Ali Sheikhaleslami ( Thymournia ) è un fotografo professionista freelance ma anche un poeta, graphic designer e insegnante. Nato nel 1984 a Tabritz in Iran, dove tutt’ora vive e lavora, ha sviluppato le sue abilità artistiche per lo più nel campo della fotografia in bianco e nero, lavorando sia con dispositivi digitali che analogici .Nel viaggiare attraverso l’Iran, la Turchia e la Croazia, ispirato dal dolore e da oscuri ricordi, si è concentrato nel catturare istanti della nostra umanità perduta e oscura, che viene rappresentata con atmosfere  strazianti ma nello stesso tempo poetiche e colme di emozioni.

 

 

 

La sua ultima mostra ‘Forgotten‘, nell’ambito di Photofestival, prima esposizione italiana a Spaziofarini6 del poliedrico fotografo, inaugurata il 22 settembre, si  è conclusa lo scorso 23 ottobre: le immagini in esposizione erano forti, toccanti e poetiche, tra realtà e sogno, selezionate dal corpo di lavoro FORGOTTEN. Il titolo parlava di passato, di ricordi che ci sono e che poi svaniscono, di momenti che sono a volte chiari e a volte offuscati. Ricordi che esistono anche se vogliamo dimenticarli, “che rimangono in ogni angolo del nostro essere e che sono sui muri delle nostre vite di ogni giorno come per illuminarle”. “Tutto arriva da uno scuro passato e da un futuro vuoto” dice l’autore, di questo suo lavoro ispirato da ricordi tristi e dalla solitudine, da memorie di momenti dolorosi della vita, sia sua personale che di persone che hanno attraversano la sua vita, immagini comunque sempre colme di emozioni, e piene di atmosfera. Con un forte interesse per storie, memorie, ritratti e immagini concettuali, il lavoro di Thy si focalizza su immagini forti e monocrome, che rappresentano la vita in atmosfere fumose, misteriose e ancestrali, contornate da luci, ombre e una nebbia che diventa quasi tangibile, nella quale a volte la figura umana ferita, lotta e sopravvive alla vita.

“This city fades away, thy memories stay the same…

…I still paint you when the rain falls grey

…and I still love you where all the roads lead astray”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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