Mediterraneo: fotografie tra terre e mare le città, i fotografi, gli appuntamenti dell'edizione 2016
Parte il 31 maggio a Napoli.
La rassegna di fotografie "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" edizione 2016 parte martedì 31 maggio alle ore 12 al teatro dell'Accademia di Belle Arti di Napoli con il coordinatore della scuola di specializzazione di fotografia Fabio Donato e la partecipazione della Biblioteca Nazionale di Napoli, dell'Archivio di Stato di Napoli.
 
 
La rassegna di fotografie che parla del Mediterraneo attraverso l'attualità, la cultura e la società, porta tutte le immagini selezionate in un'unica città prima di spostarsi altrove. Napoli accoglierà le 160 fotografie di 15 fotografi provenienti da tutta Italia. Infatti, l'Accademia di Belle Arti di Napoli ospiterà le stampe del "Laboratorio di Fotografia per Donne Straniere" realizzato da "Lo Cunto" Aps in collaborazione con il Ceicc, Centro Europeo di Informazione Cultura e Cittadinanza del Comune di Napoli.
 
All'Archivio di Stato di Napoli sarà possibile vedere le stampe delle 7 fotografe Iole Capasso, Francesca De Caro, Greta Gandini, Antonella Monzoni, Giuliana Rogano, Natalia Saurin, Mara Scampoli, selezionate per "Sguardo di Donne sulle Donne del Mediterraneo". Ancora alla Biblioteca Nazionale di Napoli, si potranno vedere le immagini di Martino Chiti, Michele Crameri, Flaviana Frascogna, selezionati per il Premio Mediterraneo 2016. Al Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, invece, le 60 stampe sull'attualità dei fotografi Giuseppe Cabras, Gabriele Cecconi, Francesco Fratta, Graziano Panfili, Giuliana Rogano, Franco Sortini, prenderanno forma durante l'allestimento.
 
 
La rassegna si sposterà, a Roma il 16 giugno per la presentazione dell'edizione 2016 di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" alla sede di UNIMED, Unione delle Università del Mediterraneo. Presentazione che avvierà un convegno sul tema "Il fattore femminile come componente essenziale dei processi di evoluzione culturale e sociale" all'interno del quale si produrranno una serie di riflessioni trasversali che vedono il coinvolgimento dell'UNIMED, della Sapienza Università di Roma, di Arabpress e altre istituzioni.
 
 
A conclusione del convegno, nella sede di Le Artigiane-Galleria Roma sarà inaugurata la mostra "Sguardo di Donne sulle Donne del Mediterraneo" e ancora alle ore 19 alla Libreria Fahrenheit 451 è possibile vedere la mostra che raccoglie i progetti fotografici sul "Ghetto di Venezia" di Davide Calimani, la serie "Tracce" di Lorenzo Pesce e le immagini da Lesbo di Christian Minelli, del circuito off dell'edizione 2016 di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare".
 
 
A fine giugno, l'esposizione dei progetti selezionati per il PREMIO Mediterraneo 2016 sarà portata a Venezia. Infatti il 28 giugno si terrà l'inaugurazione all'Hotel Giorgione di Venezia in compagnia dei tre fotografi al di sotto dei 40 anni, Martino Chiti, Michele Crameri, Flaviana Frascogna.
 
 
Gli eventi organizzati nell'ambito di "Mediterraneo: fotografie tra terre e mare" edizione 2016, si concluderanno il 14 e il 15 luglio a Napoli dove CESURA, il gruppo di giovani reporter indipendenti, svolgerà il WORKSHOP "put yourself in the situation" CORSO PER GIOVANI REPORTER IN TERRITORIO DI CONFLITTO alla Villa Pignatelli- Casa della Fotografia. Gabriele Micalizzi, fotoreporter, e fondatore di CesuraLab sotto la direzione artistica di Alex Majoli, darà una serie di nozioni pratiche e operative per organizzare un reportage in zone di conflitto.
 
