Novità sulla mostra di Gerry Johansson a Bologna

Novità sull’apertura di

Spazio Labo’ presenta:

GERRY JOHANSSON
AT HOME IN SWEDEN, GERMANY AND AMERICA

MOSTRA A CURA DI
LAURA DE MARCO, STEFANIA RÖSSL, MASSIMO SORDI

11 MARZO – 3 APRILE 2020

Spazio Labo’ | Photography

Strada Maggiore 29, Bologna

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A seguito delle ultime misure ministeriali che mirano al contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19 e che prevedono il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro durante gli eventi di qualsiasi natura, la mostra di Gerry Johansson sarà visitabile mercoledì 11 marzo secondo le modalità sottoelencate.

NOVITÀ

Anteprima mostra – Private View:

mercoledì 11 marzo, dalle ore 19.00 alle ore 21.30
Ingresso gratuito aperto a tutti con disponibilità limitata

> Prenotazione obbligatoria: https://bit.ly/2PMYeTN

NOVITÀ

Incontro con i curatori:

mercoledì 11 marzo, ore 18.00

Ingresso gratuito riservato ai soci di Spazio Labo’ con disponibilità limitata

> Prenotazione obbligatoria: link

L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook di Spazio Labo’: http://fb.me/spaziolabo

Dal 12 marzo, orari di apertura regolari:

da lunedì a venerdì, dalle 15 alle 18.30.

Ingresso gratuito senza obbligo di prenotazione

 

At home in Sweden, Germany and America è la mostra personale del fotografo svedese Gerry Johansson nata dalla collaborazione tra Spazio Labo’ e OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est di Castelfranco Veneto che, con i curatori Stefania Rössl e Massimo Sordi, si occupa di progetti di fotografia contemporanea con particolare attenzione al tema del paesaggio.

La mostra è una retrospettiva della celebre trilogia di libri Amerika (1998), Sverige (2005) e Deutschland (2012) che raccolgono fotografie realizzate da Johansson nel corso di svariati viaggi compiuti tra il 1993 e il 2018 in Svezia, Germania e America.
Oltre vent’anni di campagne fotografiche sul paesaggio americano, svedese e tedesco: paesaggi urbani e agricoli, città e piccoli centri urbani, poca presenza umana ma molte tracce dell’uomo. Uno sguardo sul paesaggio antropizzato che ricorda quello dello storico gruppo dei New topographics – da Lewis Baltz ai coniugi Becher per limitare le citazioni ai nomi più noti – a cui sicuramente Johansson si è ispirato all’inizio della sua carriera ma da cui successivamente si è mosso per costruire uno sguardo proprio, all’apparenza distaccato ma in cui l’occhio attento riscontra una certa intimità e una ricorrenza di temi e simbologie propri dell’autore svedese.

Nelle fotografia di Johansson l’uomo è traccia, è ciò che fa e che ha fatto, ciò che resta nel paesaggio. E il paesaggio è ovunque arrivi lo sguardo del fotografo, camminatore e osservatore attento a quel microcosmo di elementi che fanno la differenza una volta individuati e contenuti nel perimetro dell’immagine.
Ogni immagine vive di vita propria e chiede di essere letta nella sua individualità, svincolata da una narrazione rigida o premeditata. Ma allo stesso tempo Johansson tesse le fila di un discorso più ampio, ci riporta a casa ovunque ci troviamo, sia in Svezia, Germania o America. La sua casa, quella del suo sguardo.

Pur appartenendo a luoghi geograficamente distanti, le fotografie in mostra possiedono la capacità di restituire i frammenti di un universo che trova il modo di ricomporsi attraverso la dimensione autoriale del fotografo svedese.
Comparabili a molte realtà appartenenti al territorio italiano, le immagini presentate possiedono un valore iconico e invitano l’osservatore a decifrare, attraverso ogni singolo dettaglio, la visione d’insieme che avvicina al presente.

Il caratteristico uso del bianco e nero dai toni morbidi che, come un rituale, Johansson sviluppa e stampa rigorosamente in camera oscura, e la composizione precisa di ogni fotografia suggeriscono, nella loro combinazione, il superamento della dimensione soggettiva dell’immagine aperta ai molteplici aspetti del paesaggio contemporaneo.

Accanto alle fotografie la mostra presenta una selezione della produzione editoriale di Johansson che raccoglie, ad oggi, più di trenta volumi. In mostra saranno esposte anche fotografie finora inedite.
Inoltre, in occasione della mostra, sarà presentato il nuovo libro di Gerry Johansson “At home in Sweden, Germany and America”, pubblicato dall’editore svedese Tira books. Il volume contiene venti fotografie inedite tratte dalla trilogia Sverige, Deutschland e Amerika realizzate dall’autore tra il 1991 e il 2018.

