Epson entra a far parte di CSR Europe, e conferma il suo impegno verso le persone, il pianeta e i processi.

Epson annuncia il suo ingresso in CSR Europe, il maggior network europeo per la promozione della responsabilità sociale d’impresa, confermando con questa scelta l’impegno e l’attenzione dell’azienda giapponese sul tema della responsabilità sociale d’impresa in Europa e nel mondo. In Europe, la responsabilità sociale d’impresa è uno degli argomenti caldi per le aziende, ed Epson e CSR Europe si impegnano a far sì che rimanga al centro dell’attenzione anche in futuro. Inoltre, alla luce della crescente attenzione continentale sulla “triple bottom line” e della pubblicazione nello scorso giugno delle linee guida della Commissione europea sulla rendicontazione non finanziaria, questo è il momento giusto per catalizzare l’attenzione e promuovere il progresso internazionale in materia.

Dal graduale abbandono dei CFC negli anni ’90 all’attuale obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 90% nel corso del ciclo di vita di tutti i prodotti e servizi entro il 2050, Epson è seriamente impegnata verso la sostenibilità ambientale. Azienda di primo piano con le sue tecnologie efficienti, compatte e di precisione per stampa inkjet, comunicazione visiva, tecnologia indossabile e robotica, Epson lavora per migliorare il suo impatto ambientale e quello dei suoi clienti. Inoltre, i principi di responsabilità sociale e gli standard elevati di gestione della supply chain a livello internazionale costituiscono una parte essenziale dell’etica di Epson. L’azienda opera quotidianamente per migliorare i processi con l’obiettivo di raggiungere un futuro in cui le persone non debbano più svolgere attività manuali ripetitive e in cui i clienti possano beneficiare di tecnologie innovative ad alte prestazioni che possano permettere di esprimere produttività, precisione e creatività superiori.

“Sappiamo che nel vecchio continente c’è ancora molto da fare in termini di responsabilità d’impresa. Per questo siamo orgogliosi di essere al fianco delle altre 48 aziende di CSR Europe che, come noi, hanno l’obiettivo di attuare rapidamente i principi, le best practice e gli standard della responsabilità sociale d’impresa in Europa”, ha dichiarato Henning Ohlsson, Epson Europe CSR Director, che ha aggiunto: “Crediamo che soltanto insieme possiamo arrivare a un futuro più sostenibile per l’Europa e a una società in cui le persone possano vivere in modo sano, sicuro e produttivo.”

Stefan Crets, Executive Director CSR Europe: “Entrare a far parte di un’importante organizzazione dedicata alla sostenibilità come CSR Europe dimostra l’impegno di Epson verso la sostenibilità a livello europeo e globale. E ci darà l’opportunità di continuare a migliorare e apprendere gli uni dagli altri. Inoltre, permetterà di avviare collaborazioni sulle principali aree definite dagli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU, che sono all’ordine del giorno per le aziende che fanno capo a CSR Europe.”

La forte tradizione e le importanti tecnologie Epson sono radicate nello spirito della maestria giapponese, noto come “monozukuri”. “È grazie a questo spirito e alla nostra convinzione che dispositivi di eccellenza siano essenziali per il progresso della società, che siamo riusciti a portare sul mercato tecnologie innovative e sostenibili”, ha aggiunto Henning Ohlsson, Epson Europe CSR Director, che ha continuato: “Se analizziamo i risultati e i confronti dei test di settore per le nostre stampanti inkjet, ad esempio, i numeri parlano da soli. Se le aziende scegliessero di investire in tecnologie di stampa inkjet, potrebbero ridurre fino al 99% i rifiuti e fino al 92% le emissioni di CO2, eliminare le emissioni di ozono e consumare fino al 96% di energia in meno1. Se contestualizziamo questi dati, risulta evidente che, se tutte le aziende passassero alla stampa inkjet, si risparmierebbe l’energia necessaria per almeno 507.000 famiglie2.”

(1) Ricerca condotta da BLI, 2015

(2) Dati per Paese europeo: Germania (170.000 famiglie), Regno Unito (60.000 famiglie), Francia (56.000 famiglie), Italia (95.000 famiglie), Spagna (24.000 famiglie), 15 Paesi dell’Europa Occidentale e Grecia (507.000 famiglie)