MEMORIES / NO MEMORIES – Fotografia fra flusso e ricordo a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri

MEMORIES / NO MEMORIES – Fotografia fra flusso e ricordo a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri

Venerdì 21 Settembre alle ore 21al Palazzo Ferri di Bibbiena (Arezzo)

La memoria è un organismo vivente, va nutrita. La memoria è un patrimonio culturale va conservata. E’ necessario studiare e analizzare anche visivamente i meccanismi della sua formazione e i pericoli di una sua scomparsa. Memories / No Memories è un Progetto Collettivo a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri che utilizza il linguaggio della fotografia autoriale per indagare questo fenomeno nell’attuale contesto sociale e culturale. I fotografi finora interpellati sono i nostri analisti, i nostri recettori e intercettori delle dinamiche visive che accompagnano il mutamento in atto nella funzione sociale e personale della memoria e della fotografia nell’ambito di una trasformazione importante della funzione e dell’utilizzo delle immagini nella comunicazione e nell’arte contemporanee.

Presentazione del Concept del Progetto a cura di Sandro Bini

Il cambiamento di funzione sociale della fotografia introdotto dalla rivoluzione digitale con l’avvento degli smartphone dotati di fotocamera e l’esplosione dei social, rischia di far perdere alla fotografia la tradizionale funzione di “specchio della memoria” e conservazione del ricordo. La fotografia oggi negli usi sociali, familiari e quotidiani, si va velocemente trasformando da memoria/monumento a comunicazione/intrattenimento. L’assenza nel digitale di una matrice fisica delle immagini sembra favorire questa volatilità visuale e velocità di funzione e di utilizzo che diventa strumento di relazione in tempo reale. La testimonianza “in diretta” favorisce da un lato la democratizzazione dei soggetti e delle situazioni fotografiche dall’altro l’accumulo e la dispersione: una pratica compulsiva che rischia di debordare e farci addirittura perdere, secondo recenti studi scientifici, la capacità stessa di ricordare, nonché creare forme di vera e propria dipendenza da condivisione immediata. Questo progetto vuole indagare, attraverso la pubblicazione di lavori fotografici in tema, da un lato le passate o le attuali capacità di memoria del fotografico: il suo farsi oggetto, feticcio, reliquia, testimonianza, strumento di sollecitazione della narrazione e del ricordo e di conservazione dell’esperienza. Dall’altro la sua sempre più forte e invadente capacità di divenire “schermo” visivo: antimemoria, oblio, flusso indistinto (onnipresente e atemporale), potenzialmente in grado di accecarci.

memoriesnomemories.tumblr.com

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Storia del Progetto e Introduzione alle immagini a cura di Giulia Sgherri

Memories / No Memories, nasce come progetto fotografico online su piattaforma Tumblr, e raccoglie i lavori autori che indagano il complesso rapporto fra fotografia e memoria nel contesto dell’attuale trasformazione della funzione sociale dell’immagine dovuto all’ingresso sul mercato degli smartphone dotati di fotocamera digitale e all’esplosione dei social network.

2015 > Gli Autori invitati e il Blog

Nell’autunno del 2015, il blog prende il via con la pubblicazione dei lavori dei primi tredici autori da noi invitati ad indagare il tema. L’Archivio on line inizia così con Supernnatural di Andrea Buzzichelli e le sue memorie di un’età in cui “ tutto sembra dover rimanere com’è”, con il Ronzio visivo ed esistenziale di Nino Cannizzaro e con i ricordi evanescenti degli Espirits di Enrico Doria. Prosegue con la “memoria liquida”di My small world di Luca Moretti, con Social Id Photos, il lavoro concettuale sulla perdita d’identità e memoria di Maria Cardamone e Live Alive di Alex Liverani, che ricrea abilmente istanti quotidiani sedimentati nel ricordo. Francesca Loprieno in Paesaggi nel nulla ci racconta poi di una memoria che è stratificazione e viaggio, mentre Giulia Madiai si mostra e riscopre se stessa nel suo Dear Diary. Se Luca Prestia raccoglie fotografie dimenticate e abbandonate in Forgettable Memories, Arianna Sanesi ci mostra invece immagini da tenere e da cullare in Hold. La memoria come ritorno alle radici è quella indagata da Eva Tomei nel suo Sulle ginocchia degli dei, mentre lo spazio visivo e mentale tra luce e ombra e fra memoria e oblio è quello che descritto da Simone Padelli in Su di me. Chiude, infine, questa prima fase del progetto la memoria senza regole e Untiled di Zoe Be. Questi i primi tredici progetti pubblicati sul Blog, queste le prime, preziose indagini sul tema.

