Eccoci alla nuova edizione di Cultura Fotografica Magazine: oggi vi proponiamo le migliori letture sulla fotografia di questa settimana, attraverso una selezione dei libri più letti dei più grandi fotografi al mondo, provenienti da National GeographicApogeo, Contrasto, Hoepli e altri prestigiosi editori. Quindi solo il meglio del meglio, per arricchire la nostra cultura fotografica di nozioni, idee e spunti per scattare ed elaborare al meglio i nostri scatti.

Manuale di armonia cromatica con colori Pantone®

Guida di riferimento per quanto riguarda il colore per designer, studenti, insegnanti e chiunque sia affascinato dal colore. Immagini selezionate si accompagnano a testi vivaci e mirati. Inoltre vengono presentati 30 mood cromatici (da Attivo a Terroso, da Potente a Urbano) abbinati ognuno a 36 combinazioni di colori Pantone®, rendendo l’impatto, la gamma e le possibilità della scelta cromatica più accessibili e utili che mai per i designer. L’esperta di colore Leatrice Eiseman, direttrice esecutiva del Pantone Color Institute, a capo della squadra che seleziona il Pantone Color of the Year, presenta inoltre sezioni su trend cromatici e color forecast, quello che i colori dicono di noi, la trasmissione di messaggi, le proporzioni corrette e gli effetti speciali. L’uso accorto del colore crea un mood appropriato per la casa, i prodotti, l’ufficio o il mercato. Il libro che avete tra le mani parla proprio di questo: il colore e la creazione di mood.

La foto perfetta. I consigli e i segreti per immagini indimenticabili, senza l’aiuto del computer

Nessuna postproduzione. Niente Photoshop. Solo tu e la macchina fotografica. 100 splendide foto con un elemento in comune: nessuna immagine è stata modificata o postprodotta. Valuta il soggetto, la scena, la luce e impara a sfruttare al meglio le numerose, spesso sconosciute caratteristiche della tua macchina fotografica, per realizzare immagini subito pronte da condividere o da stampare. Ogni foto è corredata di informazioni tecniche e dettagli.

Cultura visuale. Immagini, sguardi, media, dispositivi

Nel corso degli ultimi trent’anni la rapida evoluzione delle tecnologie digitali ha determinato la comparsa di nuove tipologie di immagini e di nuovi dispositivi di visione, introducendo forme inedite di visualizzazione e di spettatorialità. A fronte di un panorama iconico e mediale in continua trasformazione, diventa sempre più urgente elaborare una serie di concetti e di strumenti in grado di aiutarci a comprendere la dimensione culturale tecnicamente, socialmente e storicamente determinata – delle immagini e dello sguardo. Il volume ricostruisce innanzitutto le origini del concetto di “cultura visuale” e lo sviluppo di quell’ampio campo di studi che si è affermato a livello internazionale con i nomi di visual culture studies e Bildwissenschaft, determinando una vera e propria svolta iconica nelle scienze umane e sociali (e persino in settori rilevanti delle scienze naturali). Vengono quindi presentate le coordinate teoriche e metodologiche essenziali per affrontare un’analisi critica delle culture visuali del presente e del passato.

Come vedere il mondo. Un’introduzione alle immagini: dall’autoritratto al selfie, dalle mappe ai film (e altro ancora)

Che il potere delle immagini sia cresciuto a dismisura è sotto gli occhi di tutti. Con l’avvento dei nuovi media, la loro produzione è cresciuta vertiginosamente e la loro circolazione è così pervasiva da scandire ogni momento della nostra vita. Solo negli Stati Uniti ogni due minuti vengono scattate più fotografie di quante se ne siano realizzate nell’intero XIX secolo, e ogni mese vengono caricati sul web novantatré milioni di selfie, per non parlare dei milioni di nuovi video postati quotidianamente sui social. II mondo di oggi, sempre più giovane, urbanizzato, connesso e surriscaldato, ci appare inevitabilmente ridotto in frantumi. L’immagine stessa della Terra – non più quella compatta sfera di marmo blu immortalata nel 1972 dallo scatto analogico degli astronauti dell’Apollo 17 – ci viene presentata attraverso un mosaico di foto satellitari che ne ricompongono una forma molto fedele nei dettagli ma di fatto “virtuale”, perché non più legata a un unico luogo e tempo.

Come possiamo allora reimparare a guardare un mondo che innovazioni tecnologiche, sconvolgimenti climatici e politici hanno trasformato radicalmente nel giro di pochi decenni, e che continua a mutare sotto i nostri occhi a una velocità insostenibile?

Nicholas Mirzoeff esplora il modo in cui diamo forma alle immagini e come queste, a loro volta, plasmino la nostra esistenza, scatenando profondi cambiamenti politici e sociali. Nel farlo, l’autore distilla un vasto repertorio di scritti teorici – da John Berger a Walter Benjamin, da Michel Foucault a Gilles Deleuze – ed esamina in una prospettiva storica numerosi fenomeni della cultura contemporanea, muovendosi tra diverse discipline e contesti geografici. Dal selfie, una forma di autoritratto non più appannaggio esclusivo delle élite ma strumento con cui la maggioranza globale dialoga con se stessa, ai droni, che hanno sostituito i generali nell’arte di visualizzare la guerra, Come vedere il mondo è una mappa essenziale per orientarsi nel mare di immagini in cui siamo immersi.

Teorie dell’immagine. Il dibattito contemporaneo

Si dice abitualmente che viviamo nella “civiltà delle immagini”, esposti a un flusso di impressioni visive che ci sollecita incessantemente. Ma essere immersi in una dimensione non è la posizione migliore per rendersi conto né della nostra condizione né della natura dell’ambiente che ci avvolge. Sopraffatti dalle immagini, non sappiamo dire più che cosa sia davvero un’immagine, quali siano le sue funzioni e i suoi poteri. Sono dunque necessari strumenti che ci aiutino a interpretare la “cultura visuale” in cui viviamo, senza relegarci nella posizione di spettatori passivi. Teorie dell’immagine risponde a questa esigenza. Proseguendo e al contempo trasformando in profondità la tradizione delle indagini intorno all’immagine (arti visive, fotografia, cinema, televisione, nuovi media), dieci saggi degli esponenti più significativi di quel nuovo campo di studi conosciuto sotto i nomi di visual culture studies e Bildwissenschaft presentano al pubblico italiano le più interessanti linee di ricerca su quella che potremmo chiamare Viconosfera contemporanea.

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