 
Anche per l'edizione 2016 la rassegna ha accolto i Patrocini della Commissione Europea, della Regione Campania, del Comune di Napoli, dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell'Unione delle Università del Mediterraneo e il partenariato dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, della Biblioteca Nazionale di Napoli, dell'Archivio di Stato, del Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, rientra nella manifestazione Giugno Giovani organizzata dall'Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli, e della Villa Pignatelli- Casa della Fotografia. Inoltre ha dialogato con i partner culturali Cesura, Le Artigiane-Galleria, Libreria Fahrenheit e con i Media Partner ArtsLife magazine onlie
 
 
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MARIO CRESCI IN ALIAM FIGURAM MUTARE Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo
25 Maggio- 25 settembre 2016. Milano, Castello Sforzesco

Dal 25 maggio al 25 settembre 2016 è aperta al pubblico, nelle Sale dell'Antico Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco, la mostra "MARIO CRESCI IN ALIAM FIGURAM MUTARE. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo". L'esposizione, organizzata dal Comune di Milano, Direzione Cultura, Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici, Civico Archivio Fotografico, è stata ideata da Mario Cresci.

La mostra si snoda attraverso diverse fasi progettuali che corrispondono, ognuna, a gruppi di immagini realizzate da Cresci sulla Pietà Rondanini, ripresa nello storico allestimento della Sala degli Scarlioni e successivamente nelle prospettive inedite offerte dalla statua nel nuovo allestimento nell'Ospedale Spagnolo. Non solo interpretazione di una scultura, ma creazione personalissima dell'autore, che attraverso il progressivo avvicinamento all'opera d'arte – indagata, osservata, scrutata per tre lunghi anni – ha stabilito un intenso confronto con tematiche tra le più attuali e drammatiche della società contemporanea.

Il progetto artistico di Cresci sa cogliere con la fotografia tutte le suggestioni, le incognite, i misteri che l'opera di Michelangelo comunica. In essa si condensano la storia dell'arte e il senso universale del dolore dell'umana condizione. Cresci si pone di fronte alla Pietà in silenzio, senza spettacolarizzazioni, raggiungendo esiti di altissima tensione emotiva e comunicativa.

 

Mario Cresci (Chiavari, 1942) fin dagli anni Sessanta è autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l'esperienza video, le installazioni. Tra i primi autori in Italia ad applicare la cultura del progetto coniugandola alla sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale.

Le capacità di analisi della percezione visiva, della forma e della fenomenologia del pensiero artistico, acquisite al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia, si confrontano subito, tra la fine degli anni Sessanta e per tutto il decennio successivo, con l'esperienza del lavoro sul campo nelle regioni del Mezzogiorno italiano all'interno di un gruppo di ricerca formato da urbanisti, architetti ed economisti nell'ambito della Facoltà di Architettura di Venezia.

Innumerevoli le sue esposizioni personali e la partecipazione a collettive, tra cui alcune edizioni della Biennale di Venezia e la presenza di sue opere nei musei, tra cui il MoMA di New York, la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Ha diretto l'Accademia Carrara di Bergamo dal 1991 al 2000, insegnato all'Accademia di Brera dal 2004 al 2011 e in altre scuole e istituti italiani, come lo IED e il Politecnico di Milano, l'Università degli Studi L'Orientale di Napoli, l'Università degli Studi di Parma.

 

Attualmente insegna all'ISIA di Urbino e alla Fondazione Fotografia di Modena. Risiede e lavora a Bergamo.

 

In occasione dell'esposizione, Cresci dona al Civico Archivio Fotografico di Milano una serie di quaranta stampe fotografiche relative all'intero progetto, contribuendo così a incrementare il considerevole e importante patrimonio dell'Istituto.

 

Il Civico Archivio Fotografico di Milano, fondato nel 1933 al Castello Sforzesco, è oggi uno dei più importanti istituti italiani dedicati alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio fotografico. Conserva 850.000 fotografie originali databili dal 1840 ai giorni nostri, preziose testimonianze della storia del mezzo fotografico ma anche del patrimonio artistico milanese, italiano ed europeo, della storia sociale e politica, delle esplorazioni e dei viaggi nel vicino e lontano Oriente ( http://archiviofotografico.milanocastello.it/ ).

 

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Lectio Magistralis. Luca Babini - Portraits of Change. Conversazione con Chiara Oltolini
Lunedì 23 maggio ore 19.00. Ingresso gratuito


Un grande maestro del ritratto svela i segreti del mestiere. È Luca Babini il protagonista del nuovo appuntamento con le Lectio Magistralis di fotografia e dintorni promosse da AFIP International e CNA Professioni, in calendario alla Triennale di Milano lunedì 23 maggio alle 19.00. Insieme alla giornalista Chiara Oltolini (Glamour), Babini riassume nel titolo Portrait of Change un dialogo che passa in rassegna quasi trent'anni di carriera internazionale, con servizi e reportage per riviste come Vogue Italia, Casa Vogue, Esquire, Vanity Fair.
 
