Lisetta Carmi. “Gli altri”: prosegue la mostra a Lecce

Lisetta Carmi e “gli altri”. Fotografa del Sud al Sud, tra racconto e devozione
Lecce | Castello Carlo V | 13 maggio – 5 settembre 2021

Dietro ad ogni immagine fotografica di Lisetta Carmi (Genova, 1924) ci sono pagine di storia di anni cruciali del ‘900, quanto lo sono stati i Sessanta e Settanta nei quali lei impugna gli obiettivi, inquadrando scene di interesse internazionale. In quei due decenni a lavoro con la fotografia le è stato riconosciuto un ruolo anche all’estero, poi obliato dalla sua volontà di abbandonare il mezzo e dedicarsi ad altro. Aveva fatto lo stesso col pianoforte e l’attività da concertista, conclusa prima di iniziare a fotografare, e anche in ambito musicale, a suo stesso dire “prima ed essenziale” formazione, aveva già raggiunto capacità da professionista.

Dietro ad ogni immagine fotografica di Lisetta Carmi, oltre alle storie degli abitanti dei luoghi ritratti, emerge la sua storia, di donna determinata e controtendenza vissuta cavalcando i cambiamenti e le possibilità di quel ‘900, di fotoreporter autodidatta ed emancipata, di viaggiatrice e osservatrice attenta al sociale, visti i luoghi e i contesti raggiunti, sintonizzata con i propri richiami anche poetici e interiori.

Nel 1971 la Carmi persuasa dal fascino energetico della Valle d’Itria compra un trullo nella campagna di Cisternino, in provincia di Brindisi, dove alcuni anni dopo fonderà, dedicandocisi totalmente, il Centro Bhole Baba / Ashram di Shri Babaji. Il primo costruito in Occidente e meta ogni anno di migliaia di devoti da tutto il mondo, nato dall’incontro mistico con Babaji in India nel 1976.

È negli anni fervidi al servizio di questa comunità che, a seguito del perentorio abbandono della pratica fotografica, si è anche allentata l’attenzione mediatica dal suo cospicuo archivio. Per quanto fosse affermato il suo ruolo nella storia della fotografia italiana, solo di recente se n’è rinnovato l’interesse storico-critico con mostre che vanno moltiplicandosi in spazi e istituzioni. Assolutamente necessario e doveroso dunque ricostituire in terra di Puglia un apparato espositivo importante delle sue fotografie più significative. La mostra antologica Gli altri, ora in corso al Castello Carlo V di Lecce, le rende un omaggio, quale autrice determinante e oltretutto speciale pugliese d’adozione.

A cura di Roberto Lacarbonara, Giovanni Battista Martini e Alessandro Zechini, è realizzata su progetto di Kunstschau e RTI Theutra Oasimed di Lecce in collaborazione con l’Archivio Lisetta Carmi di Genova, con La Festa di Cinema del Reale e con Arte Contemporanea Picena di Ascoli Piceno, dove inoltre nel Museo Osvaldo Licini sarà nuovamente allestita da settembre a novembre 2021.

D’altra parte è in Puglia che è avvenuto il suo battesimo fotografico, nel 1960 quando viaggia con l’amico etnomusicologo Leo Levi in visita alla comunità ebraica di San Nicandro Garganico. Lo studioso avrebbe registrato i canti locali e lei, di famiglia ebrea, fotografato con la sua prima macchina Agfa Silette… San Nicandro, Rodi Garganico, Venosa, e da lì negli anni numerosissime altre località, per così dire anche minori. Non che siano mancate città importanti nei suoi viaggi e reportage, ma sicuramente le sue fotografie memorabili hanno voluto mettere a fuoco – non scontato al tempo – condizioni di marginalità. Un sentire sociale che l’ha vista tanto a contatto con realtà culturali all’avanguardia, nell’ambito del teatro, della musica e delle arti visive, che con l’emarginazione, immortalando personaggi e persone, dal teatro alla strada, con lo stesso taglio peculiare.
Un amore per l’umanità attraverso la fotografia. Strumento di personale ricerca esistenziale e di istintivo sguardo su “gli altri”.

