Manfrotto famiglia
Lino Manfrotto, la sua famiglia e i suoi primi collaboratori nel garage officina di casa alla fine degli anni '60

Manfrotto: genio italiano, visione internazionale

Quante aziende hanno cominciato la loro attività nel garage, o box di casa? Si parla sempre dei soliti nomi – Apple, HP –  ma ecco qui di seguito nomi altisonanti che mai si immaginerebbe abbiano cominciato in un garage. E, naturalmente, anche Manfrotto.

Ho avuto il privilegio di conoscere Lino Manfrotto e insieme a lui sono anche entrato in una delle sue fabbriche, e dalla sua viva voce ho ottenuto spiegazioni incredibili di questo apparentemente innocente accessorio che è il treppiedi, dietro il quale, invece, si cela una tecnologia, in continua evoluzione, quasi indescrivibile. Lo ricordo che camminava davanti a me, alto e dinoccolato e spesso sfiorava con le dita un treppiedi appena prodotto, prima che venisse passato ai controlli finali e poi inscatolato, con la stessa delicatezza che ha un padre nel carezzare la la testa di un suo figliuolo.

Lino Manfrotto ci ha lasciato, ahimè, ma ha lasciato un’impronta indelebile, così perfetta, visionaria ed efficace che il suo brand e la sua eccellenza gli sono sopravvissuti e stanno affrontando il terzo millennio e i mutamenti sia nelle attrezzature fotografiche che video, inventando – non esiste termine più adatto – sempre l’accessorio perfetto al passo con i nuovi prodotti, la tecnologia e la domanda odierna.

Gerardo Bonomo

 

Amazon: la società, che a luglio ha spento ventuno candeline, nasce in un garage di Seattle. L’idea parte dal trentenne Jeff Bezos, nel sotterraneo della sua casa in affitto attraverso una libreria online. Oggi, a 52 anni, è considerato il quinto uomo più ricco del pianeta con un patrimonio di 45,2 miliardi di dollari.

Apple: con Steve Wozniak, amico di vecchia data e collega, crea la Apple Computer nel garage di casa Jobs. È il primo aprile del 1976. Il logo del business è la mitica mela morsicata. Il denaro è la nota dolente per entrambi i soci: Jobs decide di vendere il suo furgone Volkswagen, mentre Wozniak svende la sua calcolatrice scientifica. Apple oggi ha un fatturato pari a 234 miliardi di dollari.

Microsoft: Bill Gates, uno degli uomini più ricchi del mondo, è uno dei primi a inaugurare la stagione dei computer inventati in un garage. Insieme a Paul Alllen hanno ottennero il loro primo sistema operativo concesso in licenza per 80.000 dollari. Continuarono a lavorare sodo e alcuni anni dopo svilupparono il loro sistema operativo. Oggi, Windows è il software più diffuso al mondo. Circa l’80% dei computer in tutto il mondo utilizza questo sistema operativo.

Hewlett-Packard: David Packard, insieme all’amico Bill Hewlett, crea nel suo garage di Palo Alto la società Hewlett Packard (Hp). Nasce il primo gennaio del 1939 e, con un primo investimento di soli 538 dollari, i due costruiscono un audio-oscillatore chiamato Model 200A che diventerà il primo prodotto Hp.

Mattel: nasce in California nel 1945 dal garage dei coniugi Elliot e Ruth Handler e di Harold “Matt” Matson. All’epoca il business principale dell’azienda riguardava la produzione di cornici per fotografie e, solo marginalmente, la realizzazione di arredi e accessori per le case di bambole. Il giro d’affari odierno dell’azienda è di 1,8 miliardi di dollari.

Disney: Walt Disney inizia la sua attività di creatore di cartoni animati il 16 ottobre 1923, in un garage di Los Angeles. Cinque giorni fa l’azienda ha spento novantatré candeline. Il primo personaggio di successo è Mickey Mouse, Topolino. Seguono Minnie, Pippo e Paperino. L’azienda ha un fatturato di 52 miliardi.

