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Claudio Schincariol – Fotografia infrarosso

Claudio Schincariol, fotografo professionista, di ispirazione artistica con basi classiche, inizia di fatto la creazione di immagini con la pittura, coltivata da bambino e rimanente il suo primo amore; fonda agli inizi degli anni 80 il “fotostudio PATOS” dove prevale la fotografia di still life pubblicitaria, mirata in maniera creativa alla ricerca della perfezione. Negli anni 90, dopo aver conosciuto Frank Dituri, affascinato dalle sue fotografie, inizia a creare immagini infrarosso per puro gusto personale.

L’infrarosso, quello che si ottiene in bianco e nero tagliando via la luce visibile, esiste da sempre; tradizionalmente realizzato con la pellicola viene utilizzato sia per scopi scientifici che creativi. Nella mente di Schincariol, prevalgono quelli creativi, sviluppandone comunque le possibilità a livello scientifico, eseguendo riflettografie su dipinti e stampe d’epoca, alla ricerca di ripensamenti e correzioni dell’artista, per ricostruirne la storia, confermarne o attribuirne l’incerta paternità.

Tornando alla fotografia infrarosso creativa, così si esprime l’autore: “il tentativo di andare oltre, senza sapere dove, ridà alla dimensione umana risposta al bisogno inconscio di sognare. I luoghi del trevigiano raccontati nel girovagare tra le colline e le pianure natie, compaiono come d’incanto. Una quinta, un chiaro-scuro, la ricerca dell’oggetto-soggetto  cullano il sogno. Esaltando i bianchi, espressione del calore sviluppato dalla sintesi clorofilliana ed i neri, resi profondissimi dall’assenza di calore, il paesaggio si trasfigura. Le nuvole, nelle giornate primaverili soleggiate, donano la sensazione di “tormento” nel passaggio tra la terra ed il cielo, sublime sintesi del percorso della  vita”.

Claudio Schincariol

Alla fine degli anni ’90, il Foveon, permette di sostituire la pellicola con un sensore composto da fotositi in grado di generare immagini con informazioni digitali complete, senza il penalizzante filtro di Bayer. Si generano così riprese con una estesa gamma tonale, un’ottima fedeltà colore ed una estensione oltre il rosso visibile, condizione indispensabile alla ripresa infrarosso, facilitata anche dalla semplice rimozione del filtro ir cut. Nascono così delle fotografie con un livello qualitativo altissimo, paragonabile o addirittura superiore a quello ottenibile con la pellicola piana 4×5 pollici.

La flessibilità ed il controllo immediato del mezzo digitale, forniscono una sorta di riconoscibilità alle immagini, interamente padroneggiabili dal fotografo, dando un’anima nuova alla creatività.

Sunto dell’articolo su “Fotografia Reflex” agosto 2012.