Sono decine i grandi volti dello spettacolo, della musica e della moda immortalati nel corso degli anni da Babini, che riesce con innata eleganza a restituire la personalità dei diversi soggetti che incontra, spegnendo le luci della ribalta e accendendo uno sguardo più intimo e profondo. Memorabili gli scatti che ha dedicato a Sting, Samuel L. Jackson, Roberto Bolle, Ben Harper; indimenticabile il servizio su Sharon Stone con cui ha vinto, nel 2005, l'International Fashion Award of Beauty Photography a Los Angeles (Lucie's Awards - Oscars della Fotografia).

 

Luca Babini Nasce a Genova. Dalla fine degli Anni Ottanta avvia la sua carriera come Fashion Photographer, lavorando per riviste come Vogue Italia, Casa Vogue, Esquire, Vanity Fair. Contemporaneamente dirige numerosi video musicali e spot televisivi, guadagnandosi vari riconoscimenti: è del 1987 il premio per il best Tv commercial dell'Associazione Italiana Pubblicità. Il suo impegno nel cinema e nella tv prosegue negli Anni Novanta, quando gira e produce diversi documentari in 16mm. Uno di questi diventa l'ispirazione per uno show sulla CBS New York condotto dall'attrice e modella Lauren Hutton: Babini ne è ideatore e produttore esecutivo. Va in onda dal '94 al '96 ed entra nelle collezioni del Museum of TV and Broadcasting. Dal 2003 collabora continuativamente con la rivista Vanity Fair per cui realizza molte copertine di celebrities italiane e internazionali, ritratti e servizi di moda. La sua serie su Sharon Stone (2005) vince l'International Fashion Award of Beauty Photography a Los Angeles (Lucie's Awards - Oscars della Fotografia). Dal 2008 collabora con UNICEF, realizzando importanti progetti documentari dalla Sierra Leone, Haiti, Libano.
 

 

Chiara Oltolini
Nata a un passo da Milano, laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione e specialistica in Giornalismo, Editoria e Comunicazione Multimediale, professionista dal 2009. Ho iniziato in Condé Nast, a Glamour, per poi essere ammessa alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi - Università degli Studi di Milano. Ho seguito la cronaca di Milano per il quotidiano Libero e mi sono occupata di attualità per il settimanale Gioia. Alla fine, sono tornata a Glamour, dove tutto è iniziato. Qui, come vice caposervizio, scrivo di spettacoli, costume e bellezza; intervisto attori e cantanti, modelle e socialite; ficco il naso tra i nuovi trend; mi metto sulle tracce di film che diventeranno cult e di gadget tecnologici che semplificheranno la vita.
Adoro questo lavoro e non vorrei fare altro nella vita. Il mio sogno segreto? Avere una posta del cuore.

Ritratto di Luca Babini

 

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Home Movies, Tranchina, Noordenbos, Cesura: ecco i programmi dei workshop di Fotografia Europea
Fino al 10 luglio 2016 - Reggio Emilia

La fruzione dei film amatoriali e delle fotografie d`archivio attraverso i nuovi dispositivi, con Ilaria Ferretti e Paolo Simoni di Home Movies. La fotografia come linguaggio per rappresentare la distanza, con Davide Tranchina, uno degli artisti in mostra a Fotografia Europea 2016. Corinne Noordenbos, punto riferimento per il libro fotografico contemporaneo nel suo primo workshop in Italia. Editing e Storytelling per la costruzione di un progetto fotografico, con Arianna Arcara e Luca Santese di Cesura.

A seguire i programmi dei workshop che si terranno a Palazzo dei Musei tra il 21 maggio e il 26 giugno. Le iscrizioni sono aperte


 

Lungo la via Emilia. Un percorso tra l`archeologia visuale e le nuove rappresentazioni

Film amatoriali, fotografie di archivi pubblici e privati e altri reperti visuali (e residuali) appartengono a una stratificazione culturale, sociale e tecnologica che prepotentemente riemerge nella contemporaneità su nuovi supporti e attraverso l'uso di nuovi dispositivi. Quali modalità di fruizione di queste fonti inedite proporre oggi? Il workshop si tiene sabato 21 maggio, a cura di Ilaria Ferretti e Paolo Simoni di Home Movies.

