Una mostra dove il nudo d’arte si confronta con oggetti artistici ma anche di uso quotidiano. Gianni Rizzotti accosta tre forme di resina nera, realizzate dagli artisti Verter Turroni e Emanuela Ravelli, ad alcune modelle provenienti da tutto il mondo. Il corpo femminile interpreta, si sposa, si confronta, si distacca dalle tre forme creando una relazione di volumi armonici e di contrasti cromatici. Allo stesso modo Rizzotti ha utilizzato la medesima modalità chiedendo alle modelle di interpretare con il loro corpo una semplice e grezza corda teatrale. Ne emergono immagini che sono pura forma espressiva.

 

 

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