Santu Mofokeng, Chief More’s Funeral, GaMogopa (1989), dalla serie ‘Landscapes’ © The Santu Mofokeng Foundation – Courtesy Lunetta Bartz, MAKER, Johannesburg

 

 

Santu Mofokeng (1956, Johannesburg) è il vincitore della prima edizione del Premio Internazionale per la Fotografia, da noi promosso insieme a Sky Arte e UniCredit. Lo abbiamo annunciato domenica scorsa, al Foro Boario di Modena, in occasione dell’apertura della mostra personale a lui dedicata, Santu Mofokeng. A Silent Solitude.

 

 

Tra le motivazioni espresse dalla giuria è stata sottolineata l’intenzione di  “individuare un vincitore che non solo corrispondesse al tema indicato per quest’edizione – l’Identità – ma desse anche un segnale di ciò che il Premio vuole diventare negli anni: un esempio di qualità”. In particolare, “Santu Mofokeng è un autore che ha fatto della riservatezza uno stile di vita; non appartiene a nessun sistema e questa libertà gli ha permesso di creare immagini clamorose. La sua è una creatività totalmente aperta, che non si riferisce a un soggetto specifico ma ruota attorno al tema dell’affermazione di un’identità. Ha saputo costruirsi una solida carriera senza mai cedere a compromessi, sulla base di un corpus di lavori fotografici che documentano la realtà sudafricana dai tempi dell’Apartheid ad oggi”.

 

 

La mostra Santu Mofokeng. A Silent Solitude è a cura di Simon Njami, già membro della giuria del Premio, ed è accompagnata da un catalogo edito da Skira.

 

 

Ad Alessio Zemoz il Premio under 40

All’annuncio del vincitore del Premio Internazionale è seguito quello del Premio Fotografia Italiana under 40, un riconoscimento riservato ad artisti emergenti italiani che operano attraverso i molteplici linguaggi dell’immagine, promosso in parallelo al premio internazionale: Alessio Zemoz (Aosta, 1985) è stato selezionato tra una rosa di 10 finalisti per il progetto lo vàco – il vuoto, un’indagine sui paesaggi abbandonati della Valle d’Aosta. Il lavoro è esposto nella mostra Alessio Zemoz. Lo vàco – il vuoto, a cura di Christine Frisinghelli, allestita in parallelo a quella di Santu Mofokeng, al Foro Boario di Modena, fino all’8 maggio 2016. Catalogo Skira.

Foto: Alessio Zemoz, Lo Vaco / Il Vuoto, 2012-2014. Courtesy l’artista

Daido Moriyama in Color

Oltre alle personali dei vincitori dei Premi di fotografia, fino all’8 maggio al Foro Boario di Modena è allestita Daido Moriyama in Color, dedicata all’opera a colori del maestro della street photography giapponese. In mostra 130 fotografie realizzate on the road tra fine anni sessanta e primi anni ottanta: ai contrasti duri e graffianti della tecnica are-bure-boke si sostituiscono colori delicati, melanconici, tonalità pop e acide, come era tipico in quegli anni, esasperate dalle sovraesposizioni volute dall’artista. Anche in questo caso il percorso, a cura di Filippo Maggia, è affiancato da un catalogo Skira.

Foto: Daido Moriyama, Untitled, 1970s. Courtesy l’artista

 

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