ECCO L’ANTEPRIMA DI ALCUNE MOSTRE

 

Dal 20 Aprile parte Photofestival, due mesi di mostre fotografiche diffuse negli spazi espositivi di Milano e dell’area metropolitana.

Un’edizione ricca di novità, in concomitanza con la prima Photo Week milanese.

La Città di Milano si prepara a ospitare uno degli appuntamenti artistici più rilevanti, quello che la trasformerà ancora una volta nella capitale della fotografiaDal 20 Aprile al 20 Giugno parte, infatti,Photofestival 2017, il circuito espositivo annuale dedicato alla fotografia d’autore promosso da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging.

Giunto alla 12a edizione, Photofestival consolida il ruolo di evento di assoluto rilievo nel panorama della proposta culturale milanese, capace di concentrare il meglio dell’offerta dedicata alla fotografia nell’arco di due mesi, con circa 130 mostre gratuite diffuse negli spazi espositivi della città e dell’hinterland.

MILANO VIVE DI IMMAGINI

Quest’anno la Primavera artistica milanese si arricchisce di una nuova importante iniziativa, la Photo Week(5/11 Giugno), la settimana della fotografia voluta dal Comune di Milano per allargare il ventaglio della proposta culturale di una Città che mira a essere sempre più attrattiva sul fronte internazionale.

Le mostre di Photofestival contribuiranno a valorizzare il programma della Photo Week milanese, e in tale concomitanza il Comitato organizzatore ha voluto dedicare questa edizione proprio a Milano, con un titolo – “Realtà e futuro. Da Milano al mondo” – che intende dare risalto all’appeal di una città sempre più ricca di creatività e di energia, aperta al cambiamento, alla voglia di sperimentare e di innovare.

UN PROGETTO SEMPRE PIU’ DIFFUSO E INTERNAZIONALE

Confermando la consueta efficace formula – contenitore di iniziative già programmate dalle gallerie che aderiscono al circuito e produttore di numerose esposizioni – l’obiettivo che AIF si è posta per questa e per le future edizioni di Photofestival è di rafforzare l’intento divulgativo del progetto, fornendo un respiro ancora più ampio.

Nel quadro dell’accresciuta capacità attrattiva di Milano dal punto di vista turistico e culturale, Photofestivalmira a coinvolgere nuove realtà, per garantire la diffusione nei più diversi spazi espositivi dell’intera città metropolitana. Un ruolo centrale sarà riservato come di consueto ai “Palazzi della Fotografia”, i palazzi storici di Milano destinati a ospitare alcune mostre fotografiche: Palazzo Giureconsulti e Palazzo Turati dal 15 al 30 maggioPalazzo Bovara e Palazzo Castiglioni dal 5 al 14 giugno.

Il catalogo di Photofestival 2017 sarà realizzato per la prima volta in versione bilingue italiano/inglese e sarà distribuito in tutte le sedi espositive e nei luoghi più significativi della città per intercettare l’interesse del pubblico più ampio e internazionale.

Il programma dell’evento, che includerà anche un calendario di conferenze, incontri, dibattiti e proiezioni, sarà disponibile su milanophotofestival.it

Qui di seguito, in ordine alfabetico, l’elenco aggiornato al 2 marzo 2017 delle mostre e delle iniziative. A breve pubblicheremo l’elenco completo: si aggiungeranno infatti altre mostre e iniziative.

 

ACQUARIO CIVICO DI MILANO

Mauro Mariani -Orange

AA.VV.

Maresopra/maresotto

a cura di/curated by Giovanni Pelloso, Elisabetta Polezzo e Manuela Accinno

26 maggio/25 giugno

Inaugurazione/Inauguration 25 maggio h 18.30

Acquario Civico di Milano

Viale Gadio 2 – 02.88445392

martedì-domenica/from Tuesday to Sunday 9.30-17.30

www.acquariocivico.eu

[email protected]

 

Come arrivare/ How to get there:

MM2 Lanza – Tram 4, 12, 14 – Bus  45, 57

 

Maresopra/Maresotto mette a confronto attraverso forme, colori, impressioni e movimenti quello che succede sopra e sotto, dentro e fuori dall’acqua.

L’acqua, qui come nella vita, è il punto di partenza e insieme il percorso stesso. I fotografi hanno concentrato la loro ricerca sull’ambiguità del mare, il suo essere terra di confine, dimensione onirica e contenitore di sogni e diversità.

 

Abovethesea/underthesea compares  what  goes  on  above  and  below,  within  and outside of water through forms, colours, impressions and movements. The  water, in this   context   as   in   life,   is   both   the   starting   point   and   the   journey   itself.   The photographers have focused their research on the ambiguity of the sea, on its being a borderland, a fantastical dimension, a container of dreams and diversity.

 

ASSOCIAZIONE APRITI CIELO!

Federico Visconti – Riflessioni

Federico M. Visconti

Riflessioni

a cura di/curated by Zina Borgini

5/17 maggio

Inaugurazione/Inauguration 5 maggio h 19.30

Associazione Apriti Cielo!

Via Spallanzani 16 – 02.99203159

martedì-domenica/from Tuesday to Sunday 18.30-20

www.apriti-cielo.it

http://federicovisconti.jimdo.com

[email protected]

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM1 Porta Venezia – Passante ferroviario Porta Venezia – Tram 9

Le Riflessioni di Visconti sono un viaggio fisico nella natura lombarda che si trasforma in un viaggio nella mente dalle connotazioni fiabesche. Con un poetico bianco e nero il fotografo si sofferma su specchi d’acqua, tronchi, foglie, vegetazione. L’attenzione si sposta così dalla realtà all’immaginazione, facendo sì che i soggetti si trasformino, si dissolvano e si perdano nel tempo e nello spazio.

Visconti’s Reflections is a physical journey in Lombardy’s natural landscape, that becomes a journey of fairy-tale connotations into the mind. Using poetic black-and-white, the photographer focuses on the surface of water, tree-trunks, leaves, vegetation. The focus thus shifts from reality to imagination, ensuring that subjects are transformed, are dissolved as they get lost in time and space.

 

ARTESPRESSIONE

Luca Centola Foto Platino

Luca Centola

Appunti post apocalittici

a cura di/curated by Matteo Pacini

20 aprile/6 maggio

Inaugurazione/Inauguration 20 aprile h 18.30

Artespressione

Via della Palla 3 – 329.9648086

martedì-sabato/from Tuesday  to Saturday   12.20

www.artespressione.com

artespressione @gmail.com

 

Come arrivare/How to get there: MM1/MM3 Duomo, MM3 Missori – Tram 2, 3, 14, 24

Qui si lascia la mera estetica del paesaggio industriale abbandonato per spostarsi verso l’analisi sociologica. Centola pone quesiti su scelte che hanno portato a un presente dove l’uomo è ormai assente, i macchinari distrutti, il paesaggio trasformato, l’umanità fondata sul lavoro illusa. La fotografia è testimone di luoghi dove la presenza umana è nascosta dall’abbandono. Gli appunti fotografici dell’universo post apocalittico industriale sono realizzati con la tecnica di stampa al platino e palladio, punto d’arrivo massimo della fotografia in bianco e nero.