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Il linguaggio della distanza

Cosa significa distanza? Questo è l'interrogativo centrale del laboratorio progettuale che proverà a definire possibili significati collegati appunto al concetto di distanza. «Penso che la fotografia sia un linguaggio profondamente connesso a questa modalità di ricerca», spiega il docente Davide Tranchina, uno degli artisti in mostra a Fotografia Europea 2016 con SS 9 – Strada Stellare 9. Il workshop si tiene venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 giugno.

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Do It With Books. Do It Yourself With Others Part 1

Per la prima volta in Italia un workshop con Corinne Noordenbos, uno dei più importanti riferimenti della fotografia e del libro fotografico contemporaneo. Due giorni di lavoro pratico intensivo, sabato 18 e domenica 19 giugno, per fotografi che vogliono sviluppare il loro progetto in un libro fotografico, alla ricerca delle migliori soluzioni attraverso il lavoro di gruppo, la condivisione e lo scambio continuo tra i partecipanti.

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Il progetto fotografico. Editing e Storytelling

Il workshop, con Arianna Arcara e Luca Santese di Cesura, si tiene sabato 25 e domenica 26 giugno e ha l'obiettivo di guidare i partecipanti nella costruzione di un progetto finalizzato alla pubblicazione editoriale e alla progettazione e realizzazione di una mostra e di un libro fotografico.

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IMAGO - Mostra Fotografica di Pio Tarantini
Fino al 30 giugno 2016. Voghera

Con questo lavoro, "Imago",  la mostra  organizzata presso la galleria Spazio 53 a Voghera,  Pio Tarantini scrive il capitolo più recente di una ricerca artistica dal percorso quasi circolare, cominciato sin dagli anni settanta, quando realizza i suoi primi studi, in bianco e nero, sulla figura umana ripresa con il "mosso" fotografico che ne accentua la precarietà della visione. Influenzato in quel periodo della sua giovinezza dalla drammaticità della pittura visionaria e altissima di Francis Bacon, coltiverà sempre una predilezione per la figura umana "mossa", presente in molti suoi lavori nell'arco di più di trent'anni di ricerca. 

 

L'uomo sul palcoscenico del mondo, in questa chiave visionaria e precaria, trova quindi spazio e sintesi in molte opere di Tarantini presenti e caratterizzanti suoi progetti espositivi ed editoriali precedenti: da "Il passato e i Pensieri" (1985) a "Studi sul mosso" (2002), a "L'ombra del vero" (2003) fino a "Scenari" (2006). 

 

In questa esposizione presso lo Spazio53 di Voghera Tarantini presenta una selezione di opere, in gran parte realizzate negli ultimi anni, divisa in due gruppi principali: da una parte opere della sua ricerca sulla figura umana che diventa protagonista assoluta, scandagliata, scomposta, "traccia" di vita in contesti minimali, quasi astratti; e dall'altra opere in cui la traccia della figura umana è inserita all'interno di un discorso visivo più vasto e contestualizzato, dove il paesaggio o l'ambiente rivestono un ruolo importante.

 

Le figure lasciano una traccia riconoscibile e nello stesso tempo sfuggente, complessa, quasi a sottolineare una dilatazione del tempo, il contrario della "cristallizzazione" tipica della fotografia. Tarantini fotografa la vita che passa: "Tutto scorre" (le figure mosse) e, nello stesso tempo "Tutto è" (i pochi elementi fissi di contesto).

 

Scrive tra l'altro Roberto Mutti nel testo di presentazione: «Imago si presenta come un'apparizione, costruisce un percorso che avanza per analogie, richiami, corrispondenze, si sofferma infine sui particolari (un termosifone, un'agave, la testata di legno antico di un letto) per inserirli come elementi irrinunciabili di un più ampio contesto dove lirismo e mistero si intrecciano e confondono. Sta a noi osservatori, coscienti di essere di fronte a un discorso compiuto, cercare il filo rosso che collega queste immagini fino a dare loro un senso. 

