Fino a non molti anni fa, prendendo come esempio l’album di matrimonio, il fotografo consegnava agli sposi appunto l’album, trattenendo i negativi, che rimanevano di proprietà del fotografo, a disposizione naturalmente per realizzare, giustamente a pagamento, eventuali ristampe.

 

Se parliamo invece di fotografia industriale, o di still life, il fotografo cedeva la diapositiva al fotolitista perché venisse scansionata, per poi rientrarne in possesso, fatto salvo accordi diversi con il cliente.

 

In una parola: quando la fotografia era materica, era molto più facile difenderne la proprietà intellettuale, grazie al fatto che l’immagine era un oggetto fisico, ed era possibile tracciarne i vari passaggi commerciali.

 

Oggi, con il digitale, e con la necessità da parte dei fotografi, professionisti e non, di mostrare in Rete i propri lavori o le proprie ricerche artistiche, è molto facile “pescare dalla stessa Rete” le immagini, senza il consenso del fotografo stesso.

 

Ma resta il fatto che la proprietà intellettuale, tanto di un progetto, che di un testo che come in questo caso di un’immagine rimane inalienabile.

 

Come difendere, oggi, la proprietà intellettuale di un’immagine quando è il fotografo stesso che ha la necessità di renderla visibile in Rete senza che questo vada intesa con un renderla gratuitamente utilizzabile da chiunque?

 

E’ il tema di un lavoro estremamente interessante che è stato realizzato dal CNA – vedi nota a fondo news – e che, sempre grazie alle potenzialità della Rete, è stato reso pubblico e gratuitamente fruibile da chiunque, in formato e-book, compilando il format disponibile a questo link.

 

E visto che la proprietà intellettuale è da sempre stata un bene immateriale che oggi, riferendoci al nostro mondo del digital imaging, si coniuga anche con l’immaterialità stessa della fotografia digitale, comprendere appieno come tutelare la personale proprietà intellettuale delle proprie immagini e al contempo come permettere ai potenziali fruitori di non appropriarsene in modo illecito è materia non solo di estrema attualità ma che sarà sempre più importante in futuro, quando l’immaterialità di molti dei prodotti di cui già oggi beneficiamo, spesso acquistandoli, sarà ancora più massificata.

 

Un “libro”, quindi, estremamente attuale e di cui consigliamo la lettura a tutti.

 

Come perfettamente definito dall’economista statunitense Jeremy Rifkin citato nell’introduzione:

 

I mercati stanno cedendo il passo alle reti e la proprietà è progressivamente sostituita dall’accesso..

 

Chi è la CNA

La CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, da oltre sessant’anni rappresenta e tutela gli interessi delle micro, piccole e medie imprese, operanti nei settori della manifattura, costruzioni, servizi, trasporto, commercio e turismo, delle piccole e medie industrie, ed in generale del mondo dell’impresa e delle relative forme associate, con particolare riferimento al settore dell’artigianato; degli artigiani, del lavoro autonomo, dei professionisti  nelle sue diverse espressioni, delle imprenditrici e degli imprenditori e dei pensionati Una realtà che oggi trae forza e peso (dati al 31.12.2014) da circa 648.803 associati, di cui 145.830 datori di lavoro, 270.827 lavoratori autonomi e 232.146 pensionati.

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