We hereby leave the mere aesthetics of the abandoned industrial landscape to move towards sociological analysis. Centola raises questions about the choices that have led to a present where man is absent, the equipment  is destroyed, the landscape is transformed, and humanity founded on work is deluded. Photography is a witness to places where human presence is hidden by the abandonment. The photographic notations on the post-apocalyptic industrial universe are made with  platinum and palladium printing, the apex of black-and-white photography.

 

BOOKSHOP FRANCO ANGELI

Stefano Barattini

Stefano Barattini

Portraits of Dust

21 aprile/18 maggio

Inaugurazione/Inauguration 21 aprile h 18

Bookshop Franco Angeli

Viale dell’Innovazione-Piazza della Trivulziana – 02.64100624

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday  8.30-18.30, sabato/ Saturday   9-13

www.francoangeli.it/bookshopbicocca/home.asp

[email protected]

Come arrivare/How to get there:  Tram 7

Lo spazio deserto nel suo insieme, visto da lontano; poi sempre più vicino sino ad arrivare a connotare l’abbandono attraverso singoli oggetti e dettagli. Questo è il lavoro di Stefano Barattini, affascinato dai luoghi abbandonati, sorpassati dalla vita, nei cui angoli cerca di dare luce agli elementi, agli oggetti alle composizioni che, nonostante il passare del tempo, sono rimasti. Grazie a un percorso per immagini sapientemente costruito, l’osservatore è in grado di concentrarsi su composizione, luce e soggetto senza però identificare la specificità del luogo.

The desert area as a whole, seen from afar; then closer and closer until the sense of abandonment is connoted through individual objects and then through details. This is the work of Stefano Barattini, fascinated by abandoned places, now overlooked by life, in the corners of which he tries to give light to those elements, objects, compositions that, despite the passage of time, have therein remained. Thanks to a cleverly built pathway of images, the viewer is able to concentrate on composition, light and subject matter without identifying the specific nature of the place.

 

BOOKSHOP BICOCCA 2

Gruppo Manicomio Fotografico Urbex Soul

BOOKSHOP FRANCO ANGELI

Gruppo Manicomio Fotografico Urbex Soul

PACHAMAMA. La natura riprende i suoi spazi

a cura di/curated by Manicomio Fotografico Urbex Soul

19 maggio/17 giugno

Inaugurazione/Inauguration 19 maggio h 18

Bookshop Franco Angeli

Viale dell’Innovazione-Piazza della Trivulziana – 02.64100624

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday  8.30-18.30, sabato/ Saturday   9-13

www.francoangeli.it/bookshopbicocca/home.asp

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: Tram 7

L’abbandono rivisitato in chiave ecologista, l’uomo che è solo di passaggio, il vuoto che si riempie. I luoghi abbandonati dall’uomo sono il terreno di indagine dei fotografi che però non si concentrano sugli spazi in sé, bensì sui vuoti che lentamente vengono riconquistati dalla natura. Il titolo della mostra è esemplificativo: Pachamama è il nome che gli Incas davano alla Madre Terra, divinità prospera e benevola in grado di mostrare al contempo un volto crudele e la caparbietà di riprendersi ciò che le appartiene.

Dereliction revisited in an ecological key, the man who is just passing through, the void which is filled. Places abandoned by man are the ground for the photographers’ investigation, though the focus is not on the spaces themselves, but on the emptiness that is slowly being reconquered by nature. The title of the exhibition is telling: Pachamama is the name that the Incas gave to Mother Earth, bountiful and benevolent deity capable at the same time of showing a cruel side and the wilfulness to take back that which belongs to it.

 

ChiAmaMilano 1

Alberto Dubini – Centro-Civico-Via-Oglio-18-Milano

Alberto Dubini

WCvic Milano – 2011/2017

a cura di/curated by Roberto Mutti

29 maggio/10 giugno

Inaugurazione/Inauguration 29 maggio h 18

Negozio Civico ChiAmaMilano

Via laghetto 2 – 02.76394142

lunedì- venerdì/from Monday  to Friday 10-20, sabato/Saturday   12-20

www.chiamamilano.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM1 San Babila/Duomo, MM3 Missori/Duomo – Tram 12, 15, 23, 27 – Bus 54, 60, 73, 77, 84, 94

 

Non di solo dadaismo è fatta la ricerca artistica che trova nei bagni (e negli oggetti che li compongono) la sua espressione. Alternando curiosità, ironia e un pizzico di antropologia sociale, il reportage di Alberto Dubini ha come territorio di ricerca i bagni pubblici milanesi: il loro aspetto, come vengono gestiti, ma soprattutto i messaggi creativi e le azzardate istruzioni compongono un mondo a parte tutto da esplorare.

The artistic research that finds its expression in bathrooms (and in the objects that compose them) is not only of Dadaism made. Alternating curiosity, humour and a dash of social anthropology, Alberto Dubini’s reportage sets Milanese public bathrooms as its area of research: how they look, how they are managed, but most of all the creative messages and daring instructions, form a world apart waiting to be explored.

 

CHIAMAMILANO 2

 

Maja Galli-Cuba

Maja Galli

Cuba senza tempo

12/24  giugno

Inaugurazione/Inauguration: 15 giugno h 18

Negozio Civico ChiAmaMilano

Via laghetto 2 – Tel. 02.76394142

lunedì-venerdì/from X to 10-20, sabato/ Saturday12-20

mcubephoto.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM3 Missori/Duomo, MM1 San Babila/Duomo, Tram 12, 15, 23, 27, Autobus 54, 60, 73, 77, 84, 94

 

La prima volta che gli occhi si aprono su Cuba è inevitabile soffermarsi su quelle caratteristiche note universalmente: le auto americane degli anni Cinquanta, i colori, il ballo, la natura selvaggia e maestosa, i sigari e le vecchie insegne. Eppure nulla è così sorprendente come ritrovare famigliarità con la melodia di questi luoghi lontani nel tempo e nello spazio. Il reportage di Maja Galli fa risuonare ancora una volta quella musica: una musica di cui si conosce la melodia ma che sorprende sempre con le sue parole.

The first time the eyes open on Cuba it is inevitable to dwell on those characteristics that are universally renowned: the American ’50s cars, the colours, the dance, the wild and majestic natural landscape, the cigars and the old signboards. Yet nothing is as surprising as finding the melody of these places, so distant in time and space, familiar. The report by Maja Galli makes that music resound once again: a music for which the melody is known but that always surprises with its words.

 

CILAB FINE ART LAB PRINT&GALLERY 1

Rentao Rognoni

Renato Rognoni

Myanmar (Birmania) preghiera, mitezza, tenacia

a cura di/curated by Cilab Fine Art Lab Print&Gallery

20 aprile/3 maggio

Inaugurazione/Inauguration 20 aprile h 18.30-20

Cilab Fine Art Lab Print&Gallery

Viale Toscana 13 – 02.94556500

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday 9-18.30, sabato/ Saturday 9-13

www.cilab-digi.com

info @cilab-digi.com

 

Come arrivare/How to get there:

MM3 Lodi – Tram 24 – Bus 90/91

 

Preghiera, mitezza e tenacia sono la triade perfetta per descrivere il popolo birmano. Un popolo povero, ma di grande spiritualità, che copre d’oro i suoi templi e i suoi Buddha. Mite, forte e strenuo nel portare avanti il vessillo di libertà e democrazia. Tenace nel sostenere la donna simbolo del popolo, Aung San SuuKyi, premio Nobel per la pace. Un reportage di fotografie di persone, sguardi, luoghi e sentimenti.

