. Le statue sono impassibili, statiche, non cambiano nel tempo proprio come le foto, hanno una durata che potremmo considerare eterna rispetto a quella umana. La stampa su ghiaccio, al contrario, è viva, e a differenza delle sculture, si trasforma nel tempo. Con lo sciogliersi del ghiaccio, la stampa si sviluppa e poi si dissolve, rendendo effimera un’immagine che consideravamo duratura.

Queste immagini, con la loro tensione, riportano in vita il carattere umano di queste donne a cui le statue furono dedicate, in una fusione di eterno ed effimero.

Così l’immagine sul ghiaccio non ha più un referente esterno, ma vive in maniera autonoma. C’è un uso multiplo della fotografia: la foto della statua, il suo negativo, la stampa su ghiaccio, la foto del ghiaccio che si scioglie. Come per le serie Narciso, ho utilizzato una tecnica del XIX sec. adattata al nuovo supporto.”

Cinzia N. Rojas

 

Sulla fragilità dell’immagine

“Spesso si dice che la fotografia congela l’attimo, lo rende eterno: stampando su ghiaccio, io ho cercato di fare il contrario, di lavorare con una immagine fotografica che nasce, prende forma e si consuma, lasciando allo spettatore che assiste dal vivo al procedimento, il ricordo di una immagine viva, vicina nella sua essenza alla natura vitale e caduca che appartiene a noi umani.

Questa immagine in ogni momento può trasformarsi in qualcosa di diverso: ha in sé le potenzialità di un seme.

Questa potenzialità si concentra in tutti gli istanti di passaggio esistenti tra l’apparire in una realtà in cui non era presente e il successivo svanire. Questa fragilità ci ricorda la nostra stessa condizione di essere transeunte.

Paradossalmente la forza di questa immagine risiede proprio nella sua fragilità e nel suo essere effimera.

Mentre la fotografia generalmente dipende da un referente (nasce per riprodurre la realtà in modo fedele), ed è quindi considerata in virtù di ciò che presenta, queste hanno valore in sé come immagini vive, indipendentemente dal referente iniziale.

Questi lavori superano l’approccio classico alla fotografia: qui non mi interessa più il vincolo con la realtà esterna e  con ciò che è stato, ma diviene fondamentale ciò che accade, che è in divenire di per sé.

Come nella fotografia concreta, si parla di immagini fotografiche che abbiano un senso di per sé, non come rimando a qualcosa di esterno, ma questi lavori sono destinati a superare anche questo approccio.

Se questo è vero, allora l’immagine fotografica non è più la Morte piatta di cui parla Barthes1, né è un anacronismo: se il noema della fotografia è ‘l’essere stato’, il noema di queste immagini fotografiche è ‘l’essere ora’.”

Cinzia N. Rojas

 

Cinzia N. Rojas

Cinzia N. Rojas, architetto, artista e fotografa italo-messicana, vive e lavora in Italia e in Spagna.

Dopo la laurea in architettura consegue un diploma di II livello in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Successivamente approfondisce la fotografia presso l’Institut d’Estudy Fotografics de Catalunya (IEFC)a Barcellona. Conduce un lavoro di ricerca e sperimentazione sull’immagine e sulle possibilità della fotografia in ambiti ancora poco indagati sia in formato digitale che lavorando in camera oscura.

Nella sua produzione artistica indaga la fotografia nel senso più puro della definizione utilizzando tecniche off-camera in cui rende protagonista la luce e le impronte che questa lascia sulla materia sensibile.

Ha partecipato a diverse mostre e festival in Italia e in Europa e vinto diversi concorsi (Best 15 award, Paratissima Torino; Latin America Fotografia LAF organizzato da American Illustration – American Photography; ‘2015: Anno della luce’ organizzato da PHOS Torino; Menzione d’Onore 12th Julia Margaret Cameron Award). È stata selezionata per la XIV Biennale di Fotografìa di Olot (SP) e per il festival biennale ‘Mirades’ di Torroella de Montgrì (SP).

