Photography Grant on industry and work è un concorso giunto alla quinta edizione (prima si chiamava GD4PhotoArt). 

Le immagini dei quattro giovani fotografi internazionali selezionati saranno in mostra al MAST dal 1° febbraio al 1° maggio con il consueto ingresso gratuito, da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00.

La mostra è curata da Urs Stahel, direttore della collezione di fotografia industriale di Fondazione MAST. 

Mari Bastashevski (Danimarca-Russia), con il progetto Emergency Managers-State Business analizza la crisi idrica verificatasi a Flint (Michigan) nel 2014 che causò un avvelenamento massiccio della popolazione, soprattutto afroamericana. Con le sue immagini individua i meccanismi di funzionamento della macchina governativa quando questa opera danneggiando e sfruttando la parte più vulnerabile della società civile. 

Sara Cwynar (Canada), in Colour Factory, che comprende un cortometraggio e diversi lavori fotografici, si serve di vari artefatti per esaminare in dettaglio i sistemi profondamente radicati che inconsciamente guidano i nostri comportamenti come consumatori di immagini e prodotti commerciali. Il suo maggior interesse  è “il modo in cui le immagini con il tempo si trasformano, si accumulano, perdurano e cambiano di significato e valore”. Il suo lavoro riguarda le ingrate tradizioni della bellezza nei confronti delle donne e dei loro sforzi per migliorare o manipolare il proprio aspetto.

Sohei Nishino (Giappone) reduce da diversi viaggi in tutto il mondo di cui individua il fulcro nell’acqua, presenta un reportage sul fiume Po. Partendo dal Monviso, è sceso a Torino e ha viaggiato verso l’Adriatico, incontrando sul lungofiume gente e paesaggi molto vari: pescatori, bambini, donne, sì è confuso tra di loro ascoltandone le storie e scattando moltissime fotografie. Tornato in Giappone ha sviluppato centinaia di rullini, tagliandoli e incollandoli su una gigantesca tela. Ne ricava un paesaggio deformato, dove il Po serpeggia come se fosse vivo.

Cristobal Olivares (Cile) si avvicina alle storie degli emigranti domenicani arrivati in Cile: immagini di uomini e donne che non mostrano il volto perché clandestini e video che riprendo la realtà delle migrazioni, con al centro il deserto del grande Nord, frontiera con i paesi vicini. Un progetto che oscilla senza sosta tra finzione e realtà.

Orari di apertura

Martedì – Domenica 10.00 – 19.00

Orari Art City Bologna

venerdì 2 febbraio ore 10.00 – 20.00

sabato 3 febbraio ore 10.00 – 20.00

domenica 4 febbraio ore 10.00 – 20.00

lunedì 5 febbraio ore 10.00 – 20.00

Fondazione MAST

Via Speranza, 42

40133 Bologna 

Come raggiungere la Fondazione MAST

In treno

La stazione centrale dista circa 4 km dal MAST, facilmente raggiungibile in taxi o con gli autobus 81 o 91 – fermata Pontelungo. 

In aereo

L’aeroporto internazionale Guglielmo Marconi dista circa 3 km dal MAST.

Uscendo dalla rotonda aeroportuale, prendere la seconda uscita, proseguire su via del Triumvirato fino a raggiungere via Emilia Ponente. Dopo 600 mt svoltare a destra e procedere su via Speranza. 

In auto

Dall’autostrada A1 Milano-Bologna prendere l’uscita Bologna-Casalecchio e procedere in direzione “Porrettana SS64 / Bologna stadio / Casalecchio centro”. Uscire in corrispondenza di “Tangenziale / Centro / Certosa / Stadio” e prendere la terza uscita alla rotonda procedendo su viale Togliatti. Svoltare su via Battindarno e prendere successivamente via Vittoria. Dopo 350 mt svoltare a destra e procedere su via Speranza. 

In autobus

L’autobus n°19 parte dal centro Bologna, scendere alla fermata Centro Vittoria all’inizio di Via Speranza.

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