Prayer, meekness and tenacity are the perfect triad to describe the people of Burma. People who are poor but possess great spirituality, who cover in gold their temples and their Buddha. Meek, strong and courageous in carrying forth the banner of freedom and democracy. Tenacious in supporting the woman who is their symbol, Nobel Peace Prize Laureate Aung San SuuKyi. A photographic reportage of people, glances, places and feelings.

 

CILAB FINE ART LAB PRINT&GALLERY 2

Loredana Celano, Angelo Antronaco

Una giornata all’Accademia di Belle Arti di Venezia

a cura di/curated by Cilab Fine Art Lab Print&Gallery

 

4/17 maggio

Inaugurazione/Inauguration 4 maggio h 18.30-20

 

Cilab Fine Art Lab Print&Gallery

Viale Toscana 13 – 02.94556500

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday 9-18.30, sabato/ Saturday 9-13

www.cilab-digi.com

info @cilab-digi.com

 

Come arrivare/How to get there:

MM3 Lodi – Tram 24 – Bus 90/91

 

8000 metri quadri della Serenissima, là dove un tempo sorgeva l’Ospedale degli Incurabili, oggi sono calpestati da ragazzi e docenti provenienti da tutto il mondo, persone dedite alle principali forme d’arte: è l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Celano e Antronaco per un giorno hanno esplorato fotograficamente l’Accademia permettendo così all’osservatore di entrare in un mondo dove scultura, pittura, grafica, scenografia e arte manuale prendono vita quotidianamente.

8000 square meters of the Serenissima, where once stood the Hospital of the Incurables, are today trodden upon by students and teachers from all over the world; people dedicated to the major art forms: it is the Academy of Fine Arts in Venice. Celano and Antronaco explored the Academy photographically for one day, allowing the viewer to enter a world where sculpture, painting, graphics, scenography and handcrafts come to life on a daily basis.

 

CILAB FINE ART LAB PRINT&GALLERY 3

Stefano Vitozzi

Stefano Vitozzi Comis

Da Jackson a Chicago, un viaggio musicale lungo il Delta  del Mississippi, fotografando il BLUES

a cura di/curated by Cilab Fine Art Lab Print&Gallery

18 maggio/1 giugno

Inaugurazione/Inauguration 18 maggio h 18.30-20

Cilab Fine Art Lab Print&Gallery

Viale Toscana 13 – 02.94556500

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday 9-18.30, sabato/ Saturday 9-13

www.cilab-digi.com

info @cilab-digi.com

 

Come arrivare/How to get there:

MM3 Lodi – Tram 24 – Bus 90/91

 

Un reportage che corre veloce lungo il Mississippi River, sconfinando in Arkansas e passando dal Tennesse per arrivare a Chicago. È il viaggio nelle terre che hanno fatto nascere il blues: terre di piantagioni di cotone e di povera gente, perché il blues è la musica delle vite tribolate e di ciò che si vorrebbe ma non si possiede. Eppure è anche speranza: per quanto poco si ha, molto si può ottenere, il blues è colore e vita. Il sound, l’atmosfera e il ritmo trovano immagine in questo reportage di viaggio, storia e musica.

A reportage that runs fast along the Mississippi River, crossing the border into Arkansas, and passing through Tennessee to get to Chicago. It is a journey in the lands that gave birth to the blues: lands of cotton plantations and poor people, because the blues is the music of troubled lives, of what is desired but not owned. Yet it is also hope: for however little one has, a lot can be achieved; the blues is colour and life. The sound, the atmosphere and the rhythm find form in this reportage of travel, history and music

 

Civica Fototeca Città di Sesto San Giovanni “Tranquillo Casiraghi” – Galleria FIAF 1

Copyright Marco Urso

Sabrina Broetto, Silvano Monchi

La montagna del giardino nero

29 aprile/20 maggio

Inaugurazione/Inauguration 29 aprile h 17

Civica Fototeca Città di Sesto San Giovanni “Tranquillo Casiraghi” – Galleria FIAF

Villa Visconti d’Aragona, Via Dante 6 –. 02.24968810-8800

martedì-venerdì/from Tuesday  to Friday   10.30-18 , sabato/Saturday   10.30-17.45

www.sestosg.net

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM1 Sesto Rondò

Karabakh è una parola di origine turca e persiana che significa “giardino nero”. Nagorno è una parola russa che significa “montagna”. La montagna del giardino nero è un lembo di terra caucasica amato dagli armeni, conteso dall’Azerbaijan, dimenticato dal resto del mondo, e campo di battaglia da oltre vent’anni. Un reportage puro che cerca di dare parola, ma soprattutto immagine e forma, a uno stato fatto di persone vere ma sconosciuto ai più.

Karabakh is a word of Turkish and Persian origin which means “black garden”. Nagorny is a Russian word meaning “mountain.” The Mountainous Black Garden is a Caucasian land strip popular amongst Armenians, disputed by Azerbaijan, forgotten by the rest of the world, and a battlefield for over twenty years. A pure reportage that seeks to give a voice, but above all image and form, to a state made up of real people but unknown to most.

 

Civica Fototeca Città di Sesto San Giovanni “Tranquillo Casiraghi” – Galleria FIAF 2

La montagna del giardino nero

Marco Urso

La mia Wildlife: fotografia naturalistica in quattro continenti

27 maggio/17 giugno

Inaugurazione/Inauguration 27 maggio h 17

Civica Fototeca Città di Sesto San Giovanni “Tranquillo Casiraghi” – Galleria FIAF

Villa Visconti d’Aragona, Via Dante 6 –. 02.24968810-8800

martedì-venerdì/from Tuesday  to Friday 10.30-18, sabato/ Saturday  10.30-17.45

www.sestosg.net

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM1 Sesto Rondò

 

Marco Urso, fotografo naturalista di fama internazionale, nel suo reportage ci mostra quanto gli animali selvaggi, presi nei loro habitat nei più diversi continenti, possano essere nella loro spontaneità buffi, ironici, quasi rassomiglianti agli esseri umani in certi gesti. Comunque bellissimi e maestosi.

Marco Urso, internationally renowned naturalist photographer, shows us through his reportage how wild animals, captured within their habitats in disparate continents, can, in their spontaneity, be funny, ironic, almost resembling humans in certain gestures. Yet nonetheless beautiful and majestic.

