Contrasto Books

 

Questo libro raccoglie le fotografie che Irene Kung ha realizzato in diverse città del mondo. Roma, New York, Londra, Madrid, Boston, Milano, Pechino… Sono tutte realtà metropolitane che la Kung ha osservato e trasformato in luoghi magici con le sue fotografie, posti affascinanti, popolati da presenze enigmatiche eppure così tangibili. I monumenti immortalati dalla fotografa sono sempre riconoscibili, tuttavia grazie ad una manipolazione della luce e ad una particolare luminosità della visione sembrano immersi in un’altra realtà, quasi onirica. Il Duomo di Milano, l’Empire State Building a New York, Castel Sant’Angelo a Roma, gli scatti sembrano collocati in un’atmosfera da fiaba. I monumenti sembrano essere estratti dalla memoria delle città, dal loro passato o dal loro avveniristico futuro. Guardate da un punto di vista differente, queste città così articolate dal punto di vista urbanistico assumono un aspetto diverso.

 

Lo spazio urbano osservato e reinterpretato da Irene Kung diventa, grazie al filtro della sua macchina fotografica, uno spazio nuovo, emozionante e silenzioso. Nelle fotografie della Kung uno spazio che riconosciamo grazie ai monumenti che lo compongono, in parte ci sorprende. I monumenti infatti, sembrano essere estratti dalla memoria delle città, dal loro passato o dal loro avveniristico futuro.

“La bellezza e il mistero delle fotografie di Irene Kung creano una mappa della città, la città diurna trasformata nella città notturna dei sogni. I monumenti conservano la loro identità e la loro collocazione geografica e tuttavia, nell’abbandonare la terra per innalzarsi verso l’inconscio, si liberano delle loro apparenze culturali e funzionali per divenire mirabili astrazioni. La città è lì. È sempre stata lì. Le foto di Irene Kung ce lo ricordano: dobbiamo soltanto chiudere gli occhi, addormentarci e attendere il sogno in cui ci apparirà”.

Francine Prose

“Le città della Kung sono avvolte in un’oscurità dalla quale emergono soltanto i monumenti, simboli legati alla storia e alla memoria di un territorio, di cui hanno contribuito a creare l’identità passata e presente. Non spazi privati ma luoghi pubblici, in grado di proiettare in una dimensione internazionale la loro intrinseca nazionalità. Immagini che l’artista estrapola dalla loro vocazione turistica per evidenziarne invece la dignità culturale, ulteriormente esaltata da contrasti tra luci e ombre, simbolo e quotidianità. […] Alla cecità omologante della società globale l’artista risponde con una visione tanto precisa da diventare chirurgica, per sgombrare il nostro sguardo dai luoghi comuni e permetterle di vedere al di là della forma, oltre il reale. Città invisibili perché non viste ma soltanto guardate, che Irene Kung ci svela nella loro natura più intima e segreta.”

Ludovico Pratesi

Irene Kung nasce in Svizzera, dove studia Arti Visive. Inizia la sua carriera di pittrice e presto si stabilisce in Italia, divenendo una delle più interessanti personalità artistiche del panorama internazionale. Negli anni recenti ha lavorato sempre più a stretto contatto con il mondo della fotografia: ha esposto in mostre individuali e collettive, presso le più note gallerie e i più rinomati musei. Ricordiamo la Photographica Fine Art Gallery di Lugano, la Fondazione Forma per la fotografia di Milano, il Museo di Arte Contemporanea Pescheria di Pesaro, il Goedhuis Contemporary di Londra e New York, la Galleria Bonomo di Bari e Roma. Ha inoltre partecipato alle maggiori fiere internazionali di arte  tra cui il Paris Photo (Parigi), l’Art Fair (Bologna), l’Altissima (Torino) e l’Art Basel (Miami Beach).

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