La mostra è organizzata in collaborazione con OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est, Alma Mater Studiorum / Università di Bologna / Dipartimento di Architettura, Spazio HEA e Circolo Fotografico El Paveion di Castelfranco Veneto.

Gerry Johansson

Nato a Örebro in Svezia nel 1945, vive a Höganäs dal 1969. Si forma come grafico alla Scuola di Design e Artigianato di Göteborg in Svezia. Insieme a Yngve Neglin, Jan Olsheden e Werner Noll fonda nel 1972 la casa editrice Fyra Förläggare AB che lascerà per lavorare come fotografo indipendente. Ha pubblicato il suo primo libro, Fotografier, nel 1980 e due anni dopo il Moderna Museet di Stoccolma ha ospitato la sua prima mostra personale. Oggi il museo ospita oltre 40 sue stampe nella collezione permanente. Nel 1995 pubblica Amerikabilder. Fotografa su commissione per i progetti Japan Today nell’isola di Shikoku (1999) e Dronning Maud Land in Antartide, le cui immagini saranno esposte al Museum of Modern Art di Stoccolma nel 2003. Riceve una borsa di studio dall’Istituto Svedese per fotografare Tokyo nell’inverno del 2004. Il progetto Deutschland (Mack, 2012) chiude la trilogia iniziata con Amerika (1998) e Sverige (2005). Altre pubblicazioni più recenti come Antarktis (Libraryman, 2014), Tokyo (Only Photography, 2016) e American Winter (Mack, 2018) lo consacrano in ambito internazionale come uno dei più importanti fotografi contemporanei, con all’attivo oltre trenta pubblicazioni e mostre personali e collettive in tutto il mondo. È rappresentato da GunGallery di Stoccolma.

OMNE

Osservatorio Mobile Nord Est è un osservatorio che aiuta a guardare meglio il paesaggio, un contenitore di progetti mirati alla sensibilizzazione dell’ambiente attraverso la pratica del camminare. Promosso e finanziato dalla Città di Castelfranco Veneto / Assessorato all’Ambiente e alle Attività Produttive e dall’ULSS 2 Marca Trevigiana / Dipartimento di Prevenzione, il progetto vede la collaborazione dell’Università di Bologna, Dipartimento di Architettura.
Dal 2016 ad oggi OMNE ha organizzato residenze d’artista, camminate pubbliche, workshop, conferenze, mostre. Il volume OMNE /WORK 2016-2018 (Edizioni LetteraVentidue, 2018) che raccoglie i materiali dei primi tre anni di attività dell’Osservatorio, ha vinto i prestigiosi premi “Gold Prize” ( European Design Awards , categoria Cataloghi d’Arte, Varsavia 2019), il “Best of the Best” (Red Dot Design Award, Berlino 2019) ed è stato selezionato per il premio “Compasso d’oro”.
Nel 2019 ha partecipato alla realizzazione del primo Festival di Paesaggio P=S+N a Castelfranco Veneto organizzando le mostre di Gerry Johansson “At home in Sweden, Germany and America” e di Guido Guidi “In Veneto, 1984-89” con la pubblicazione dell’omonimo volume edito dall’editore inglese Mack.

SPAZIO LABO’ | PHOTOGRAPHY

Spazio Labo’ è un centro multifunzionale fondato nel 2010 a Bologna dedicato alla diffusione della cultura fotografica contemporanea.
Lo spazio ospita mostre ed eventi con fotografi e artisti visivi sia emergenti che affermati in campo internazionale, tra cui George Georgiou, Rob Hornstra, Mayumi Suzuki, Federico Clavarino, Mathieu Asselin, Larry Fink, Richard Renaldi, Alba Zari, e molti altri.
Spazio Labo’ è anche sede di una scuola di fotografia che ha l’obiettivo di formare i nuovi fruitori del linguaggio fotografico di domani attraverso dei percorsi di alta formazione con docenti di esperienza internazionale, tra cui Davide Monteleone, Mustafa Sabbagh, Silvia Camporesi, Mattia Zoppellaro, e molti altri.
Spazio Labo’ è fondato e diretto da Roberto Alfano e Laura De Marco e si trova all’interno di Palazzo Bonfioli Rossi, nel centro storico a Bologna in Strada Maggiore 29.

www.spaziolabo.it

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