 

EXPOWALL 1

Betty Page

Paula Klaw

Scabrosa e sorridente Betty

a cura di/curated by Maurizio e Filippo Rebuzzini

11/27 maggio

Inaugurazione/Inauguration 11 maggio h 18

Expowall

Via Curtatone 4 – 393.8759532

martedì-sabato/from Tuesday  to Saturday 10-18 e su appuntamento/and by appointment

www.expowallgallery.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM3 Crocetta – Tram 9, 16

 

Betty Page oggi è culto, musa ammirata e ispiratrice della fortunata rinascita dell’arte del burlesque e della seduzione. Ieri le fotografie di Paula Klaw sconfinavano con la pornografia, erano la rappresentazione su carta dei B-Movie. Lo sguardo dell’osservatore contemporaneo può così cogliere contemporaneamente passato e presente, intenzione scabrosa di ieri e piacevole sollazzo di oggi. Una mostra di fotografie in bianco e nero che ha per protagonista il simbolo di moda (succinta), costume e società messi a confronto.

Today, Betty Page is a cult figure, admired and inspiring muse of the successful revival of the art of burlesque and seduction. Yesterday, the photographs of Paula Klaw bordered on pornography, and were the paper representation of the B-Movies. The contemporary viewer’s eye may thus grasp at the same time past and present, yesterday’s salacious intentions and today’s pleasant solace. An exhibition of photographs in black and white, which stars the (succinctly clad) fashion symbol, comparing customs and society.

 

EXPOWALL 2

Ottavio Maledusi

Ottavio Maledusi

Amici Miei

a cura di/curated by Filippo Rebuzzini

13 giugno/1 luglio

Inaugurazione/Inauguration 15 giugno h 18

Expowall

Via Curtatone 4 – 393.8759532

martedì-sabato/from Tuesday  to Saturday 10-18 e su appuntamento/and by appointment

www.expowallgallery.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM3 Crocetta – Tram 9, 16

 

Uno, nessuno e centomila sono gli amici, i professionisti e i personaggi che Ottavio Maledusi incontra nella sua attività di fotografo. Moltiplicati, riposizionati, descritti, indagati: i soggetti sono scomposti in una moltitudine di aspetti della quotidianità e infine riuniti, con una visione d’insieme, in un’unica inquadratura. Un gioco, un omaggio, una (s)composizione di personalità della fotografia italiana nella quale il fotografo gioca con simultaneità e ironica creatività.

One, no one and one hundred thousand are the friends, professionals and characters that Ottavio Maledusi encounters in his work as a photographer. Multiplied, repositioned, described, investigated: the subjects are broken down into a multitude of aspects of everyday life and finally reunited, with an overarching view, in a single frame. A game, a tribute, a (de)structurning of the big personalities of Italian photography, in which the photographer has fun with the concept of simultaneity and quirky creativity.

 

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA

Seydou Keita – Collezione Bifulco

AA.VV

Il cacciatore bianco/The white hunter

Memorie e rappresentazioni africane

a cura di/curated by Marco Scotini

fino al 3 giugno

FM Centro per l’Arte Contemporanea

Via Piranesi 10 – 02.73981

mercoledì-sabato/from Wednesday to Saturday 14-19.30

www.fmcca.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: Passante ferroviario P.ta Vittoria – Tram 12, 27 – Bus 45, 73, 90, 91, 93

 

Se il panorama letterario contemporaneo africano è vivace, non da meno è l’attenzione che si rivolge all’aspetto artistico. 40 artisti, e più di 120 opere, creano un dialogo tra arte contemporanea e arte antica tradizionale, tra rappresentazione della memoria e della contemporaneità. Con richiami ai tentativi di riscrittura e rilettura di storia coloniale, Il cacciatore bianco dà spazio all’interesse culturale che sta travolgendo il continente africano. Tra i lavori in mostra, le opere di Seydou Keita e Malick Sidibé, considerati i padri della fotografia africana.

If the contemporary African literary scene is lively, not least is the attention dedicated to the artistic aspect. 40 artists, and more than 120 works, create a dialogue between contemporary art and  ancient traditional art, between the representation of memory and contemporaneity. With references to the attempts to rewrite and re-read colonial history, The White Hunter gives space to the interest in culture that is sweeping the African continent. Among the works on display are pieces by Seydou Keita and Malick Sidibé, considered the fathers of African photography.

 

FOTO OTTICA GIOVENZANA 1

Emilio Senesi

Emilio Senesi

Insalata Milanese

20 aprile/20 maggio

Inaugurazione/Inauguration 22 aprile h 17

Foto Ottica Giovenzana

Via Fontana 25 – Tel. 02.55199510

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 10.30-12.30 /16.30-19.30

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

Tram 9, 12, 23, 27 – Bus 60, 73

 

Se è vero che una parte di Milano svetta verso l’alto con le sue architetture, ce n’è un’altra più dimessa: è la Milano degli orti urbani, angoli cittadini nascosti in cui le persone si riuniscono con l’intento di imparare dalla terra, di fare comunità intorno al ritmo lento delle stagioni e di riscoprire il silenzio, l’attesa e il tempo della festa. Senesi immortala questi esperimenti, mai troppo sopiti, in cui il focus è sui rapporti tra persone e tra persone e natura.

While a part of Milan soars upwards with its architecture, there is another one that is more down-to-earth: it is the Milan of urban gardens, hidden corners of the city where people come together with the intent of learning from the earth, of forging communities around the slow rhythm of the seasons, of rediscovering silence, waiting and the time to celebrate. Siena immortalizes these never-too-dormant experiments, the focus of which are the relationships between people and between people and nature.

 

FOTO OTTICA GIOVENZANA 2

Roberto Salvatore Sirchia

Roberto Salvatore Sirchia

Black&White per Giovenzana

20 maggio/20 giugno

Inaugurazione/Inauguration 20 maggio h 18

Foto Ottica Giovenzana

Via Fontana 25 – Tel. 02.55199510

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 10.30-12.30 /16.30-19.30

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

Tram 9, 12, 23, 27 – Bus 60, 73

 

Una mostra dedicata alla memoria di Giuseppe Giovenzana. L’uomo e la strada. O meglio, l’uomo sulla strada è il vero soggetto di una ricerca fotografica che Sirchia, da tanti anni e in tanti luoghi d’Italia e del mondo, sta conducendo. Con il suo “rettangolo luminoso” Sirchia coglie la meraviglia del quotidiano, la spontaneità dell’uomo colto negli spazi cittadini intento a vivere e a viverli. Un reportage di stile classico e quindi immortale.

An exhibition dedicated to the memory of Giuseppe Giovenzana. The man and the street. Or rather, the man on the street is the true subject of the photographic research that Sirchia has been conducting for many years and in so many places both in Italy and the world. With his “bright rectangle” Sirchia captures the wonder of the everyday, the spontaneity of man caught in city spaces, intent on living and living them. A reportage in classical, and thus immortal, style.

 

HARLEM ROOM

Gianluca Bianco

Gian Luca Bianco

M’bilico

a cura di/curated by Ilaria Despina Bozzi e Adelaide Santambrogio

21 aprile/12 maggio

Inaugurazione/Inauguration 20 aprile h 18

Harlem Room

Via di Porta Tenaglia 1 – 02.878448

martedì-venerdì/from Tuesday  to Friday 11-18

www.harlemroom.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:  MM2 Moscova

 

Un progetto fotografico che si colloca temporalmente da agosto 2016 a gennaio 2017, e geograficamente in Italia centrale.

