Dopo il successo ottenuto a Venezia e a Roma, l’esposizione Full Color di Franco Fontana è giunta a Pescara, ed è ospitata dal Museo d’arte moderna Vittoria Colonna fino al 6 settembre 2015. L’esposizione è la retrospettiva del lavoro di una vita del più noto fotografo italiano nel mondo: la sua carriera è costellata di onorificenze e premi, riconosciutigli a livello internazionale.

 

Le sue opere sono state esposte in più di quattrocento mostre e raccolte in più di quaranta volumi pubblicati. Ed ora nell’esposizione, curata da Denis Curti, ideata da Civita Tre Venezie, promossa dal Comune di Pescara, organizzata da Civita Cultura in collaborazione con Abruzzo Intraprendere, sono 130 gli scatti  che, a prescindere da quando, e dove nel mondo, sia stato scattato, raccontano lo stile e il linguaggio visivo di quest’uomo, nati da un bisogno di rinnovo e coltivati nel tempo e nello spazio. 

 

Fontana nasce nel 1933 a Modena e nei primi anni Sessanta si avvicina alla fotografia attraverso il percorso, comune a molti della sua generazione, dell’esperienza della fotografia amatoriale in una città, Modena  molto attiva da un punto di vista culturale e animata da un gruppo di artisti di matrice concettuale quali Franco Vaccari, Claudio Parmeggiani, Luigi Ghirri e Franco Guerzoni.  Con il suo lavoro Fontana mostra di condividere con gli artisti di questa corrente il bisogno di rinnovamento, di messa in discussione dei codici di rappresentazione ereditati in campo fotografico dal Neorealismo, che inneggiava alla fotografia realistica in bianco e nero. Tant’è che Fontana ama il colore e le linee, che combinandosi tra loro possono elevarsi indiscussi ad attori e messaggio dello scatto: ad essere in posa è il paesaggio, con i suoi dettagli di vita e storia scolpiti dalla luce, che crea ritmo, profondità, geometrie… la figura umana è sì presente ma in negativo, come ombra antropomorfa ‘fuori campo’ che si perde nella maestosità e ‘umanità’ del paesaggio.

 

L’esordio internazionale dell’artista avviene nel 1963 alla 3a Biennale Internazionale del Colore di Vienna: da questo momento partiranno una serie  viaggi che caratterizzeranno la sua produzione artistica, come è possibile individuare nelle diverse sezioni della mostra.

 

L’immagine simbolo del suo repertorio, La Baia delle Zagare fu scattata in Puglia nel 1970: ua composizione  pulita, puro mare, linee e geometria delle ombre.

 

Il primo viaggio di Fontana lo porta nel 1979 negli Stati Uniti: qui il suo codice linguistico viene applicato ad un nuovo ambiente urbano ed è in questo momento che avviiene il passaggio dal paesaggio modenese ed italiano degli esordi al paesaggio americano.

 

Nel 1984, poi, inizia la serie Piscine e nel 2000 quella dei Paesaggi Immaginari, in cui la prevalenza dell’invenzione sul reale viene massimizzata grazie alla tecnologia digitale, che Fontana non disdegna.

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