“Il mondo che cambia”: primo live dell’Autunno della fotografia

Dagli scatti dei grandi maestri al reportage fotografico su temi d’attualità: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Fondazione Torino Musei, Musei Reali, Museo Ettore Fico, La Venaria Reale fanno rete per offrire “Autunno della fotografia. Torino 2020”, un calendario di dirette Facebook per approfondire i temi affrontati nelle mostre di ciascun museo, un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di fotografia, anche e soprattutto adesso che i musei e i luoghi di cultura resteranno chiusi al pubblico.

Il primo appuntamento è martedì 10 novembre alle 18.00 con l’incontro in diretta Facebook, “Il mondo che cambia” con Samuele Pellecchia e Fabio Bucciarelli. Modera Walter Guadagnini.

La natura descrittiva della fotografia, la possibilità di comparare velocemente il prima e il dopo attraverso la semplice giustapposizione di due scatti e la sua diffusione a livello globale, ne hanno fatto il linguaggio ideale per testimoniare il presente, anche nel suo rapporto con il passato e con il futuro.

Lampante è il caso del dirompente processo di urbanizzazione cinese raccontato nella mostra “China Goes Urban” al MAO Museo d’Arte Orientale attraverso le immagini di Samuele Pellecchia, fondatore dell’agenzia Prospekt Photographers. In quest’ottica le immagini diventano dati attraverso cui leggere e analizzare la situazione attuale, toccandone tutti gli aspetti, da quelli più positivi come l’abbassamento della mortalità infantile a quelli più preoccupanti, come la questione ambientale.

Uno sguardo sulle trasformazioni contemporanee lo forniscono anche le opere dei fotografi vincitori del World Press Photo, storico premio indirizzato al fotogiornalismo, in mostra a Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica. Fra questi troviamo il torinese Fabio Bucciarelli con un intenso reportage sulle rivolte in Cile, scoppiate nell’ottobre dello scorso anno a seguito della repressione violenta di decine di proteste pacifiche insorte contro le politiche neoliberiste del governo. Due modi differenti di utilizzare lo stesso linguaggio, entrambi basati sull’indiscussa capacità della fotografia di testimoniare i cambiamenti del mondo.