2016 > La prima Open Call, le Presentazioni e le Mostre

La necessità di costruire un osservatorio ancora più ricco e diversificato ci ha portati poi nel Febbraio 2016 a indire una Call aperta a tutti i fotografi. Il progetto si è arricchito così dei lavori di altri tredici autori selezionati per entrare a far parte del nostro Archivio. Daniele Brescia, con la memoria negata dei selfie di Light on me. Family House e il lavoro inesorabile del tempo di Nathalie Depose. Il sapore delle foglie il progetto con il quale Sofia Bucci ci racconta di fotografia, malattia, perdita di memoria. Rumore Bianco di Giulia Francini porta in primo piano la “zona vaga del documento “. Getting the extra beating heart out of my chest di Adina Ionescu-Muscel ci parla, invece, di una fotografia “gemella”, fra memoria, distanza e intimità. La memoria della quale parla Gabriella Martino nella sua serie Il nido del cuculo è quella che nasce da una condizione di fragilità, mentre Sara Menegatti in P.N.26 parte da alcune fotografie trovate per caso per creare un’abile messa in scena e una complessa operazione concettuale su memoria e identità. Novella Oliana ci racconta di memorie fragili e fotografie impossibili nelle sue Liste vertiginose, mentre Sara Palmieri in M. ci narra la storia di una donna, dei suoi capelli, delle sue fotografie per ricordarla fino in Cina. La memoria come ricomposizione tattile e mentale e come ri-scrittura è quella raccontata da Duccio Ricciardelli in Tattile psichico, mentre è un ricordo perso, distorto e scomposto quello degli scatti di Mattia Toselli nel suo Non ho memoria di questo luogo. In Persistenza della morte (desiderio di memoria) Clara Turchi-Rose gratta via la superficie dell’immagine e imbottiglia letteralmente il ricordo, mentre con Valentina in Libia Michele Spagnolo ci mostra, infine, che sogni, ricordi e fotografia non sono poi così diversi fra loro.  Durante l’anno sono state fatte alcune presentazioni pubbliche del Progetto e due mostre che raccolgono una selezione dei lavori presenti nel nostro Archivio: a Castiglioncello, nell’ambito del Rosignano Foto Festival e a Firenze nell’ambito del Deaphotoexpo 2016.

2017 > Open Call #2 Collective Moments

La volontà di allargare il campo dell’indagine visiva e concettuale dagli aspetti intimi e privati a quelli storici, economici e culturali della conservazione e della perdita della nostra memoria collettiva in rapporto all’utilizzo e alla funzione dell’immagine fotografica, ha fatto nascere nel Febbraio 2017 la Seconda Call #2 Collective Moments con la selezione di sei nuovi Autori e Progetti. Le memorie dell’esodo delle famiglie istriane nelle fotografie raccolte e riviste da Carolina Cuneo (La nostalgia non ha colore/ exodus). L‘esplorazione, fra memoria collettiva, archivio e immaginario, de Le Olimpiadi invernali di Cortina del 1956 di Antonio Cunico e quella su un aspetto poco conosciuto dell’industria bellica italiana di Simone D’Angelo (Santabarbara). Interessante e originale operazione di recupero e riattualizzazione visiva di una tragica memoria collettiva quella di Giuseppe Iannello (Gibellina 1968), mentre sullestetica del fallimento di archiviazione tecnologica delle immagini verte la riflessione visuale e concettuale di Stefano Parrini. Infine entra a far parte del nostro Archivio in progress anche la storia di confine fra memoria collettiva e memoria familiare dei Tessuti Toniù di Francesca Semerano. Durante l’anno sono state fatte alcune presentazioni pubbliche del Progetto e due mostre che raccolgono una selezione dei lavori presenti nel nostro Archivio: a Savignano sul Rubicone, nell’ambito del Si Fest Off, e a Prato presso Quilombo in occasione di Foto Gang Prato.

