Fotoreporter statunitense, conosciuto principalmente per la fotografia ‘Ragazza afgana’, pubblicata come copertina del National Geographic Magazine diìel giugno 1985, divenuta la più nota uscita della rivista. Mc Curry ha fatto della fotografia  un’ espressione che è a metà tra  tradizione documentaristica e la soggettività dell’ immagine d’autore dove si colgono emozioni personali e, più in generale, universali. McCurry, infatti, affascinato da subito dal reportage di viaggio, ha viaggiato in Asia e Medio Oriente, ha fotografato i conflitti internazionali, tra cui le guerre in Iran-Iraq, a Beirut, in Cambogia, nelle Filippine, in Afghanistan e la Guerra del Golfo. Il fotoreporter si concentra sulle conseguenze umane della guerra, mostrando non solo quello che la guerra imprime al paesaggio ma, piuttosto, sul volto umano. Egli è guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia circa il mondo e tutti coloro che lo abitano, ed ha una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana. “La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l’anima più genuina, in cui l’esperienza s’imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”.

 

Biografia

Steve McCurry è nato il 24 febbraio 1950 in un piccolo sobborgo di piccola città di Philadelphia in Pennsylvania. Ha frequentato la High School Marple Newtown nella Contea di Delaware e si è poi iscritto presso la Penn State University per studiare fotografia e cinema, per ottenere poi una laurea in teatro nel 1974. Si interessò molto alla fotografia quando iniziò a fotografare per il quotidiano della Penn State: The Daily Collegian.[2] Dopo aver lavorato al Today’s Post presso il King of Prussia per due anni, partì per l’ India come fotografo freelance. È stato proprio in India che McCurry ha imparato a guardare ed aspettare la vita. “Se sai aspettare”, disse, “le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto”.

La sua carriera è stata lanciata quando, travestito con abiti tradizionali, ha attraversato il confine tra il Pakistan e l’Afghanistan, controllato dai ribelli poco prima dell’invasione russa. Quando tornò indietro, portò con sé rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti. Quelle immagini, che sono state pubblicate in tutto il mondo, sono state tra le prime a mostrare il conflitto al mondo intero. Il suo servizio ha vinto la Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad, un premio assegnato a fotografi che si sono distinti per eccezionale coraggio e per le loro imprese. McCurry ha poi continuato a fotografare i conflitti internazionali, tra cui le guerre in Iran-Iraq, a Beirut, in Cambogia, nelle Filippine, in Afghanistan e la Guerra del Golfo. Il lavoro di McCurry è stato descritto nelle riviste di tutto il mondo e contribuisce sovente al National Geographic Magazine. McCurry è membro della Magnum Photos dal 1986. Egli è il destinatario di numerosi premi, tra cui il Magazine Photographer of the Year, assegnato dalla National Press Photographers’ Association. Lo stesso anno ha vinto per il quarto anno consecutivo il primo premio al concorso World Press Photo Contest. Ha vinto inoltre l’Olivier Rebbot Memorial Award per due volte. McCurry si concentra sulle conseguenze umane della guerra, mostrando non solo quello che la guerra imprime al paesaggio ma, piuttosto, sul volto umano. Egli è guidato da una curiosità innata e dal senso di meraviglia circa il mondo e tutti coloro che lo abitano, ed ha una straordinaria capacità di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana. “La maggior parte delle mie foto è radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l’anima più genuina, in cui l’esperienza s’imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ciò che può essere una persona colta in un contesto più ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell’essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità”. Steve McCurry è ritratto in un documentario televisivo dal titolo Il volto della condizione umana (2003) prodotto dal pluripremiato regista francese Denis DelestracHa realizzato nel 2013 il prestigioso calendario Pirelli, fotografando 11 donne impegnate nel sostegno di Fondazioni, organizzazioni non governative e progetti umanitari. McCurry propone workshop di fotografia della durata di un fine settimana a New York o estesi a 2 settimane in Asia.

 

Il ritratto più famoso di McCurry, Ragazza afgana, è stato scattato in un campo profughi vicino a Peshawar, in Pakistan. L’immagine è stata nominata come “la fotografia più riconosciuta” nella storia della rivista National Geographic ed il suo volto è diventato famoso ed è ora ricordato come “la foto di copertina di giugno 1985”. La foto è stata anche ampiamente utilizzata sulle brochure di Amnesty International, su poster e su calendari. L’identità della “Ragazza afghana”, è rimasta sconosciuta per oltre 17 anni finché McCurry ed un team del National Geographic trovarono la donna, Sharbat Gula, nel 2002. Quando finalmente McCurry la ritrovò, disse: “La sua pelle è segnata, ora ci sono le rughe, ma lei è esattamente così straordinaria come lo era tanti anni fa”.

