Paola Mattioli
Paola Mattioli - Shanghai Express, 2005

“Selfportrait as Myself”: dialogo con Paola Mattioli

Fondazione Forma per la Fotografia
 Selfportrait as Myself
dialoghi su autoritratto e autobiografia
Una serie di incontri online su fotografia e identità ideata e condotta da Simona Ghizzoni

Mercoledì 9 giugno alle 19 con Paola Mattioli

sui canali social di Fondazione Forma per la Fotografia

Sesto incontro, con protagonista Paola Mattioli, per Selfportrait as Myself: la serie di dialoghi online ideata e condotta da Simona Ghizzoni e dedicata al tema dell’identità e dell’autoritratto in fotografia. Mercoledì 9 giugno le due fotografe converseranno in diretta sui canali social di Fondazione Forma per la Fotografia: l’appuntamento è alle 19.

Con i dialoghi di Selfportrait as Myself che hanno preso il via lo scorso gennaio, Simona Ghizzoni ha esplorato il territorio tra fotografia, identità e autorappresentazione. Un desiderio nato dal suo lavoro, che parte spesso da temi e immagini che affondano le radici nel suo vissuto personale, e che rielabora e interpreta sfumando spesso i confini tra racconto autobiografico e documentazione.

Un percorso che, attraverso i vari incontri, sempre particolarmente densi di riflessioni anche grazie a un ricco scambio di commenti e domande con il pubblico virtuale della community di Fondazione Forma, ha toccato i tanti e diversi approcci all’autoritratto. Se con Anna Di Prospero questo è un mezzo per conoscersi e raccontarsi, per Alba Zari la fotografia è diventato un vero e proprio metodo d’indagine per conoscere il proprio passato e la propria identità. L’autoritratto e la messa in scena per Silvia Camporesi hanno rappresentato un profondo percorso di analisi interiore, per Silvia Rosi sono diventati occasione per raccontare la storia della propria famiglia e infine, con Alessandra Calò, mezzo per reintepretare materiali d’archivio, fra passato e presente.

Storie attraverso le storie: sono quelle che Paola Mattioli intende raccontare con la fotografia, alla quale si è avvicinata alla fine degli anni Sessanta, praticandola con sensibilità e in un continuo approfondimento delle risorse espressive e linguistiche del mezzo. Il ritratto, il linguaggio, l’identità femminile, la differenza sessuale: come racconterà nel corso del dialogo con Simona Ghizzoni, Paola Mattioli riflette, in ogni suo lavoro, sul senso profondo del vedere e del fotografare, muovendosi fra temi più o meno impegnati socialmente e politicamente, e sempre mettendo insieme rigore e leggerezza.

Selfportrait as Myself si concluderà con un appuntamento extra mercoledì 23 giugno, quando sarà la stessa Simona Ghizzoni a raccontare il suo sguardo di fotografa e il suo lavoro in dialogo con Federica Muzzarelli del Centro di Ricerca Fotografia Arte e Femminismo – Università di Bologna che ha collaborato alla realizzazione dell’intero ciclo, insieme alla Collezione Donata Pizzi.

Calendario completo

Gli incontri saranno in diretta sulla pagina Facebook di Fondazione Forma per la Fotografia e poi visibili sul canale YouTube Fondazione Forma, sul profilo Instagram @fondazioneformaperlafotografia e sul sito www.formafoto.it

Mercoledì 9 giugno ore 19 – Paola Mattioli

Paola Mattioli nasce a Milano nel 1948, studia filosofia con Enzo Paci e si laurea con una tesi sul linguaggio fotografico. Il ritratto, l’interrogazione sul vedere, il linguaggio, la differenza sessuale, le grandi e le piccole storie (dall’Africa alla Dalmine) sono i temi che affronta con uno sguardo lontano dal classico reportage, con una sottile distanza che mette in gioco con leggerezza e rigore. In ogni sua ricerca emerge la riflessione intorno al linguaggio fotografico e ai fenomeni della visione, la domanda sul senso del vedere e del fotografare.

Mercoledì 23 giugno ore 19 Simona Ghizzoni in dialogo con Federica Muzzarelli


 

Simona Ghizzoni (1977) è fotografa, artista e attivista per i diritti delle donne. I suoi lavori sono radicati nel vissuto personale, che Ghizzoni rielabora e interpreta attraverso la fotografia e il video. Conosciuta per il suo lavoro di oltre dieci anni sui disturbi alimentari, Odd Days, e per le serie di autoritratti che affrontano il rapporto tortuoso e ambivalente tra essere umano e natura, Ghizzoni sfuma i confini tra il racconto autobiografico e la documentazione. Anche nei suoi lavori di ispirazione più documentaria, infatti, Ghizzoni tende ad impiegare una narrazione personale e partecipata, che nasce dall’intimo rapporto che crea con i suoi soggetti.  Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive, tra cui al Nobel Peace Centre, Paris Photo, Photo España, Athens Photo Museum, Ex Mattatoio e Palazzo delle Esposizioni di Roma e figurano in alcune prestigiose collezioni come la Collezione Donata Pizzi. Il suo lavoro ha ricevuto diversi premi, come The Aftermath ProjectBurn Magazine Emerging Photographer GrantMargaret Mead Film Festival, Leica Oskar Barnack AwardSony World Photography Award e World Press Photo nella categoria ritratti, tra gli altri. Ghizzoni è TEDX speaker e tiene regolarmente lectures in varie scuole ed università italiane ed europee. È co-fondatrice di MAPS Images. In Italia è rappresentata da MLB Gallery.

 

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