Il tema della precarietà, affrontato in seguito al sisma che ha colpito le regioni centrali italiane, è l’oggetto di ricerca di Bianco che insieme a Giandomenico Troiano ha viaggiato nelle regioni colpite dal terremoto. Restituire corpo e immagine alle terre sconquassate fa sì che si riesca a percepire la naturale essenza del pianeta: una creatura vivente che si muove e respira.

A photographic project that takes place temporally from August 2016 to January 2017, and geographically in central Italy.

The theme of precariousness, faced in the aftermath of the earthquake that struck the central Italian regions, is the object of the research conducted by Bianco, who, along with Giandomenico Troiano, has travelled in the areas affected by the seism. Giving new body and image to the shattered lands means that we can perceive the essential nature of the planet: a living creature that moves and breathes.

 

IIF WALL

Sara El Beshbichi

Sara El Beshbichi

Mater

a cura di/curated by Istituto Italiano di Fotografia

3/31 maggio

Inaugurazione/Inauguration: 3 maggio h 18

IIF WALL

Via Enrico Caviglia 3  – 02.58107623/02.58105598

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday   9-19

www.istitutoitalianodifotografia.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM3 Corvetto – Bus 34, 77, 95

 

Mutuando il linguaggio dall’arte caravaggesca e dal classicismo, affrontando il tema archetipico della madre come essere universale, Sara El Beshbichi elimina ogni vergogna dalla figura femminile e, rappresentandola in quanto armonico contenitore e portatrice di vita, la trasforma e sublima in un’immagine, un simbolo di vita che è e sarà. Una serie fotografica pulita, classica nello stile e nella concezione.

Borrowing language from the art of Caravaggio and from Classicism, addressing the issue of the archetypal mother as a universal being, Sara El Beshbichi removes all shame from the female form and, representing it as harmonious container and bearer of life, transforms and sublimates it into an image, a symbol of life that is and will be. A clean photographic series, classical in style and conception.

 

LA CASA DI VETRO

Toledo Spagna-1936

AA.VV. Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivio General de la Administración

ASSEDIO A MADRID 1936-1939, La Guerra Civile Spagnola nelle immagini dell’“Archivo Fotográfico de La Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”

a cura di/curated by Alessandro Luigi Perna

fino al 27 maggio

 

La Casa di Vetro 1

Via Luisa Sanfelice 3 – 02.55019565

lunedì-sabato /from Monday  to Saturday 15-19.30, giovedì/ Thursday 15.30-18

 

www.lacasadivetro.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM3 Lodi – Passante ferroviario P.ta Vittoria – Tram 12 – Bus 66, 84, 90, 91, 92, 93

 

Prosegue il progetto “History&Photography” attraverso il quale si possono rileggere pagine di storia raccontate dai fotografi che quelle pagine hanno scritto. Siamo a Madrid, 80 anni fa: la ribellione dell’esercito di Franco, la mobilitazione popolare in difesa della capitale, i bombardamenti, le sofferenze, il ruolo delle donne, la vita al fronte, la campagna di alfabetizzazione delle truppe. Scatti firmati Manuel Albero e Francisco Segovia che nel 1930 fondarono l’agenzia fotografica Albero y Segovia Informaciòn Gràfica.

The “History & Photography” project, through which we can re-read the pages of history as told by the photographers who themselves wrote those pages, continues. We are in Madrid, 80 years ago: the rebellion of Franco’s army, the popular mobilization in defense of the capital, the bombings, the suffering, the role of women, life at the front, the campaign for literacy for the troops. Frames authored by Manuel Tree and Francisco Segovia, who in 1930 founded the photography agency Albero y Segovia Informaciòn Gràfica.

 

La Casa di Vetro 2

Paolo Dalprato

Paolo Dalprato

Paolo Dalprato. Metallo vivo

a cura di/curated by Alessandro Luigi Perna

fino al 13 maggio

La Casa di Vetro

Via Luisa Sanfelice 3 – 02.55019565

lunedì-sabato /from Monday  to Saturday 15-19.30, giovedì/ Thursday 15.30-18

www.lacasadivetro.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM3 Lodi – Passante ferroviario P.ta Vittoria – Tram 12 – Bus 66, 84, 90, 91, 92, 93

 

Metallo Vivo è un progetto fotografico che rende il metallo un elemento vitale e autonomo, osservato in profondità, rappresentato nella sua essenza e nella forma, invece che nella sua funzione. Lasciata da parte la sua oggettività, nei trenta scatti in bianco e nero che lo rappresentano il metallo perde identità e ritrova forma artistica nuova e autonoma.

Live Metal is a photographic project that renders metal a vital and independent element, viewed in depth, represented in its essence and form rather than in its function. Leaving aside its status as an object in the thirty black-and-white frames that represent it, metal loses its identity and finds new and autonomous artistic form.

 

MANIFIESTO BLANCO

Eduardo Alcivar Núñez

Eduardo Alcivar Núñez

Yume no chimata/Il crocevia dei sogni

13 maggio/17 giugno

Inaugurazione/Inauguration 12 maggio h 19

Manifiesto Blanco

Via Benedetto Marcello 46 – 389.5693638

martedì-sabato/from Tuesday  to Saturday 16-19

www.manifestoblanco.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM1 Lima, MM2 Caiazzo – Tram 1 – Bus 60, 92

 

Ci sono paesi dalla doppia esistenza: quella reale e fruibile e quella immaginata nella sfera del pensiero. Il Crocevia dei Sogni (in giapponese Yume no chimata) è il punto preciso in cui le due esistenze si incrociano. Il fotografo, durante un viaggio in Giappone, ha provato a restituire il sovrapporsi e il coesistere delle due dimensioni; lo fa alternando il sontuoso bianco e nero delle pellicole Ilford ai toni tenui delle polaroid, riuscendo così a rappresentare le molteplici espressioni del mondo giapponese e le corrispondenti percezioni che ne abbiamo.

There are countries with a dual existence: the real and accessible one and that imagined in the sphere of thought. The Crossroads of Dreams (Yume no chimata in Japanese) is the point at which the two intersect. The photographer, during a trip to Japan, tries to render the overlapping and coexisting of the two dimensions; he does so by alternating between the sumptuous black-and-white of the Ilford films and the muted tones of Polaroid, managing thus to represent the multiple expressions of the Japanese world and the corresponding perceptions that we have of it.

 

MEDIATECA SANTA TERESA

Santa Teresa

Lara di Leo, Pietro Alfano

The dance of the living stones

a cura di/curated by Angelo De Grande e Ciro Salinitro

15/25 maggio

Inaugurazione/Inauguration 15 maggio h 18

Mediateca Santa Teresa

Via  della Moscova 28 – 02.366159

lunedì, mercoledì, venerdì/ Monday, Wednesday, Friday 9.30-13.30, martedì e giovedì/ Tuesday and Thursday  9.30-18.10

www.thedanceofthelivingstones.it

www.sudestasicontemporanea.com

www.mediabrera.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM2 Moscova, MM3 Turati – Bus 94

 

In un gioco di corrispondenze le arti dialogano grazie (anche) alla fotografia: danza contemporanea, performance, land art e teatro diventano opera d’arte totale. Partendo da un reportage su un videoclip, Di Leo e Alfano realizzano una performance dove i ballerini, vitalità pura, danzano sullo sfondo del Cretto di Burri, statica e colossale memoria incisa sul territorio. L’attimo congelato nella sua tragicità e fissato sul paesaggio da Burri viene riportato in vita e reso movimento dai ballerini il cui corpo richiama i colori della terra.