 

Anche se McCurry fotografa sia in digitale che in pellicola, ha ammesso la sua preferenza per quest’ultima. Eastman Kodak concesse a McCurry l’onore di utilizzare l’ultimo rullino di pellicola Kodachrome, che è stato prodotto nel luglio 2010 da Dwayne’s Photo (nella città di Parsons in Kansas) e che sarà ospitata presso la George Eastman House. La maggior parte delle foto, escludendo alcuni duplicati, sono state pubblicate su internet dalla rivista Vanity Fair. “Ho fotografato per 30 anni e ho centinaia di migliaia di immagini su Kodachrome nel mio archivio. Sto cercando di scattare 36 foto che agiscano come una sorta di conclusione, per celebrare la scomparsa di Kodachrome. È stata una pellicola meravigliosa.” [3]

 

Premi

2011

Leica Hall of Fame Award

St. Moritz, Switzerland

2011

Prix LiberPress

Girona, Spain

2009

Ambrogino D’Oro

Milan, Italy

2006

Lowell Thomas GOLD

 

2006

First Place, Buddha RisingNational Geographic, Dec. 2005

National Press Photographers Association

2006

Honorary Fellowship

New Zealand Institute of Professional Photography (NZIPP)

2005

Honorary Fellowship

The Royal Photographic Society of Great Britain, London

2005

Photojournalism Division-International Understanding through Photography Award

Photographic Society of America

2003

The Lucie Award for Photojournalism

International Photography Awards

2003

Distinguished Alumni Award

Pennsylvania State University

2003

Co-recipient of the New York Film Festival Gold for documentary, Afghan Girl: Found”

New York Film Festival

2002

Distinguished Visiting Fellow

College of Creative Studies, University of California

2002

Doctor of Humane Letters, honoris causa

Fairleigh Dickinson University, NJ

2002

Photographer of the Year – PMDA Professional Photographer Award

PMDA

2002

Photographer of the Year

American Photo Magazine

2002

Special Recognition Award

United Nations International Photographic Council

2002

Award of Excellence for “Women of Afghanistan”

French Art Directors Association

2001

Award of Excellence, Book Series: “South SouthEast

Photography Annual, Communication Arts

2000

Book of the Year: “South SouthEast”

Magazine Feature Picture Award of Excellence: “Women in Field, Yemen

Picture of the Year Competition

1999

Lifetime Fellow Award

Pennsylvania State University, PA

1998

Our World Photo Winner, “Red Boy”

Our World Essay Finalist, India

Life Magazine: ‘The Eisenstaedt Awards’

1998

Award of Excellence, Portraits: Red Boy

Picture of the Year Competition

1998

Southern Asian Journalistic Award: Outstanding Special Project: National Geographic Story, India: 50 Years of Independence

Southern Asian Journalistic Award: Outstanding Photograph: Red Boy

 

1997

Magazine Feature Picture Award of Excellence: Fishermen

Picture of the Year Competition

1996

Magazine Feature Picture Story Award: ‘”Beggar

Magazine Feature Picture Story Award: Burma: The Richest of the Poor Countries

Picture of the Year Competition

1994

Arts and Architecture Distinguished Alumni Award

Pennsylvania State University

1993

Award of Excellence for Rubble of War

National Press Photographers Association

1992

Oliver Rebbot Memorial Award: Best Photographic Reporting from Abroad on Gulf War Coverage

Overseas Press Club

1992

Magazine Feature Picture Award of Excellence: Fiery Aliens

First Place, Magazine Science Award: Camels under a Blackened Sky First Place, Gulf War News Story: Kuwait: After the Storm

Picture of the Year Competition

1992

First Place, Nature and Environment: Oil-Stricken Bird, Kuwait

First Place, General News Stories: Kuwait after the Storm Children’s Award: “Camels under a Blackened Sky

World Press Photo Competition

1990

Award of Excellence, “Spanish Gypsy

White House News Photographers Association

1987

Medal of Honor for coverage of the 1986 Philippine Revolution

Philippines

1986

Oliver Rebbot Memorial Award: Best Photographic Reporting from Abroad for work done in the Philippines

Overseas Press Club

1984

Nature Category, First Place

Nature Series Category, First place Daily LIfe Category, First Place Daily Life Series, First Place

World Press Competition

1985

Oliver Rebbot Award Citation: Monsoons and The New Faces of Baghdad

 

1984

Magazine Photographer of the Year

National Press Photographers Association

1980

Robert Capa Gold Medal for coverage of the war in Afghanistan for Time Magazine

 

 

 

Pubblicazioni

The Iconic Photographs

Phaidon Press

Limited, 2011

The Unguarded Moment

Phaidon Press

Limited, 2009

In the Shadow of Mountains

Phaidon Press Limited

2007

Looking East

Phaidon Press Limited

2006

Steve McCurry

Phaidon Press Limited

2005

The Path to Buddha: A Tibetan Pilgrimage

Phaidon Press Limited

2003

Sanctuary: The Temples of Angkor

Phaidon Press Limited

2002

South Southeast

Phaidon Press Limited

2000

Portraits

Phaidon Press Limited

1999

Monsoon

Thames and Hudson

1988

The Imperial Way – Photographs by Steve McCurry and Text by Paul Theroux

Houghton-Mifflin Company

1985

 

 

Note

1.     ^ (EN) Biography – Steve McCurry, Magnum Photos

2.     ^ Dalla biografia su magnumphotos.com

3.     ^ Le foto dell’ultimo rullino di pellicola Kodachrome

 

FONTE Biografia:  wikipedia

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