Dal 2016 le sue opere sono presenti nella collezione del MUSINF di Senigallia e nel Fondo Malerba per la Fotografia e dal 2022 le troviamo anche nella collezione del Museo de la Mediterranea di Torroella de Montgrì (SP). Il suo lavoro è stato pubblicato sui libri ‘Il corpo solitario’ Vol. 2 e Vol. 3 a cura di G.Bonomi, e sulla rivista messicana di fotografia Cuartoscuro 171/2021. Ha tenuto workshop di tecniche off-camera e cianotipia presso il museo MAXXI di Roma.

 

Crumb Gallery

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto e Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea. 

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

  • giovedì, venerdì e sabato: dalle 16.00 alle 19.00
  • gli atri giorni su appuntamento – tel. + 39 347 3681894

[email protected]

www.crumbgallery.com

 


Contestualmente, la mostra è visibile anche in Spagna:

Permanencias Efímeras

Cinzia N. Rojas

a cura di Herman Bashiron Mendolicchio

Dal 22 aprile al 19 maggio 2022

Posizione (aperto solo su appuntamento):

Travessia de Sant Antoni 27
08012 – Barcellona – Spagna
Metro Fontana

Contatto: [email protected] 

Il tempo, l’evoluzione, la dissoluzione, la storia, la cultura, la vita stessa del pianeta e dell’essere umano, sono gli elementi chiave che si fondono e si riconoscono nell’opera fotografica dell’artista Cinzia N. Rojas.

Nella serie esposta a Espai Souvenir – Narciso e Relatos Breves – così come nel breve video Glaciers melt, spicca la tecnica sperimentale utilizzata dall’artista: la stampa fotografica non avviene su carta, ma su ghiaccio. L’opera nasce con un formato destinato a dissolversi in acqua, a transitare fino alla propria scomparsa, lasciando la documentazione del proprio processo, della propria vita effimera. L’opera mette in discussione tecnicamente l’essenza stessa della fotografia, mentre esteticamente e concettualmente fa appello all’impermanenza dell’essere e alle sfide dell’emergenza climatica.

Come elabora la stessa artista: “In queste serie, ispirate anche ai cambiamenti climatici globali, per ricordarci quanto il nostro destino sia legato a quello del pianeta in cui viviamo, l’intenzione è quella di portare la fotografia oltre i limiti del mezzo . In questo caso, come in passato, ho lavorato con una fotografia ‘eccezionale’, che è un’eccezione alla fotografia tradizionale. L’immagine fotografica è per sua natura fissa e statica, destinata a rimanere la stessa nel tempo. Questa caratteristica fondamentale della fotografia viene messa in discussione in questo lavoro, risultando in un’immagine fotografica che cambia nel tempo senza l’uso di tecniche digitali. Insieme all’opera I ghiacciai si sciolgono, Narciso è la prima opera appartenente a questa indagine. Il lavoro si basa sulla stampa fotografica manuale di un autoritratto, in cui il supporto utilizzato è ghiaccio e non carta. Quando il ghiaccio si scioglie, la fotografia inizialmente si sviluppa e poi si dissolve. In questa immagine che, mentre lotta per nascere, si avvicina alla fine della sua esistenza, c’è un riferimento alla lotta tra la vita e la morte, tra l’essere e il non essere. In questo caso estremo, l’acqua è la conditio sine qua non per la nascita dell’immagine, ma è allo stesso tempo l’elemento che la condurrà verso la sua dissoluzione”.

Il ghiaccio si scioglie, l’acqua scorre e tutto transita e si trasforma. Il lavoro di Cinzia N. Rojas ci ricorda che – nel bene e nel male – tutto ciò che consideriamo permanente, eterno e immobile, è in realtà effimero e in un continuo processo di transizione.