 

Una cosa, però, è certa: nella poetica di Pio Tarantini tutto si risolve nell'accostamento dialettico fra la fluida lievità che si ritrova nelle immagini e la solidità che caratterizza ciò da cui provengono: la memoria.»

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Eventi, Photofestival Milano 2016
Dal 27 aprile al 13 maggio 2016, in occasione del PHOTOFESTIVAL 2016, il Palazzo Giureconsulti di Milano ospiterà "Strada Facendo – quando la fotografia incontra la letteratura", la rassegna che accoglie le immagini prodotte negli ultimi anni durante il seminario di progettualità tenuto dal docente e critico fotografico Roberto Mutti.
Photofestival Milano 2016
Photofestival, il grande circuito espositivo milanese dedicato alla fotografia d'autore, torna dal 20 Aprile al 12 Giugno 2016 con l'obiettivo di ribadire - nella sua 11ª edizione - il ruolo di Milano come capitale della fotografia italiana.
Eventi, Photofestival Milano 2016
l'edizione 2016 di Photoshow, l'evento dedicato al mondo Imaging, non avrà luogo e che la manifestazione è rinviata al 2017. L'Associazione lavorerà nei prossimi mesi per dare vita a una edizione di Photoshow ulteriormente aggiornata, volta alla valorizzazione di tutta la filiera del mondo Imaging e al coinvolgimento di quel pubblico di utenti sempre più numeroso che utilizza il linguaggio delle immagini come strumento di comunicazione.
Eventi, Photofestival Milano 2016
La rassegna di fotografia d'autore va in scena in quattro Palazzi storici di Milano: Giureconsulti e Turati dal 27 aprile al 13 maggio, Bovara e Castiglioni dal 2 al 18 maggio. La kermesse prosegue in tutta la città fino al 12 Giugno con 120 mostre fotografiche dislocate nelle più diverse sedi espositive
Eventi, Photofestival Milano 2016
Dal 20 Aprile al 12 Giugno, in tutta la città 120 mostre fotografiche dislocate nelle più diverse sedi espositive, con la presenza di nomi famosi, autori emergenti e fotografi esordienti. Il design e Milano tra i temi protagonisti.
Eventi, Photofestival Milano 2016
L'esposizione 'FAEMA, express your art' sarà visitabile a partire dal 31 Maggio 2016 nell'ambito del circuito artistico di Photofestival, presso l'Hangar 100 - MUMAC, Via Pablo Neruda, 2 - Binasco (MI). Progetto ambizioso in cui otto fotografi sono stati chiamati a interpretare FAEMA nel mondo e a celebrare la grande tradizione italiana dell'espresso, rinomato ad ogni latitudine.
Eventi, Photofestival Milano 2016
Dal 20 aprile al 12 giugno 2016, i più diversi spazi espositivi tra gallerie d'arte, musei, sedi istituzionali, show-room e alcuni importanti edifici storici di Milano ospiteranno 120 mostre fotografiche, con un percorso diffuso in modo capillare in tutta la città e nell'area metropolitana.
Eventi, Photofestival Milano 2016
PHOTOFESTIVAL, il grande circuito espositivo milanese dedicato alla fotografia d'autore promosso da AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging, torna dal 20 Aprile al 12 Giugno 2016 un centinaio di mostre fotografiche dedicate al tema del design e aperte gratuitamente al pubblico. Le esposizioni sono dislocate in diverse sedi espositive del territorio milanese tra gallerie d'arte, spazi istituzionali e palazzi storici.
Eventi, Photofestival Milano 2016
AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging annuncia l'edizione 2016 di Photofestival, rassegna di fotografia d'autore che annualmente anima la primavera milanese. La manifestazione - che quest'anno è dedicata al tema del design - prevede come sempre un centinaio di mostre fotografiche aperte gratuitamente al pubblico e dislocate in diverse sedi espositive del territorio milanese tra gallerie d'arte, spazi istituzionali e palazzi storici.
Eventi, Autori, Photofestival Milano 2015
Ali Sheikhaleslami ( Thymournia ) Thymournia è un fotografo professionista freelance ma anche un poeta, graphic designer e insegnante. Nato nel 1984 a Tabritz in Iran dove tutt'ora vive e lavora , ha sviluppato le sue abilità artistiche per lo più nel campo della fotografia in bianco e nero, lavorando sia con dispositivi digitali che analogici