L’edizione 2015 di “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” si conclude a Firenze.

 

L’appuntamento con la fotografia, realizzato in collaborazione con DEApress, direttore Silvana Grippi, inaugurerà, alla presenza della curatrice Patrizia Varone, di Silvana Grippi, direttore di DEApress, e degli autori., il 17 luglio alle ore 18.00 al Palazzo Medici Riccardi in via Cavour 7/r.

 

 

Durante la serata i registi e fotografi Francesco Cabras e Alberto Molinari presentano i lavori svolti nel Mediterraneo realizzati attraverso video d’arte dove la fotografia ha una componente essenziale. Tra questi il cortometraggio ‘There she Blows’, prodotto da Greenpeace e Ganga Film, è una parabola poetica sull’amore per il mare, la piccola pesca artigianale e l’arte. Il cortometraggio concorre al ‘Foodies Challenge 2015‘ che si svolge all‘Expò di Milano dove verrà premiato il video che contiene la miglior ricetta realizzata da uno chef e da un artista.

 

I fotografi sono stati selezionati dalla curatrice Patrizia Varone secondo il criterio di essere fotografi italiani che hanno lavorato o lavorano all’estero oppure essere fotografi stranieri che hanno lavorato o lavorano sul Mediterraneo, avranno l’opportunità di mostrare le ricerche fotografiche che più li rappresentano.

 

Dopo la premiazione ricevuta a Venezia, Elena Franco presenterà Hospitalia un lavoro che l’ha portata tra l’Italia e la Francia a soffermarsi sulle strutture architettoniche e la storia sociale e artistica che caratterizza la vita e la sopravvivenza dei medievali ospedali maggiori delle grandi città europee.

 

Loulou d’Aki, fotoreporter scandinava, con la sua curiosità attraverso Make a Wish indaga nei sogni e nelle speranze di giovani al di sotto dei 25 anni che vivono lungo il Mediterraneo.

 

 

Lorenzo Pesce, invece, metterà in mostra Gleisdreieck Park Life Berlin sviluppato in Germania, a Berlino, nei parchi della capitale tedesca.

 

Marta Rovatti nei suoi viaggi in giro per il mondo ha scoperto l’invito a guardarsi intorno che poltrone, sedie e divani abbandonati in luoghi fuori dal comune le hanno offerto.

 

 

Quattro progetti singolari capaci di soffermarsi su altrettanti argomenti che aprono dialoghi sul “media” fotografia. Riflessioni che inducono altrettante elaborazioni su memoria, documento, sguardo e curiosità sul mondo.

 

 

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