Negli anni Sessanta e Settanta Lisetta viaggia nel mondo, scattando in quella che sarà l’Europa e in America Latina fino all’Oriente, come in Afghanistan, Pakistan, Nepal, Israele e Palestina, e con soggetto per lo più i bambini. Non trascurando però l’Italia, il ruolo delle donne e il mondo del lavoro.

Tra il 1962 e il 1976 esplora la Sardegna, osservando piccole comunità e gli aspetti della vita civile, lavorativa e religiosa del posto, di cui la mostra restituisce diversi scatti.

Il percorso al Castello infatti si snoda in sezioni che distribuiscono la produzione in capisaldi della sua carriera, sebbene le foto possano essere anche godute tutte e sessanta d’un fiato, una dopo l’altra quali oggetti estetici al di là dell’appartenenza ai singoli progetti. Sicuramente l’insieme è occasione per conoscerne la forza visiva e la dirompenza, per l’epoca, dei contenuti.

Ne è un esempio, a maggior ragione a Lecce per l’eco che crea con la vicina Taranto, il ciclo sull’Italsider del 1960-1964 in cui rappresenta la realtà della fabbrica di Cornigliano, documento sulla vita di cantiere e all’interno dell’acciaieria. O il servizio al Porto della “sua” Genova, che si incastona nel 1964, commissionato per denunciare al pubblico le condizioni di lavoro degli operai portuali.

Proprio nella vivace Genova conduce inoltre tra il 1965 e il 1971 una delle sue operazioni più clamorose e singolari, dedicandosi per sei anni a I travestiti, rendendosi occhio complice senza pregiudizi delle vicende di alcuni/e di loro nel cuore dell’antico “ghetto” ebraico della città.

Lisetta Carmi è tra i primissimi autori italiani ad essersi occupata con sfrontatezza di identità di genere, sfidando la chiusura a questi temi, ancora in quell’Italia del 1972 quando le foto furono pubblicate in un libro – molte le sue altre belle pubblicazioni – la cui circolazione fu fortemente osteggiata. A una ventina di questi memorabili scatti è riservata un’intera sala del Castello Carlo V, ottimamente esposti come ci si trovasse con quei protagonisti in Via del Campo, in atteggiamento un po’ voyeur, accanto a Lisetta.

Instancabilmente attratta dall’autenticità delle spinte vitali dal basso, le sue immagini restituiscono racconti dal Sud del mondo, dell’Italia, della società, che – come scrisse Leonardo Sciascia nel testo di accompagnamento a Acque di Sicilia (1977)  – parlano di “poesia e cioè mito, memoria, sentimento”. Ed è questo in Sicilia uno dei suoi ultimi incarichi fotografici, prima di lasciare definitivamente la macchina nel 1984.

La mostra di Lecce, aperta fino al 5 settembre prossimo, introduce alla personalità carismatica e libera di Lisetta fotogiornalista, premiata e apprezzata già dal 1966 quando vinse il prestigioso Premio Niépce per l’Italia con le foto, qui valorizzate, al poeta americano Ezra Pound uscito dal manicomio. E cinquant’anni dopo, nel 2016, con il Premio Mediterraneum e il Premio Marco Bastianelli.

 

Lisetta Carmi. Gli altri

a cura di Roberto Lacarbonara, Giovanni Battista Martini e Alessandro Zechini

un progetto Kunstschau e RTI Theutra Oasimed (Lecce), Arte Contemporanea Picena (Ascoli Piceno)

in collaborazione con l’Archivio Lisetta Carmi (Genova) e con La Festa di Cinema del Reale

13 maggio – 5 settembre 2021

Castello Carlo V, Lecce

Info: www.kunstschau.it