Vendite Private Web – Quando al fotografo professionista non conviene usarle

Le offerte al ribasso attirano una clientela che cerca il prezzo minore in assoluto. Quando si offre un servizio od un prodotto attraverso canali come i gruppi di acquisto, ci si rivolge ad un “universo” di acquirenti che si muove con lo specifico e determinato intento di risparmiare il più possibile. In tali clienti la predisposizione all’acquisto è quindi quella di comprare – di volta in volta – ciò che costa meno.

Si verrebbe scelti, quindi, NON perché piace il prodotto offerto o perché lo si ritiene di valore, ma unicamente perché il prezzo è basso. Quindi, quando si cercherà di offrire loro un prodotto ad un prezzo “normale”, tutti continueranno a fare quello che hanno fatto in precedenza: si rivolgeranno altrove, a chi offre il prodotto al prezzo più basso. Noi avremo ottenuto di circondarci di teorici clienti, che sono però tali solo fintanto che si continua ad offrire loro un prodotto sottocosto.Le offerte pubbliche di questo genere provocano un rimbalzo negativo verso il basso della clientela già esistente. Quando viene pubblicata un’offerta sostanzialmente sottocosto come queste, chi già era cliente a prezzi normali tenderà a pretendere – ovviamente – che gli vengano applicati gli stessi prezzi ribassati. L’effetto dell’offerta sarà quindi il combinato di

a) un’aggiunta di pseudo-clientela che ci utilizzerà solo a condizione che si lavori sottocosto (vedi punto precedente), più:

b) un’emorragia di una parte della normale e “sana” clientela già esistente, che non vorrà più pagare i prezzi normali che accettava in precedenza.

 

Le offerte a prezzi sottocosto non possono essere sostenute su servizi che richiedano un lavoro proporzionato al numero di acquirenti. Se venisse offerto a prezzo stracciato un “prodotto” od un servizio la cui replica non richiede lavoro aggiuntivo (ad esempio, un oggetto già esistente, la mediazione su un viaggio, l’accesso ad una struttura già esistente indipendentemente dai frequentatori), anche se l’operazione resta controproducente per i motivi esposti ai primi due punti, perlomeno il venditore non deve farsi carico di un lavoro proporzionalmente pesante. Per capirci: se l’offerta consistesse nell’accesso a prezzi scontati ad una piscina termale, il venditore perde comunque credibilità sull’applicazione della normale tariffa, ma non deve affrontare un carico di lavoro aggiuntivo che lo blocchi. Invece, un fotografo che offra un servizio di ritratto posato e la relativa postproduzione, per ogni contatto ottenuto si “arricchisce” di un cliente che lo ha trovato per spedere poco (e lo lascerà quando costerà di più) addossandosi un lavoro vero e consistente – a fronte di un pagamento iniquo ed inconsistente.

Concettualmente, le offerte scontate attraverso i gruppi d’acquisto rafforzano l’opinione pubblica che la fotografia anche professionale abbia costi minimi. Rendere pubblicamente disponibili tali offerte produce, sul medio e lungo percorso, un effetto di dequalificazione e squalificazione del concetto di fotografia professionale, inteso come servizio offerto con una dedizione di tempi e di mezzi che è, semplicemente, incompatibile con i prezzi minimi che l’offerta introduce artificiosamente.

Siti di gruppi d’acquisto

A titolo di esempio, ecco alcuni fra i maggiori gruppi di acquisto, elencati fra i soli operanti in Italia.

Groupon, il capostipite del fenomeno, ha iniziato la sua attività nel 2008; ha iniziato ad avere un certo successo nel 2009, ed a cavallo del 2010 – 2011 il fenomeno è esploso a livello mondiale, con letteralmente parecchie migliaia di siti che hanno “clonato” il modello iniziale. Difficile stimarne il numero.

Esistono migliaia e migliaia di script preconfezionati  (clicca qui per una ricerca di esempio) per assemblare modelli simili a quello di Groupon, su praticamente tutte le piattaforme, ed a costi di sviluppo molto contenuti.

Groupon – www.groupon.it

Groupalia – http://it.groupalia.com/

Glamoo – www.glamoo.com/it

PrezzoFelice – www.prezzofelice.it

Poinx – www.poinx.it

Jumpin – www.jumpin.it

Letsbonus – http://it.letsbonus.com

Kgbdeals – www.kgbdeals.it

Acquistionline – www.acquistionline.it

Getbazza – http://getbazza.com

Exedo – www.exedo.it

Offerum – www.offerum.it

ATTENZIONE: se all’accesso ti viene chiesto – apparentemente in modo obbligatorio – di registrarti, fallo solo se lo desideri. Si tratta di una mossa di marketing usata da alcuni siti. Per evitare di compilare la scheda di registrazione puoi chiudere la scheda che si sovrappone (se ne viene data la possibilità) oppure posizionare il cursore sulla barra degli indirizzi, cancellare tutta la parte di url generata in automatico dal sito che segue il dominio vero e proprio – ad esempio http://www.groupon.it/ – e poi fare “refresh / ricarica” della pagina stessa.