Domenica 21 maggio, al salone del Libro di Torino ( Sala Blu, Lingotto Fiere ) Giulio Piscitelli presenterà il suo libro “Harraga”. In dialogo con l’autore interviene Alessandro Leogrande.

Harraga è il termine con cui, sia in dialetto marocchino che algerino, viene definito il migrante che “viaggia” senza documenti e che quindi necessariamente deve “bruciare” le frontiere.

Giulio Piscitelli ha iniziato questa ricerca nel 2010. Il progetto di articola in tre momenti fondamentali che corrispondono alle diverse fasi del reportage: dalle rotte africane verso l’Europa, passando dall’Italia e dalla Francia, fino ad arrivare alla rotta balcanica.

Niente teleobiettivi: Giulio Piscitelli ha vissuto in prima persona questi viaggi della speranza, salendo lui stesso su quei barconi ormai tristemente famosi, che portano – o cercano di portare – i migranti dalla Tunisia verso l’Italia, il primo e più vicino approdo tra l’Africa e l’Europa. Piscitelli ha condiviso con loro anche lo sfinimento fisico e mentale di questi viaggi.

Sono fotografie crude, che si snodano lungo un racconto che va dalle enclave spagnole di Melilla ai viaggi verso Lampedusa, dai profughi che attraversano il deserto del Corno d’Africa, fino ai siriani, gli iracheni e gli afghani che arrivano sulle isole greche, nella speranza poi di raggiungere l’Europa.

Grazie alla vittoria della 13esima edizione del Premio Ponchielli che Giulio Piscitelli ha conquistato con questo lavoro, ha anche potuto completare il suo reportage in Iraq, dove si è trovato nel dicembre 2016 fotografando la guerra per la liberazione dall’Isis nella città di Mosul.

Il volume: “Harraga, In viaggio bruciando le frontiere” , è edito da Contrasto.

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