Gianni Berengo Gardin e Roberto Koch – Cultura dell’immagine o della fotografia?

Sabato 27 maggio 2017 ore 15.00 – Pistoia, Piazza del Duomo

Nell’ambito del festival di Pistoia “I dialoghi sull’uomo”, ideato e diretto da Giulia Cogoli, Gianni Berengo Gardin sarà anche protagonista dell’incontro “Cultura dell’immagine o della fotografia?” il 27 maggio alle 15 in piazza del Duomo, in dialogo con Roberto Koch.

Qual è la situazione attuale della fotografia? Mai, come oggi è vero il detto che viviamo nella civiltà dell’immagine. L’epoca digitale sembra, infatti, stia sostituendo alla fotografia l’immagine, più superficiale e meno necessaria. “Fare fotografie è come essere su un treno in corsa, che ti fa vedere un paesaggio bellissimo, ma per fotografare bisogna scendere da quel treno.” Una riflessione su quale sia il senso del lavoro del fotografo oggi partendo da queste parole di Berengo Gardin, che ci mostrano la necessità di un tempo lento, approfondito, del tutto diverso da quello tumultuoso e autoreferenziale che porta a realizzare immagini a valanga, a riempire i social di selfie, a guardare e dimenticare immediatamente migliaia di immagini. Le fotografie di Berengo Gardin invece ci sono indispensabili per capire come siamo e come eravamo, e lo saranno ancor più tra qualche decennio, quando diventeranno forse le immagini che racconteranno davvero la nostra civiltà.

Gianni Berengo Gardin, 1930, ha collaborato con le principali testate italiane ed estere, ma si è dedicato soprattutto alla realizzazione di libri, con oltre 250 volumi fotografici all’attivo. Le sue prime foto sono state pubblicate nel 1954 sul settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio. Ha collaborato con il Touring Club Italiano, realizzando un’ampia serie di volumi sull’Italia e sui Paesi europei, e per l’Istituto Geografico De Agostini di Novara. Ha lavorato assiduamente con l’industria (Olivetti, Alfa Romeo, Fiat, IBM, Italsider, ecc.). Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentato le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1981 vince il Premio Scanno per il libro India dei villaggi, nel 1990 è invitato d’onore al Mois de la Photo di Parigi dove vince il Prix Brassaï. Nel 1995 è la volta del Leica Oskar Barnack ai Rencontres de la Photographie di Arles con il volume La disperata allegria. Vivere da zingari a Firenze, nel 1998 il premio Oscar Goldoni con Zingari a Palermo, nel 2005 il premio Città di Trieste per il reportage, nel 2007 il premio Werner Bischof, nel 2008 il prestigioso Lucie Award, , nel 2009 gli viene conferita la laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte presso l’Università di Milano. Nel 2012 la città di Milano gli assegna l’Ambrogino d’Oro. Nel 2015 gli è stato conferito il titolo di Architetto Onorario dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Ha realizzato oltre 360 mostre individuali. Fra i suoi libri Contrasto ha pubblicato: Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutti i volumi realizzati; Manicomi; Venezia e le Grandi Navi (2015); Vera fotografia (2016); In festa (2017) in occasione dei Dialoghi sull’uomo. La sua intera produzione e l’archivio sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.