Un sistema one hand che permette di stabilizzare la propria fotocamera DSLR o Mirrorless.

Facile, robusta ed estremamente compatta

RONIN S

RONIN S è dedicato a quel tipo di pubblico tanto di appassionati che di professionisti che hanno già confidenza con il mondo del videomaking e saprà che per arrivare ad un risultato di successo c’è una filiera tipica che viene rispettata in quasi tutte le occasioni creative.

Si parte dall’idea – che è alla base del progetto, si passa dal budget – che condiziona le scelte, si arriva alla fase operativa per chiudere poi col montaggio. Ma prima della finalizzazione esiste un momento in cui si controlla la stesura e il montatore, autore dei minuti grezzi che stanno per essere valutati, tende a precisare che in quella versione non definitiva manca la color correction, l’audio va passato al pro-tools, le grafiche sono solo appoggiate e in ogni caso alcuni punti dovranno essere rivisti. Chi si trova nella condizione di giudicare il lavoro accoglie quella raccomandazione per assecondare il montatore, ma sa già che non è lì il punto: quando ci si trova di fronte a qualcosa di ben realizzato lo si capisce al volo, e i dettagli estetici che preoccupano i tecnici restano unicamente la forfora del problema.

Parlo di questo perché quando ho ricevuto in prova il Ronin S mi è stato specificato in più di un’occasione che il modello non è ancora nella sua versione definitiva, che l’app che lo controlla è presa in prestito dal Ronin 2, che alcune cose vanno sistemate via software e che quel campione unico e acerbo serve solo per avere un’idea del prodotto. Io ascoltavo e dicevo sì a tutto, ma nella mia testa pensavo soltanto a quando avrei potuto fare l’acquisto per usarlo come appendice permanente dei miei arti.

COS’E’

E’ un gimbal che si impugna con una sola mano e si usa per stabilizzare reflex e mirrorless con lo scopo di ottenere riprese senza scossoni. Non è il primo nel suo genere e proprio per questo Dji l’ha ingegnerizzato tenendo presenti le lacune della concorrenza.

La struttura pesa 1.6 kg ed è in grado di reggere 3.8 kg di peso aggiuntivo: al momento nessun altro gimbal “single handed” sopporta carichi analoghi, e questa resistenza permette di agganciare sistemi che vanno ben oltre il classico corpo macchina con lente pancake. Il telaio è tenuto in equilibrio dagli stessi motori presenti sul Ronin 2, che hanno dimostrato di essere forti e decisamente affidabili. La batteria, che di fatto è l’impugnatura, ha bisogno di due ore per ricaricarsi e restituisce energia per circa 12 ore. Con un cavo aggiuntivo si può usare la stessa batteria del Ronin S per alimentare contemporaneamente anche la telecamera.

COME SI USA

L’utente ha due modalità di utilizzo principali: una è col braccio riposato, l’altra è col braccio stanco. Sto ovviamente scherzando, ma la posizione di lavoro va allenata per scaricare il peso quanto più possibile in verticale.

C’è anche l’alternativa a due mani, tipo racchetta da tennis, con i gomiti ben piantati sui fianchi per alleggerire lo sforzo sugli avambracci, ma è un gesto tecnico che i puristi potrebbero condannare sul piano dell’eleganza. Prima di iniziare a girare si posiziona il Ronin S su un treppiedi (che forse sarà incluso nella confezione) e si bilancia la telecamera.

L’app su smartphone risulta fondamentale nella gestione di questa prima parte del lavoro, e si utilizza facilmente per trovare il punto di equilibrio. Come già accennato l’app che ho usato in questa versione di test è quella del Ronin 2 – pienamente compatibile, ma sarà logico aspettarsi un’app dedicata.

C’è libertà di utilizzare quasi ogni macchina fotografica, ma nel caso di quelle più recenti prodotte da Canon / Nikon / Sony / Panasonic il sistema è in grado di controllare attraverso un modulo aggiuntivo (credo sia un optional) sia lo shutter che il fuoco direttamente dall’impugnatura. Una volta settati i moltissimi parametri su fluidità del movimento e sul peso della macchina (il mio consiglio è di usarne una che abbia il display montato su uno snodo orientabile) si lavora facilmente col classico joystick e con un pulsante che richiama tre preset.

Facendo pressione col pollice ci sono un default (sempre configurabile) che io ho impostato sulla camminata lenta, un primo preset che io ho salvato sulla camminata veloce e un terzo che ho usato quando la camera era rasoterra e il mio braccio steso verso il basso. Tenendo premuto il tasto che seleziona i preset si accende un led giallo e si imposta una modalità in cui il sistema sterza bruscamente, perdendo ogni dolcezza di movimento. Sull’indice, come se fosse il grilletto di una pistola, c’è un pulsante che con un doppio click fa tornare in asse la camera e con un triplo click (bisogna essere veloci!) si imposta il selfie-mode e ci si ritrova scrutati dall’obiettivo.

A CHI SI RIVOLGE

Il Ronin S è un prodotto molto versatile che ha il potenziale del Ronin 2 pur riuscendo ad entrare in uno zaino. E’ compatibile con il controller Master wheels, con il Force Pro, e con una quantità di altri accessori del mondo Dji compresa la doppia maniglia per ottenere un’impugnatura a due mani simile a quella del fratello maggiore. Il videomaker che ambisce a carrellate senza incertezze (e senza carrello, ovviamente) e che soprattutto sceglie di fidarsi della compattezza e della qualità costruttiva dei prodotti Dji, ora ha l’alternativa verso cui orientare la scelta. Il prezzo non è ancora stato diffuso (rumors dicono che si potrà attestare attorno ai 1000 euro) ma è certo che se ne vedranno molti in giro – probabilmente dall’estate in poi.

Per maggiori informazioni: www.fowa.it

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