 

In a game of correspondence the arts dialogue thanks (also) to photography: contemporary dance, performance, land art and theater become a holistic work of art. Starting with a reportage on a video clip, Di Leo and Alfano create a performance where the dancers, with pure vitality, exhibit themselves with the Cretto di Burri (“The Great Cretto“), a static and colossal memorial emblazoned on the territory, as a backdrop. The moment, frozen in its tragedy and affixed onto the landscape by Burri, is brought back to life and made into movement by the dancers, whose body recalls the colors of the earth.

 

OSART GALLERY

Letà media di A 1973-1974 Fotografie e scrittura a china Courtesy Osart Gallery

Vincenzo Agnetti

Oltre il linguaggio

a cura di/curated by Bruno Corà e Daniela Palazzoli

fino al 27 maggio

Osart Gallery

Corso Plebisciti 12 – 02.5513826

martedì-sabato/from Tuesday  to Saturday 10-13/14.30-19

www.osartgallery.com

info @osartgallery.com

 

Come arrivare/How to get there: Bus 54, 61

 

Vincenzo Agnetti, anticipatore dell’arte concettuale, viene indagato attraverso una serie di lavori datati 1973-76. Diverse le opere selezionate ed esposte, che mostrano in unicum la poetica espressiva dell’artista, caratterizzata da una profonda riflessione nella quale non manca il tema archetipico del tempus fugit.

Vincenzo Agnetti, forerunner of conceptual art, is investigated through a series of works dated 1973-76. Several works are selected and displayed, showing, in unison, the artist’s poetic expression, characterized by a deep reflection in which one cannot miss the archetypal theme of tempus fugit.

 

QUINTOCORTILE

Cattaneo Cipparrone Ferrando Locatelli

Enrico Cattaneo, Luigi Cipparrone, Mavi Ferrando, Ugo Locatelli

Sottese attese

a cura di/curated by Maria Rosa Pividori, Donatella Airoldi

15/31 maggio

Inaugurazione/Inauguration 15 maggio h 18

Quintocortile

Viale Bligny 42 – 338.8007617

martedì-venerdì/from Tuesday  to Friday   17-19 e su appuntamento/and by appointment

www.facebook.com/quintocortile

quintocortileiscali.it

 

Come arrivare/How to get there: Tram 9, 14, 15

 

La mostra riunisce, all’interno della vivace cornice di Bligny 42, quattro artisti capaci di fermare in uno scatto il qui e l’altrove. Le “aeralità” astratte di Locatelli, le “ubicazioni” archeo-ambientali di Ferrando, le fantasmatiche presenze di Cattaneo e il concetto di doppio indagato da Cipparrone. Le opere sono simultaneamente elemento reale e sua trasfigurazione temporale, suggerendo un continuo rimando, una sospensione di momenti e luoghi e a volte anche un senso di spaesamento.

The exhibition brings together, in the lively setting of Bligny 42, four artists that are able to capture in one frame the here and the elsewhere: the abstract “areas” of Locatelli, the archaeo-environmental “locations” of Ferrando, the ghostly presences of Cattaneo and the concept of “double” investigated by Cipparrone. The works are simultaneously real elements and temporal transfigurations, suggesting a continuous referencing, a suspension of times and places and sometimes even a sense of disorientation.

 

GALLERIA SCOGLIO DI QUARTO 2

Enrico Cattaneo, Massimiliano Monnecchi

Maschere

19/28 aprile

Galleria Scoglio di Quarto

Via Scoglio di Quarto 4 – 02.58317556/348.5630381

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday   17-19.30, sabato e domenica su appuntamento/ Saturday   and Sunday by appointment only

www.galleriascogliodiquarto.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM2 Porta Genova – Tram 3, 9, 19

 

Le maschere di Cattaneo e Monnecchi, pur in maniera diversa, parlano di trasformazione impressa dall’uomo su ciò che lo circonda. Ciascuno a suo modo, i due fotografi hanno ripreso l’aspetto antropomorfico del quotidiano. Cattaneo presenta, attraverso il puro bianco e nero, il marchio dell’uomo su oggetti abbandonati, ready made inconsapevoli di un’innata spinta alla trasformazione propria dell’uomo. Monnecchi ferma quelle espressioni quasi umane e causali scovate negli angoli delle città, angoli urbani che sembrano osservarci.

In Masks, Cattaneo and Monnecchi, albeit in different ways, talk about the transformations impressed by man on that which surrounds him. The two photographers, each in his own way, capture the anthropomorphic aspect of the everyday. Cattaneo presents, through pure black-and-white, man’s interventions on abandoned objects, common things unaware of the push towards transformation given to them. Monnecchi captures the almost human features discovered by happenstance in the corners of the city, urban features that seem to observe us.

 

GALLERIA SCOGLIO DI QUARTO 3

Dida E Cattaneo

Enrico Cattaneo, Christian Cremona

Paesaggi senza panorama

a cura di/curated by Cristina Rossi

2/12 maggio

Galleria Scoglio di Quarto

Via Scoglio di Quarto 4 – 02.58317556/348.5630381

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday   17-19.30, sabato e domenica su appuntamento/ Saturday   and Sunday by appointment only

www.galleriascogliodiquarto.com

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM2 Porta Genova – Tram 3, 9, 19

 

Talvolta la ricerca espressiva si concentra unicamente sulle potenzialità del mezzo, senza badare a tecnica di ripresa o postproduzione: è così che Cattaneo e Cremona hanno realizzato un corpus di immagini che rimandano alle possibilità pittoriche meno figurative. Cattaneo si concentra sulle reazioni chimiche impresse sulla carta fotografica dagli acidi. Ne risultano superfici trasfigurate che ricordano galassie e atmosfere stellari. Cremona gioca con i colpi della luce, con policromie di superfici che riflettono, mostrano e nascondono.

Sometimes expressive research focuses solely on the potential of the medium, heedless of shooting technique or of post-production: this is how Cattaneo and Cremona have created a body of images that refer to less figurative pictorial possibilities. Cattaneo focusses on chemical reactions imprinted on photographic paper by acid. The resulting transfigured surfaces are reminiscent of galaxies and stellar atmospheres. Cremona plays with  beams of light, with the polychromies of surfaces that reflect, show and hide.

 

SPAZIO DOLOMITI 1

Margherita Cavallo

Margherita Cavallo

La materia dei sogni

a cura di/curated by Angelo Caruso

27 aprile/20 maggio

Inaugurazione/Inauguration 27 aprile 18.30

Spazio DoloMiti

Via Dolomiti 11 – 335.7689814

mercoledì-sabato/from Wednesday to Saturday 15.30-19.30

www.spaziodolomiti.org

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM1 Turro

 

Le fotografie di Margherita Cavallo sono, come lei stessa le definisce, “un flusso di coscienza dove la punteggiatura è totalmente assente”. Non c’è un nesso che le lega, se non l’inconscio dell’artista che riesce a rendere poesia e immagine aspetti anche banali del quotidiano: l’acqua nel lavello, una sovrapposizione di oggetti, una passeggiata lungo una spiaggia dopo una mareggiata.