Harley Davidson: c’era una volta, nel lontano 1902, un piccolo garage nel Milwaukee, Usa. I ventenni William Harley e Arthur Davidson disegnano lì il primo prototipo di bicicletta motorizzata. A loro si aggregano i due fratelli di Davidson, William e Walter. La società nasce ufficialmente il 28 agosto 1903 e nel 1906 sorge il primo vero stabilimento, nella Juneau Avenue, dove c’è ancora il quartier generale. Nei primi due anni di vita dell’azienda vengono venduti solo tre esemplari. Adesso è uno dei marchi più famosi nel panorama a due ruote.

Lotus: nel 1948 Anthony Colin Bruce Chapman, studente di ingegneria nell’University College di Londra, modifica un’Austin Seven 1930, più tardi chiamata Lotus Mark I, nel box di proprietà dei genitori della fidanzata Hazel. Nel 1952 Chapman fonda insieme a Colin Dare, compagno d’università, la Lotus Engineering Ltd.

Zara: Amancio Ortega all’età di 14 anni inizia a lavorare come fattorino in una sartoria di La Coruña, in Spagna. In un garage, con la prima moglie Rosalía Mera produce vestaglie. Capisce che ai clienti piace spendere meno e cambiare spesso vestito intuisce che deve produrre vestaglie di qualità, ma a un prezzo concorrenziale. Poi coinvolge i suoi tre fratelli nella produzione casalinga. Decide il prezzo finale delle vestaglie e procede a ritroso per stabilire i costi di produzione della merce. L’idea funziona e questo gli permette di affittare un garage e comprare una macchina da cucire per la produzione. Oggi il patrimonio del fondatore di Zara ha un patrimonio è di 69,5 miliardi di dollari.

Geox: Mario Moretti Polegato: “Quando un inventore crea qualcosa ha sempre un grande ottimismo e sicurezza di quello che ha fatto. Ho cercato un partner e visitato le più grandi aziende del mondo, soprattutto dello sport, i grandi marchi che tutti oggi noi conosciamo. Però sostanzialmente non mi hanno capito. Mi sono trovato in imbarazzo davanti a questo diniego. E mi sono convinto a sfidare me stesso. La mia storia si è formata come quella di Steve Jobs. A Montebelluna, nella provincia di Treviso, siamo partiti in un garage con cinque persone, cinque ragazzi studenti. Le cinque persone sono diventate 50, poi 500 e 5.000. Oggi nel gruppo nel gruppo Geox operano 30mila persone”. Polegato possiede un patrimonio di due miliardi di euro, venticinquesimo tra i 43 miliardari italiani.

Manfrotto: Lino Manfrotto, sempre in provincia di Treviso, a Bassano del Grappa, negli anni 60 esercitava la professione di fotografo. Lino Manfrotto, fotoreporter per giornali locali vicentini, lavora negli anni sessanta con attrezzature pesanti e ingombranti. Finché nel garage di casa, trasformato in laboratorio di produzione, crea i primi bracci e aste telescopiche. Inizialmente per uso personale, poi per qualche amico. Nel 1972 incontra Gilberto Battocchio, un tecnico, e viene avviata una vera e propria attività. Nel 1974 il primo treppiede Manfrotto, molto leggero. Nel 1978 fonda il marchio Avenger, l’attività si amplia, nel 1986 apre uno stabilimento anche a Feltre che negli anni diventeranno sette. Nel 1989 vende al gruppo britannico “The Vitec Group Plc”,[2] quotato alla Borsa di Londra e specializzato nel settore broadcast.

Da sinistra Gilberto Battocchio e Lino Manfrotto durante i primi riconoscimenti di eccellenza qualitativa internazionale.

Nel 1992 acquisisce l’azienda francese Gitzo, leader nel settore dei treppiedi e delle teste per la fotografia professionale e amatoriale. Nel 1993 rileva negli Stati Uniti la società Bogen Imaging, leader nella distribuzione di materiale fotografico negli Usa. Nel 2005 prende il controllo della società israeliana Kata, specializzata nel settore delle videocamere. Nel 2011 acquisisce il marchio Lastolite, produttore di fondali e attrezzature per il controllo luce per fari e video.