2018 > Open Call #3 Holiday / happy days

L’interesse per la conservazione e/o la perdita dei “nostri” momenti felici nel loro rapporto con la fotografia ha guidato nel Febbraio 2018 la Terza Call del Progetto-Archivio con la  selezione di  sei nuovi Autori e Progetti. I momenti felici restano intimamente collegati alle vicende familiari nella maggioranza dei lavori selezionati a testimonianza della resistenza della fotografia e della sua pratica nella sua funzione primaria di costruzione della memoria e dell’identità (Federica Zucchini, Maruska Tonioni, Valentina De Santis, Valentina Procopio), anche se si fanno strada nuove riflessioni e nuove visioni legate alla “rivoluzione social” permessa dalla condivisione digitale delle immagini (Isabella Sommati) e alle nuove pratiche di found photography (Martin Bruckmanns). Così se Federica Zucchini con i suoi ricordi di un viaggio in camper costruisce un racconto visivo che rimarrà certamente fondamentale per la memoria e l’identità suoi e dei suoi cari (Vuoto daprire), La Time line di Maruska Tonioni ripercorre la propria storia familiare, attraverso la presenza/assenza di fotografie, per attraversare un vuoto, superarlo, ritrovare la propria appartenenza. Immagini di oggetti e di fotografie compaiono nel lavoro di Valentina Procopio (Il corpo che abito), come reveries dei sensi e tangibilità della memoria, mentre Memento mei il romanzo familiare di Valentina De Santis narra in maniera visionaria una “storia mitica” fatta di amori, segreti e fotografie. Isabella Sommati con #Happy emoji , compie invece un intelligente e divertente esperimento di trasposizione visuale dei nuovi principi di valore e catalogazione “social” su vecchie foto di famiglia, un approccio ironico-critico apparentemente leggero ma ricco di interessanti spunti di riflessione. Infine le Russian memories di Martin Bruckmanns, sono fotogrammi isolati di filmati super8 che l’autore ha raccolto e conservato nel corso degli anni, un’operazione di adozione, elaborazione e risignificazione tipicamente postfotografica.

I Curatori del Progetto

Sandro Bini Fotografo, curatore, docente di fotografia, fondatore e Direttore Responsabile dell’Associazione Culturale Deaphoto di Firenze, si occupa prevalentemente della docenza dei Corsi e dell’organizzazione delle attività progettuali, didattiche ed espositive di Deaphoto. La sua ricerca fotografica è incentrata sopratutto sull’indagine delle relazioni fra l’uomo e il paesaggio contemporaneo e sulla dialettica critica fra percezione e fruizione dei luoghi, legata alla contestualizzazione della propria esperienza. Dal 2009 è curatore di “Binitudini / Spazio di riflessioni visive teoriche e pratiche sul gesto fotografico contemporaneo” e dal 2010 di “Archidiario”, archivio d’autore per parole e immagini.

Giulia Sgherri Studia “Media e Giornalismo” all’Università degli Studi di Firenze e contemporaneamente coltiva quella che è la sua passione fin dall’adolescenza: la fotografia. Frequenta il corso di “Fotogiornalismo” alla Fondazione Studio Marangoni, i corsi di camera oscura Deaphoto e numerosi workshop con fotografi e photoeditor. Nel giugno 2013 completa il percorso di studi in “Photo-editing e Ricerca Iconografica” presso l’istituto CFP Bauer di Milano. Dal 2013 è Photoeditor di Clic.hè Webmagazine di fotografia e realtà visuale edito da Deaphoto.

 

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