The photographs of Margherita Cavallo are, as she herself defines them, “a stream of consciousness where punctuation is totally absent”. There is no common thread that links them, if not the artist’s unconscious that manages to make poetry and image even out of trivial aspects of everyday life: the water in the sink, overlapping objects, a walk along a beach after a storm.

 

SPAZIO DOLOMITI 2

Edegildo Zava

Edegildo Zava

Trasfigurazioni

a cura di/curated by Roberto Borghi

6/12 giugno

Inaugurazione/Inauguration 6 giugno h 19

Spazio DoloMiti

Via Dolomiti 11 – 335.7689814

mercoledì-sabato/from Wednesday to Saturday 15.30-19.30

www.spaziodolomiti.org

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM1 Turro

 

Realizzata in occasione della presentazione del libro Trasfigurazioni di Edegildo Zava, Massimo Fiameni Editore, la mostra percorre tre filoni che molto devono alle metamorfosi di classica memoria. La serie “Pavese” sovrappone e rilegge i ricordi di adolescenza alla luce dei romanzi di Cesare Pavese; in “Verdi” sono le arie del Maestro a essere rilette e plasmate dai ricordi, dal passato e dal presente; “Poltergeist” è una ricerca dell’evanescenza nella vita rapida, fluente e materiale delle metropoli.

Created for the presentation of the book “Transfigurations of Edegildo Zava” (Massimo Fiameni Editions), the exhibition runs through three strands that owe much to the metamorphoses of classical memory. The “Pavese” series overlaps and rereads memories of adolescence in the light of Cesare Pavese’s novels; in “Verdi” the arias of the Maestro are reassessed and shaped by memories, by the past and the present; “Poltergeist” is a search for evanescence in the rapid, fluid and material life of the metropolis.

SPAZIO MANTEGNA 1

Felice Cirulli

Felice Cirulli

Metropolis

a cura di/curated by Laura Di Fazio

27 aprile/6 maggio

Inaugurazione/Inauguration 27 aprile h 18

SpazioMantegna Associazione Culturale

Via Piero della Francesca 4/7 – 339.6139586

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 15-19 su appuntamento by appointment only

www.lauradifazio.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM5 Gerusalemme – Tram 10, 12 – Bus 43, 57

 

La Metropolis di Cirulli trae la sua ispirazione dalle atmosfere allucinate e profetiche della Metropolis di Fritz Lang: le sue costruzioni fotografiche sono sovrapposizioni frutto di un bianco e nero drammatico e di una postproduzione che lascia pochi riferimenti oggettivi. Il fotografo lascia l’osservatore a orientarsi in questi non luoghi urbani e lo costringe a cercare nella dimensione, ora mentale, del reale l’immagine originale di partenza.

Cirulli’s Metropolis draws its inspiration from the hallucinated and prophetic atmospheres of Fritz Lang’s Metropolis: his photographic constructions are superimpositions, the result of a dramatic use of black-and-white and of a post-production that leaves few objective reference points. The photographer leaves the viewer to navigate these urban non-places and forces him to look- within the dimension of reality that is now in the mind- for the original starting-point image.

 

SPAZIO MANTEGNA 2

Carolina Pagani

Carolina Pagani

Senza Tempo

a cura di/curated by Laura Di Fazio

10/20 maggio

Inaugurazione/Inauguration 10 maggio h 18

SpazioMantegna Associazione Culturale

Via Piero della Francesca 4/7 – 339.6139586

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 15-19 su appuntamento by appointment only

 www.lauradifazio.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM5 Gerusalemme – Tram 10, 12 – Bus 43, 57

 

Carolina Pagani effettua una performance fotografica concettuale dove il sé è il terreno di esplorazione. Tanti frammenti di immagini senza tempo sono accostati con un filo conduttore autoreferenziale. La costruzione dell’unità di tempo è lasciata all’osservatore: sarà lui che, nel tentativo umano di “andare avanti”, dovrà ricomporre i frammenti.

Carolina Pagani creates a conceptual photographic performance where the self is the ground for exploration. Several fragments of timeless images are juxtaposed with a self-referential common thread. The construction of the unit of time is left to the viewer who, in a human attempt to “move forward”, will have to reassemble the pieces.

 

SPAZIO MANTEGNA 3

Annamaria Belloni, Maria Piera Branca

Cielo e terra

a cura di/curated by Laura Di Fazio

23/31 maggio

Inaugurazione/Inauguration 23 maggio h 18

SpazioMantegna Associazione Culturale

Via Piero della Francesca 4/7 – 339.6139586

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 15-19 su appuntamento by appointment only

 www.lauradifazio.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM5 Gerusalemme – Tram 10, 12 – Bus 43, 57

 

Le fotografe Belloni e Branca si muovono nello spazio al confine tra terra e cielo, una linea di separazione labile dove i due elementi a volte si confondono. Ci sono i puri paesaggi dell’una e le voci delle nuvole dell’altra in un costante dialogo tra cielo e terra, uno spazio che diventa mentale, dove il tempo si sospende e dove la fantasia trova rifugio.

The photographers Belloni and Branca move in the space at the boundary between earth and sky, an ephemeral dividing line where the two elements sometimes get muddled. There are the pure landscapes of the one and the voices of clouds of the other, in a constant dialogue between sky and earth, in a space that becomes of the mind,  where time is suspended and where imagination finds refuge.

 

SPAZIO MANTEGNA 4

Laura Ennas, Massimiliano Monnecchi, Federico Caporal

Corde invisibili

a cura di/curated by Gruppo Pinpix

8/13 giugno

Inaugurazione/Inauguration 8 giugno h 18

SpazioMantegna Associazione Culturale

Via Piero della Francesca 4/7 – 339.6139586

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 15-19 su appuntamento by appointment only

 www.lauradifazio.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM5 Gerusalemme – Tram 10, 12 – Bus 43, 57

 

Corde Invisibili è un progetto fotografico frutto di un elogio della lentezza. Gli ideatori si riuniscono sotto il nome di Pinpix: un gruppo di appassionati di fotografia stenopeica e di cultura digitale in cui la fotografia pinhole incontra i pixel. La “macchina fotografica” stenopeica protagonista è ricavata dalla cassa armonica di una chitarra; le corde invisibili solo le corde della chitarra stessa, costrette all’invisibilità perché impossibili da catturare dalle lunghe pose del foro stenopeico.

Invisible strings is a photographic project, product of an ode to slowness. The creators come together under the name “Pinpix”: a group of enthusiasts of both pinhole photography and digital culture, within which pinhole photography meets the pixels. The protagonist pinhole “camera” is obtained from the soundboard of a guitar; the invisible strings are the strings of the guitar itself, forced into invisibility as they become impossible to catch with the long exposure of the pinhole.