Negli anni l’azienda si trasforma da semplice produttore di treppiedi in produttore di luci a led, borse e accessori per specialisti (su licenza anche la borsa National Geographic), treppiedi da tavolo per gli smartphone, anche zaini per i droni che li usano come campi di atterraggio. Nel 2017 (anno della scomparsa di Lino Manfrotto). il gruppo ha, oltre la sede principale a Cassola, stabilimenti a Feltre e a Ashby, in Gran Bretagna, 9 filiali commerciali, 735 dipendenti, un fatturato di 201 milioni di euro. Il 95% realizzato con l’export, il 30% dei treppiedi venduti nel mondo ha il marchio Manfrotto. Nel 2017 sono inoltre acquisiti i marchi Lowepro e Joby.

Design. Tecnologia all’avanguardia. Innovazione continua. Eccellenza operativa.

Sin dalla sua creazione nel 1972 fino ad oggi, Manfrotto si è evoluta, affermandosi nel mondo degli accessori di fotografia di alta qualità come sinonimo di innovazione continua, design ed estrema affidabilità.

L’azienda è riuscita ad alimentare la passione per la ricerca e l’innovazione del suo fondatore, senza mai cessare di conquistare nuovi segmenti di mercato, costruendo una solida rete di distribuzione e moltiplicando le strutture produttive nel cuore di un ecosistema locale che ha dimostrato la sua capacità di evolversi e di guidare il cambiamento.

Dai primi treppiedi alle più sofisticate teste ad alta tecnologia, i prodotti Manfrotto hanno sempre rivoluzionato i mercati internazionali della fotografia e del video.

Cultura del Made in Italy per la qualità e il design

Per supportare la comunità creativa ad esplorare la propria immaginazione con gli stessi standard di qualità, innovazione e design che di solito sono riservati alla fotografia professionale, Manfrotto interpreta l’evoluzione del mercato utilizzando una cultura di produzione che è la quintessenza del Made in Italy, in cui la qualità, il design e l’attenzione ai dettagli si fondono con la ricerca costante e l’innovazione tecnologica.

Made in Italy come know-how industriale di prim’ordine

Il mantenimento della produzione in Italia testimonia l’impegno dell’azienda nel raggiungimento un livello di qualità che garantisce la funzionalità e la durata del prodotto nel tempo.
Un team multidisciplinare di professionisti altamente motivati e qualificati costituisce la risorsa più preziosa dell’azienda, e guida costantemente il processo di innovazione, alimentando il raggiungimento di nuovi obiettivi tecnologici e di produzione.

Designed and manufactured in Italy

Gli obiettivi rimangono gli stessi: migliorare costantemente la qualità e l’efficienza della produzione e del servizio, fondendo i livelli estremamente elevati di competenza della forza lavoro con l’automazione industriale di ultima generazione. Eccellenza perseguita ogni giorno, con determinazione, passione e orgoglio di portare nel mondo la migliore qualità italiana.

Riconoscimenti

I numerosi premi assegnati a Manfrotto ogni anno, testimoniano questo processo di innovazione. Design, funzionalità e tecnologia sono ciò che rende i nostri prodotti speciali e universalmente riconosciuti come l’epitome dell’eccellenza nel mondo fotografico Il premio più importante dell’industria fotografica. I giornalisti delle principali riviste di fotografia e di imaging scelgono il miglior prodotto.

  • TIPA: Il premio più importante dell’industria fotografica. I giornalisti delle principali riviste di fotografia e di imaging scelgono il miglior prodotto.
  • iF Design Award 2017: Uno dei maggiori e più importanti premi del design mondiale
  • RedDot design awards winner 2017: One of the most sought-after quality marks for good design.

Compriamo l’eccellenza italiana, e compriamola in Italia.