bianco e nero

Perché il bianco e nero

Perché fotografare in bianco e nero e per di più usando la pellicola?

È chiaro che l’evoluzione tecnologica, in una parola, il digitale, offre degli indubbi vantaggi rispetto alla fotografia su pellicola: è possibile rivedere immediatamente l’immagine scattata, è possibile postprodurre l’immagine in modo decisamente più facile e intuitivo rispetto allo scatto su pellicola, che spesso non è neppure possibile postprodurre, tranne qualche passaggio in fase di stampa. Quando si scatta in bianco e nero, su pellicola, naturalmente, la postproduzione è pressoché nulla: è necessario quindi previsualizzare ogni scatto, prestare una grande attenzione all’esposizione e a tutti i parametri di scatto, scattare su pellicola in bianco e nero è la base della fotografia anche quella digitale a colori. Esattamente come per le Accademie di Belle Arti, si comincia lavorando a matita e/o a carboncino, ci si concentra sulle forme, sui chiaroscuri, si studia la luce e la conseguente ombra. Poi, nel tempo, si passa ad altri materiali, si arriva al colore, ma non senza essere passati, appunto, anche in pittura, e ancora oggi, dal disegno monocromatico.

Perché il bianco e nero su pellicola e non direttamente in digitale

Toyo su Gitzo macchina fotograficaUn file digitale, soprattutto un RAW, può essere postprodotto fino ad ottenere un’immagine monocromatica. E allora, di nuovo, perché non limitarsi a scattare in digitale, valutando per questo o quest’altro scatto se trasformarlo in un’immagine in bianco e nero?

È molto semplice: quando si scatta in bianco e nero si scatta in bianco e nero, è necessario quindi, prima dello scatto, la consapevolezza che i colori non verranno registrati ma trasformati in una estensione tonale di grigi, in questo modo si impara a visualizzare il soggetto direttamente in bianco e nero e di nuovo, ci si deve concentrare sui limiti imposti da questo genere fotografico, che non solo non registra il colore, ma impedisce la visualizzazione dello scatto fino a che la pellicola non verrà sviluppata.

Questo, è indubbio, comporta un differente approccio allo scatto, molto più consapevole, più maturo.

Una vera e propria scuola di vita della quale beneficia o beneficerà anche il rapporto con la fotografia digitale.

 


Gerardo Bonomo, giornalista, è stato redattore delle principali testate di tecnica fotografica italiana e docente di fotografia.
Si occupa di fotografia bianco e nero da oltre quarant’anni.
I suoi articoli sono disponibili sul portale www.gerardobonomo.it, i suoi video sul canale Youtube.