 

SPAZIO MANTEGNA 5

Laura Di Fazio, Melisa Pirez, Vincenzo Zancana

Memorie in blu

15/24 giugno

Inaugurazione/Inauguration 15 giugno h 18

SpazioMantegna Associazione Culturale

Via Piero della Francesca 4/7 – 339.6139586

lunedì-sabato/from Monday  to Saturday 15-19 su appuntamento by appointment only

 www.lauradifazio.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM5 Gerusalemme – Tram 10, 12 – Bus 43, 57

 

Nella ricerca dei tre fotografi di Memorie in blu due sono le costanti: l’utilizzo della tecnica fotografica cianotipica e l’anelito tutto umano del lasciare memoria di sé. Su questi due pilastri si costruiscono tre sensibilità: quella di Zancana e dei luoghi abbandonati animati da oggetti dimenticati; quella di Di Fazio e di una stanza, sempre e ossessivamente la stessa, ripresa anno dopo anno durante la medesima occasione; quella di Pirez e degli oggetti, tracce lontane d’infanzia che cercano di imprimersi in profondità.

There are two constants in the research of the three photographers of Memories in Blue: the use of cyanotype photography and the exploration of the very human yearning to be remembered. On these two pillars are built three points of view: that of Zancana and his abandoned places animated by forgotten items; that of Di Fazio and his room, always obsessively the same one, captured year after year during the same occasion; and that of Pirez and his objects, distant traces of childhood that try to lodge themselves deeply within us.

 

SPAZIORAW 1

Sara Munari

Sara Munari

Be the bee body be boom (bidibibodibibum)

11 maggio/3 giugno

Inaugurazione/Inauguration 11 maggio h 19

SpazioRAW

Corso di P.ta Ticinese 69 – 02.49436719

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday  15-19.30, sabato su appuntamento/ Saturday  by appointment only

www.spazioraw.it

info @spazioraw.it

 

Come arrivare/How to get there:

MM2 S.Ambrogio – Tram 2, 3, 14, 15 – Bus 94

 

Assidua viaggiatrice nei paesi dell’est, Sara Munari ascolta e riporta, attraverso fotografie che sono ognuna una storia a se stante, un dialogo tra leggenda urbana e folklore, sacro e profano, fascino e tristezza, passato e presente. Con uno sguardo insieme diretto e visionario restituisce tante piccole storie che colpiscono per la loro fantasiosa immediatezza.

Assiduous traveler in Eastern Europe, Sara Munari listens and reports- through photographs that are each a story in its own right- a dialogue between urban legend and folklore, the sacred and the profane, charm and sadness, past and present. With a gaze that is both direct and visionary she gives us many small stories that are striking for their imaginative immediacy.

 

SPAZIORAW 2

Alberto Fanell

Alberto Fanelli

3rd District, a stereoscopic street journey

20 aprile/9 maggio

Inaugurazione/Inauguration 20 aprile h 19.00

SpazioRAW

Corso di P.ta Ticinese 69 – 02.49436719

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday   15-19.30, sabato su appuntamento/Saturday  by appointment only

www.spazioraw.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there:

MM2 S.Ambrogio – Tram 2, 3, 14, 15 – Bus 94

 

La fotografia come effetto di straniamento: la realtà, tridimensionale per natura, viene riportata sul piano bidimensionale fotografico e infine resa nuovamente tridimensionale con le tecniche di postproduzione che richiamano la stereoscopia della fotografia pioneristica. L’effetto è di vertiginoso spaesamento, l’osservatore deve fare uno sforzo per mettere a fuoco una realtà distorta verso l’eccesso.

Photography as the result of estrangement: reality, three-dimensional by nature, is shown on the two-dimensional photographic plane, and is then finally re-made tridimensional through post-production techniques that recall the stereoscopy of pioneering photography. The effect is one of dizzying disorientation, as the observer must make an effort to put into focus a reality which is distorted towards excess.

 

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA STATUTO 13

Aldo Salucci

Aldo Salucci

MUD

a cura di/curated by Massimiliano Bisazza

26 aprile/9 maggio

Inaugurazione/Inauguration 26 aprile h 18.30

Galleria d’Arte Contemporanea STATUTO 13

Via Statuto 13 – 02.36559443

martedì-sabato/from Tuesday  to Saturday 11-19

www.statuto13.it

[email protected]

 

Come arrivare/How to get there: MM2 Moscova/ MM3 Turati – Bus 43, 94

 

L’acqua è ancora una volta protagonista della ricerca artistica di Aldo Salucci, che stavolta va più a fondo, in senso letterale: a essere scandagliati nelle loro texture, nelle composizioni geometriche e cromatiche sono proprio i fondali, le profondità dell’elemento vitale che si caricano così di significati trascendentali. L’acqua è un elemento vitale e insieme misterioso, nasconde segreti, si adatta. Allo stesso modo il vissuto dell’artista plasma e si lascia plasmare da queste immagini concettuali e oniriche.

Water is once again the protagonist of the artistic research of Aldo Salucci, who this time goes deeper, literally: to be sounded in their texture, in their geometric and chromatic composition, are precisely the seabeds, the depths of the vital element which become charged with transcendental meanings. Water is both a vital and mysterious element, it hides secrets, it adapts. Similarly, the artist’s life shapes and lets itself be shaped by these conceptual and dreamlike images.

 

STUDIO CERNIGLIARO

Elena Tagliapietra

Elena Tagliapietra

La pelle si fa tela

a cura di/curated by VeniceForArts

20 aprile/1 giugno

Inaugurazione/Inauguration 20 aprile h 18.30

Studio Cernigliaro

Via Melzo 9 – 349.5939305

lunedì-venerdì/from Monday  to Friday 9-13/14-18.30

www.elenatagliapietra.it

elenatagliapietramail.com

 

Come arrivare/How to get there: MM1 P.ta Venezia – Passante Ferroviario P.ta Venezia – Tram 9

 

La fotografia si fa arte performativa nel momento in cui un’artista come Elena Tagliapietra utilizza il mezzo per rendere immagine statica un pensiero artistico che solitamente si esplica nel movimento. Tagliapietra è un’artista performativa, pittrice su corpo, videoartista. In “La pelle si fa tela” cerca di fermare e di rendere tangibile il lavoro che solitamente effettua sui corpi. Le fotografie rendono le texture e le vibrazioni attraverso un’intensa comunicazione silenziosa.

Photography becomes performance art when an artist such as Elena Tagliapietra utilizes the medium to render an artistic thought that is usually expressed in movement into static image. Tagliapietra is a performative artist, painter of the body, and video-artist. In The Skin becomes Canvas she tries to freeze and make tangible the work that she usually carries on bodies. The photographs capture the textures and vibrations through intense silent communication.

 

PHOTOFESTIVAL 2017

20 APRILE – 20 GIUGNO 2017 ( 12esima edizione )

Un evento AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging. www.aifotoweb.it

Direzione artisitca: Roberto Mutti

Comitato organizzatore: Giovanni Augusti, Dario Bossi, Cristina Comelli, Pierluigi Mutti

Segreteria organizzativa: [email protected]

 

 

IF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging. www.aifotoweb.it

Direzione artisitca: Roberto Mutti

Comitato organizzatore: Giovanni Augusti, Dario Bossi, Cristina Comelli, Pierluigi Mutti

Segreteria organizzativa: [email protected]

 

 

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